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Bertinotti-Beschi-Mazzoleni sintonie e non tra culture comunista-cristiana-liberal fotogallery

All’incontro di presentazione di “Sempre daccapo”, il nuovo libro di Fausto Bertinotti, lo stesso ex presidente della Camera, insieme al vescovo monsignor Francesco Beschi, al vicepresidente di Federmeccanica Carlo Mazzoleni e al docente Riccardo Bellofiore hanno dato vita a un confronto a tutto tondo su economia e società. Tra diversità di opinioni e culture di appartenenza, sono emerse anche convergenze. A prevalere stima reciproca e volontà di dialogare.

Le distanze tra mondo cattolico e mondo comunista si stanno accorciando ed è possibile avviare una nuova fase di dialogo nella diversità tra queste due grandi culture di massa. Un incontro sicuramente divenuto più probabile con la "rivoluzione" portata dalla proclamazione di Papa Francesco, particolarmente sensibile agli ultimi, e cominciata dalle dimissioni di Benedetto XVI, che hanno rappresentato una forte discontinuità nel rapporto tra chiesa e potere.

A sostenerlo è l’ex presidente della Camera e direttore del bimestrale “Alternative per il socialismo” Fausto Bertinotti, intervenuto alla presentazione del suo ultimo libro, “Sempre daccapo”, all’Università degli studi di Bergamo.

Più precisamente, Fausto Bertinotti spiega: “Nella nostra società si avverte la necessità di una rinascita, se vogliamo di una resurrezione, guardando ai bisogni delle nuove generazioni. Per farlo è necessario un impegno ampio, un rinnovato dialogo che coinvolga credenti e non credenti, ossia ‘tutti gli uomini di buona volontà’, facendo riferimento a un’affermazione del pontefice bergamasco, Papa Giovanni XXIII”.

Interessato e affascinato dal contenuto del volume, il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi esordisce: “Il titolo del libro può essere interpretato in due modi: trovarsi “sempre daccapo”, con tono sconfortato, per dover ripartire ogni volta, oppure in chiave di una speranza impegnativa. Ritengo che quest’ultima ipotesi rappresenti il significato del testo, che ho trovato molto interessante e contenente importanti spunti di riflessione, che invitano a pensare, a porsi interrogativi e sviluppare idee. Argomentazioni che riguardano la vita della chiesa, ma anche, più in generale, la nostra società. Nel primo caso, molto interessante è la presentazione della persona di Gesù di Nazareth, ma anche il rapporto tra Gesù e Paolo di Tarso, tra fede e storia, fede e politica, chiesa e mondo. Fin dall’inizio, si scorge un richiamo evocativo alla figura di Papa Francesco, con la povertà scelta che diviene una lotta rispetto alla povertà subita, ma viene ricordato anche Giovanni XXIII, con una simpatia profonda. E poi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI: quest’ultimo viene letto sotto il segno del paradosso, tra la continuità e il gesto di rottura rappresentato dalle sue dimissioni, dandone una lettura molto affascinante, un atto solo apparentemente di debolezza , che introduce a una riflessione sul potere nella dimensione politica, sui limiti della politica e sulla necessità di andare oltre, sul suo svuotamento e sul suo rapporto con la democrazia, giungendo a un discorso forte sul capitalismo. Quindi, viene evidenziata una possibile alleanza tra teologia e movimento operaio: in queste riflessioni si colloca il filo conduttore, cioè un rinnovato dialogo tra le culture che hanno portato alla stesura della Costituzione, il significato del cattolicesimo sociale, il ruolo e la presenza dei cattolici in politica e nella resistenza antifascista. Mi ha molto colpito la rappresentazione della figura di Cristo, presentato come irriducibile di fronte a qualsiasi potere, uno spunto particolarmente significativo anche in chiave evangelica e spirituale. Infine, di grande pregio la rappresentazione di Paolo di Tarso, che viene a incarnare il soggetto, cioè il popolo, dandone un’interpretazione originale e stimolante”.

Disponibilità al dialogo viene confermata anche da parte delle imprese, fermo restando diversità di opinioni verso il comunismo. Il vicepresidente di Federmeccanica Carlo Mazzoleni evidenzia: “Rispetto al contenuto del libro, i punti di contatto con il pensiero di Bertinotti non sono molti, specialmente riguardo alle tesi storiciste e alle critiche mosse al sistema sociale capitalistico. Tuttavia, gli riconosco un’onestà intellettuale che è difficile riscontrare nella gran parte dei politici oggi come oggi. Ad esempio, non penso siano convincenti la ricerca di una nuova via per il socialismo e il significato negativo con cui è connotata la globalizzazione: quest’ultima è un fenomeno complesso, anche problematico, ma non è il male assoluto: considerando il progressivo sviluppo dei mezzi di comunicazione e di trasporto, è un fenomeno inevitabile, non nuovo per la storia dell’uomo, quindi va gestita e governata. Allo stesso modo, anche il capitalismo va governato in modo da ridurre gli aspetti negativi, come le disuguaglianze e la povertà, massimizzare le opportunità e promuovere una ricerca del bene comune con una politica capace di guardare al medio-lungo periodo. Disuguaglianze da ridurre e combattere, ma che per il capitalismo possono avere un ruolo di stimolo, per correggere il sistema e rinnovarlo quotidianamente. Inoltre, diviene necessario riflettere sul fallimento del socialismo reale e del comunismo, che ritengo non sia dovuto solo alla tattica, ossia a qualche passaggio errato, ma abbia cause più ampie e che non è riuscito a innovarsi. Anche sugli anni Settanta, con le loro evoluzioni ed epiloghi, non mancherebbe materiale di discussione. Un punto di convergenza con Bertinotti, invece, riguarda la critica della finanziarizzazione dell’economia, ritenendo che al cuore dello sviluppo debbano esserci le imprese e non l’economia finanziaria. Infine, tra i soggetti indicati come promotori del multiculturalismo (chiesa, sindacato, partito comunista), inserirei le imprese che, attualmente, sono agenti di integrazione sociale”.

Ad arricchire ulteriormente il dibattito, il contributo di Riccardo Bellofiore, docente dell’università degli studi di Bergamo: “Da comunista credente, ritengo che si possa parlare di sconfitta del movimento operaio, mentre l’utilizzo del termine ‘fallimento’ andrebbe discusso a lungo. Una sconfitta sociale per la sinistra e per il sindacato, le cui cause, ritengo, vadano ricercate nei problemi di organizzazione e di analisi del tempi di chi le ha vissute. Accanto a una visione politico-centrica del marxismo, però, non va trascurata quella socio-centrica, più ampia e non vanno dimenticate esperienze distinte dal socialismo reale e dal comunismo che si collocava dall’alta parte della Cortina, come quelle della Comune, del comunismo dei consigli, dei movimenti antecedenti gli anni Settanta e la costituzione dei cristiani per il socialismo, oppure esempi come Rosa Luxemburg e Piero Gobetti, la cui portata va oltre alla penitenza per il socialismo reale e Stalin”.

Infine, Fausto Bertinotti conclude: “Ho scritto questo libro con qualche tremore e qualche preoccupazione, ma credo sia necessario confrontarsi ora perché la nostra società si trova “daccapo”, nella convizione di poter ricominciare all’indomani di una sconfitta, o di un fallimento, con la possibilità di inaugurare una nuova fase di dialogo ampio e largo, tra credenti e non credenti. Folgorato dalle parole di Papa Francesco, credo nella nascita di un confronto costruttivo tra questi due mondi. Ed è necessario farlo ora, per rispondere a un’emergenza democratica ed evitare che il capitalismo, liberato da ciò che lo limitava in precedenza, ovvero dalla costruzione della democrazia, dal protagonismo delle masse e dalla forza della politica, possa dare sfogo ai suoi aspetti più intrinseci e radicali, che potrebbero portare a un mutamento antropologico, a una società incentrata sull’individualismo mercantile. Accompagnato da un recupero della cultura dell’egualitarismo, il dialogo tra culture di massa differenti, è il modo efficace per colmare il deficit di democrazia che si è creato e per ripartire daccapo nella costruzione di una nuova società”.

Paolo Ghisleni

Commenti

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  1. Scritto da V

    Faustino e ritirarsi tu ed i tuoi orologini e maglioncini super costosi,sarebbe ora di fare seriamente il nonno cosi schivate anche di pagare delle tate per i pargoletti,quando vai alle festicciole vip con Valeria Marini amica di famiglia,sei in un ambiente a te molto più consono.

  2. Scritto da Stebomba

    il buon Fausto e compagni, crollato il muro di Berlino, e chiuso gli scheletri del comunismo negli armadi. Della serie : quando nessuno mi vuole più, mi rivolgo al buon Gesù

  3. Scritto da gaudium magnum

    dopo Rhaner, de chardin, vito mancuso, melloni ecc. abbiamo finalmente un “novissimo” il teologo maximo Faustus bertinottum