BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Sciopero 12 dicembre La carica di Cgil e Uil: in 1.500 da Bergamo

Cgil e Uil Bergamo annunciano la partecipazione allo sciopero generale, indetto a livello nazionale per tutta la giornata di venerdì 12 dicembre. Il segretario provinciale Cgil Luigi Bresciani e Amerigo Cortinovis, della segreteria provinciale Uil: “Nel Paese c’è molta rabbia, servono politiche attive del lavoro altrimenti si rischia l’esplosione sociale. Per le prossime iniziative, auspichiamo soluzione unitaria con la Cisl”.

Cgil e Uil Bergamo partecipano allo sciopero generale indetto, a livello nazionale, dalle due confederazioni per tutta la giornata di venerdì 12 dicembre. Ad annunciarlo sono il segretario provinciale Cgil Luigi Bresciani e Amerigo Cortinovis, rappresentante della segreteria provinciale Uil.

Più precisamente, dalla provincia orobica è prevista la partenza di 1.500 persone, con 15 pullman già organizzati. Il concentramento è alle 9.30 a Milano in porta Venezia e il comizio sarà in piazza Duomo. A Bergamo il ritrovo è alle 7 da piazzale Malpensata.

Lo slogan della manifestazione, che coinvolge i lavoratori di tutte le categorie, pubblici e privati, è “Così non va!” per esprimere contrarietà verso le scelte del governo e sostenere le proposte sindacali sulla riforma della pubblica amministrazione, sul jobs act, sulla legge di stabilità e sulla politica economica. Il segretario provinciale della Cgil Bergamo Luigi Bresciani spiega: “Non si tratta di uno sciopero politico, il nostro obiettivo non è far cadere il governo: noi vogliamo collaborare: con questo sciopero chiediamo al governo di ascoltare le nostre proposte per dare risposta ai grandi problemi legati al mondo del lavoro, come la dilagante disoccupazione, specialmente quella giovanile, ma anche al precariato e alla crescente povertà frutto della lunga crisi economica che stiamo vivendo. Chiediamo che il governo dia risposte su queste problematiche e si confronti con i sindacati, per creare nuova occupazione, favorire nuovo sviluppo, senza limitarsi a stabilire regole”. Amerigo Cortinovis, rappresentante della segreteria provinciale della Uil aggiunge: “È l’atteggiamento del governo a complicare le cose, in quanto i sindacati non vengono ascoltati. È proprio questo il motivo per cui abbiamo lanciato lo sciopero generale”.

Le proposte del sindacato sono finalizzate a una maggior redistribuzione e il contatto tra imprese e lavoratori. Bresciani prosegue: “Dare nuove regole al mercato del lavoro non basta, servono interventi di portata ben più ampia, affrontando le annose problematiche dell’Italia. Ad esempio, evasione fiscale, corruzione, che non ha più carattere individuale ma è divenuta sistemica e selezione della classe dirigente. Aggiungo che non condividiamo l’introduzione di una flat tax, proposta dalla Lega Nord, cioè una tassa uguale per tutti, in quanto farebbe venir meno la progressività e non affronterebbe adeguatamente la questione: chi evade continuerebbe a evadere”.

Anche in Bergamasca la crisi continua a far sentire i suoi effetti. Bresciani evidenzia: “Perdura una condizione di grossa difficoltà, soprattutto nel settore del commercio e dell’edilizia, mentre una lieve inversione di rotta si registra nel comparto industriale, anche se è un dato appena accennato. Così, la disoccupazione continua a crescere e un giovane su quattro non riesce a trovare lavoro. La povertà sta crescendo e non abbiamo mai visto così tante persone rivolgersi ai nostri sportelli e patronati in cerca di aiuto. Sembra che chi governa non abbia la percezione di quanto sia grave la situazione, anzi vorrebbe togliere i patronati: ecco, invito Renzi ad assistere alle attività svolte dai nostri sportelli, così può capire le difficoltà di molte persone. Nel Paese c’è tanta rabbia, servono politiche attive del lavoro: le istituzioni devono dare risposte adeguate, altrimenti si rischia l’esplosione sociale. In questo senso, il sindacato, raccogliendo il disagio e dando voce al malcontento, svolge una funzione democratica di fondamentale importanza. A livello locale, il rapporto con le istituzioni è abbastanza buono: il nostro interlocutore è soprattutto la provincia che, dopo l’ultima riforma, una riforma che definisco folle, versa in uno stato comatoso: hanno meno potere di agire e non rispondono ai cittadini, ma ai sindaci elettori. Il presidente Matteo Rossi è molto sensibile alle tematiche del lavoro, e venerdì sarà in piazza insieme a noi, ma ha degli strumenti estremamente limitati. Allo stesso modo, ritengo che aprire sportelli comunali dedicati al lavoro sia apprezzabile, ma non dia risposte efficaci. Anzi, alla lunga rischia di rivelarsi controproducente, essendo una proposta isolata, con mezzi limitati e riservata ai residenti. È necessario, invece, che le risposte partano a livello generale, cioè dal governo. Un primo passo sarebbe rivedere l’attività dei centri per l’impego, oggi ridotti a una funzione notarile di inserimento dei nominativi di chi non trova lavoro, dei luoghi in cui ora come ora è difficile trovare lavoro e che potrebbero rappresentare una risorsa preziosa. Gli operatori, infatti, dovrebbe uscire, andare sul territorio, dalle imprese e capire di che tipo di lavoratori hanno bisogno. E poi bisognerebbe puntare sulla formazione, agevolando realmente lincontro ra domanda e offerta di lavoro. Una formazione legata a ciò che realmente serve al territorio”.

Allo sciopero, organizzato da Cgil e Uil, non ha aderito la Cisl. A questo proposito, il segretario provinciale esprime il proprio rammarico: “Purtroppo, anche questa volta, la Cisl ha deciso di non partecipare all’iniziativa e solitamente sembra inibita a prendere parte a manifestazioni di carattere unitario. Ora, di fatto, è lei a trovarsi isolata, pur avendo posizioni non dissimili dalle nostre. La loro è un’opinione legittima, ma le argomentazioni che utilizza per motivare la sua mancata adesione sono ingenerose. Per esempio, sostiene di non partecipare in quanto sarebbe uno sciopero indetto da altri, quando tra segreterie sindacali sarebbe molto facile contattarsi e condividere l’organizzazione delle iniziative. Allo stesso modo, non è giusto dire che si tratta di uno sciopero politico”.

Dello stesso avviso Amerigo Cortinovis, rappresentante della segreteria provinciale Uil, che afferma: “Auspichiamo che, a partire dalle prossime iniziative, possa unirsi a noi, per repucrare una prospettiva unitaria, che rende i sindacati sicuramente più forti”.

Per avere ulteriori informazioni e per prenotarsi al pullman è possibile chiamare il numero 0353594240, Cgil Treviglio allo 036341662.

Paolo Ghisleni

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da nicolò

    Leggo solo ora i commenti del “polemico/a”. Non capisco, al di la’ del dissenso con la CGIL, se lo sciopero resta giusto e importante o vuol solo spaccare le palle! Probabilmente la CGIL non si presta ad essere ingabbiata e non agisce per mero calcolo. Mi sembra che il signore/a che ha scritto non abbia molte idee e nulla da dire. Un saluto Nico.

  2. Scritto da Rota Bruno

    nutro sconfinata simpatia per il sindacato UILdopo l’articolo sul fattoquotidiano riguardo le assunzioni di parentopoli! ma perchè gli italiani si ostinano a pagare tessere inutili? qualcuno me lo sà spiegare?

  3. Scritto da il polemico

    la cgil sciopera tra l’altro contro il maggior partito che sostiene il governo e che ha tra la la sua dirigenza l’ex segretario nazionale della cgil epifani…..semplicemente spettacolare……

    1. Scritto da paride

      la CGIL sa essere critica anche con chi *TEORICAMENTE* sta dalla stessa parte, quando le strade imboccate (v. jobs act) non sono condivisibili.
      ma per lei questo è semplicemente incomprensibile.

      1. Scritto da quiz

        CGIL fa sempre politica. Infatti i suoi vertici poi finiscono li…. alla faccia dei lavoratori che la bevono. Questo “sciopero” è solo per DIMOSTRARE che sono duri e “puri”. Poveri lavoratori.