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Foppa, è un dicembre pieno di difficoltà Servono 6 punti in 3 gare

Nell’ultima partita, giocata sabato, il team di Lavarini ha costretto al tie-break una delle favorite per il titolo, la Yamamay Busto Arsizio, cedendo al fotofinish dopo due ore e mezza di pregevole battaglia. E lasciando la sensazione che per vincere sarebbe bastato poco. Che cosa è mancato quindi?

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di Alberto Caprini

Dopo il cambio al vertice tra Novara e Modena, il campionato di serie A1 si conferma come uno dei più equilibrati e avvincenti degli ultimi anni, con più squadre attrezzate per puntare allo scudetto nonostante un generale livellamento verso il basso che prosegue ormai da tre o quattro stagioni. In questo contesto anche la Foppapedretti si sta ritagliando uno spazio importante come compete al blasone del team di via Albricci, pur non occupando più le posizioni di vertice.

Nell’ultima partita, giocata sabato, il team di Lavarini ha costretto al tie-break una delle favorite per il titolo, la Yamamay Busto Arsizio, cedendo al fotofinish dopo due ore e mezza di pregevole battaglia. E lasciando la sensazione che per vincere sarebbe bastato poco. Che cosa è mancato quindi?

OK PLAK – Sicuramente non l’opposta, che proprio nella sfida della Foppa contro il suo recente e ingombrante passato, Valentina Diouf, ha giocato la sua miglior partita da quando è sbarcata sotto le Mura. Con 32 punti e il 47% in attacco è infatti riuscita ad oscurare anche l’opposta azzurra che pure non si è fatta mancare colpi di classe e potenza. Se la Foppa ha conquistato un punto è soprattutto grazie a Plak che cresce di partita in partita e pare già più forte e costante della Diouf di tre anni fa.

SERVIZIO DIECI E LODA – Altra nota lieta, che ha fatto più volte la differenza, è stato il servizio di Sara Loda, mai così incisivo (3 aces e tanti altri danni) e soprattutto senza alcun errore. Quando hai un battitore in salto in squadra di solito porta punti e errori, e a seconda di dove pende la bilancia puoi giudicarne la prestazione. Per Sara zero errori, decisiva, ottimo lavoro. Anche il resto della squadra ha lavorato su buoni livelli e il successo nel primo set è scaturito proprio da questo fondamentale, capace di mettere in crisi anche un ottimo libero come Leonardi.

PROBLEMA AL CENTRO – Busto ha prevalso di poco a muro e in ricezione mentre in attacco, se guardiamo ai dati complessivi, le Farfalle hanno fatto decisamente meglio (47% vs 39%) nonostante la prova mostruosa di Plak. Come è possibile? La risposta è una sola, ed è sempre la stessa che ripetiamo da settimane: la Foppa non gioca al centro. Pochi palloni arrivano a Melandri e Paggi, ma anche quei pochi cadono con percentuali troppo basse. Basti questo dato: Bergamo ha attaccato 25 palloni su 156 dal centro mettendone a terra 9, Busto 35 attacchi su 144 con 21 punti. Quando Lyubushkina e Michel hanno messo il turbo, in fast (la russa) e in primo tempo, al centro non c’è stata partita. Ora la riflessione da fare è: quando rientrerà Blagojevic, si spera già il 21 dicembre con Forlì, la ricezione migliorerà e a Radecka arriveranno più palloni giocabili al centro: basterà questo a rendere più efficace e variegato l’attacco rossoblù? Perché alla lunga Plak non può sempre fare i miracoli e con Blago in campo al posto di Sylla (la serba è fondamentale sia chiaro) si perderà qualcosa in attacco da posto quattro che dovrà essere recuperato al centro.

SEI PUNTI IN TRE PARTITE – Dando un’occhiata agli ultimi impegni dell’andata la Foppa è attesa da tre partite completamente diverse. Potremmo dire: una è di quelle che dai per perse, una di quelle che dai per vinte, una è uno spareggio. Premettiamo che la classifica di fine andata conta per stabilire la griglia delle prime otto per i quarti di finale di coppa Italia. Per il resto conta zero. Però arrivare quinti o ottavi, la forbice in cui si colloca la Foppa, non è la stessa cosa. Si potrebbero infatti evitare le prime della classe, ovvero le squadre più in forma (non è detto che siano in assoluto le più forti) del momento. Domenica subito la sfida più difficile, a Novara contro la seconda.

Fare punti sarà un’impresa, senza Blago ancor di più, ma sarà interessante giocarla dopo aver visto i progressi di sabato e con le piemontesi reduci dal primo ko stagionale che è costato il primo posto: lo accuseranno? Poi sarà la volta di Forlì in casa, partita da tre punti senza troppi fronzoli, anche se le romagnole, penultime, hanno costretto al tie-break Conegliano dimostrandosi in crescita. La partita più incerta e importante sarà quella di Santo Stefano al PalaGeorge di Montichiari. Le bresciane inseguono a tre punti di distanza ma hanno un calendario molto agevole: potrebbero arrivare a pari punti allo scontro diretto. Lì probabilmente si deciderà l’accoppiamento della Foppa per la coppa: un successo dovrebbe garantire almeno il sesto posto.

Lavarini sul finale del girone non fa tabelle a proposito: "Dobbiamo pensare a giocare una partita alla volta, capita che ci riusciamo come sabato, capita che per diversi motivi non riusciamo come contro Piacenza o a Modena. Anche a Novara voglio giocarmela anche perché non è che in base all’avversaria cambia quello che dobbiamo fare noi: battere con aggressività, più precisione a muro e in difesa. Non è che con alcuni avversari puoi permetterti di trascurare questi aspetti e con altri perché sono più forti no. Dobbiamo essere al massimo sempre. Logico che con Montichiari e Forlì, che sono due squadre alla nostra portata, al di sotto dei Top Team che stiamo affrontando in serie adesso, dovremo vincere. E penso e  spero le affronteremo con Blago in campo".

Noi invece le tabelle le facciamo: sei punti in tre partite sarebbero un ottimo bottino per arrivare alla pausa di fine anno con una classifica buona e gettando le basi per una ripresa di qualità sia in campionato che in coppa.

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