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Salvini, Grillo e Padoan Visioni diverse d’Europa dall’euro alla sovranità

Da una parte la battaglia per uscire dall'euro con Beppe Grillo (M5S) e Matteo Salvini (Lega Nord) ala guida della campagna. Dall'altra il Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che oltre a rafforzare la moneta unica europea afferma: “è indispensabile cedere sovranità all'Europa per il benessere, la crescita e l'occupazione”.

Non sono solo due scuole di pensiero o due battaglie politiche. Sono progetti per il nostro futuro. Se da una parte c’è la nostalgia della Lira e di politiche svalutative che potrebbero incrementare la crescita economica delle imprese italiane e quindi del fallimento dell’euro, dall’altra si staglia la via senza ritorno non solo di una moneta unica europea, ma anche di una cessione di sovranità a Bruxelles in materia fiscale e politica.

Le due posizioni non potrebbero essere più lontane, eppure contemplano passaggi importanti che riguardano da vicino tutti noi.

Anche, e soprattutto, da un punto di vista economico ed occupazionale. Il dibattito è quanto mai attuale dopo che Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, nei giorni scorsi è stato a Lione al congresso del Front Nationale di Marine Le Pen, ed ha affermato la sua idea: “quella di una moneta omogenea per Italia e Francia uscendo dall’euro, che comunque è finito".

L’euro sale sul banco degli imputati anche da parte del Movimento 5 Stelle. Beppe Grillo, il 21 ottobre scorso, sul suo blog è tornato a chiedere l’uscita dalla moneta unica come alternativa alla crisi e allo smantellamento dello Stato sociale: "Solo così le Piccole medie imprese italiane potranno tornare di nuovo competitive".

Facile additare all’euro le colpe di una capacità italiana di competere e di rispettare le regole. In effetti l’euro ha portato più benefici di quanto si possa immaginare. E il fatto che proprio nella giornata di lunedì 1° dicembre il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo in Aula al Senato nell’ambito della Conferenza degli organi parlamentari specializzati per gli Affari europei sul tema delle strategie per la crescita Ue affermi che è necessario cedere “ulteriore sovranità se vogliamo dare una prospettiva credibile di benessere e occupazione in Europa” apre il dibattito.

Salvini e Grillo individuando nell’euro il responsabile di tutte le colpe dell’economia italiana hanno gioco facile. Ma si smentiscono nelle loro tesi. Se Salvini vuole uscire dall’euro, dall’altra annuncia una moneta comune tra Italia e Francia.

Segno che non ci potrà essere un ritorno alla Lira. Perché è impensabile e perché i tempi, oltre che gli scenari mondiali, sono cambiati.

Nessun imprenditore, piccolo o grande che sia, è o sarà mai favorevole all’uscita dell’euro. Se oggi l’economia italiana regge è grazie all’export e per merito di quella moneta unica che permette di accelerare i tempi degli scambi e che è forte.

Semmai un imprenditore rimarcherà i tempi lunghi dei pagamenti italiani rispetto all’estero, dove avvengono alla consegna della commessa se non addirittura all’ordine. Oppure chiederà di ridurre i tempi burocratici e quelli della giustizia.

Anche Grillo lo sa. Ma è meglio agitare una campagna di facile presa sull’euro che imbattersi in una lotta contro la casta della burocrazia.

L’Europa è sempre più un continente piccolo rispetto ai colossi mondiali di Usa, Cina, India e Paesi emergenti. È indispensabile che sia unito, solido e coeso. La governance della politica economica europea, ha spiegato il ministro Padoan “sollecita maggiore integrazione: ci sono altri elementi oltre all’unione monetaria e al mercato interno che vanno perseguiti a lungo termine”. 

Dopo la moneta unica è indispensabile che ci sia un’unione dei mercati, un’unione fiscale, un’unione politica anche in campo internazionale e – persino – un’unione militare. Perché? La lezione arriva ancora dall’attualità. Settimana scorsa, per la prima volta nella sua storia, l’Opec ha deciso di non intervenire sull’estrazione e quindi sul prezzo del petrolio lasciando fare al mercato. E il mercato ha deciso per un ribasso consistente. Un decisione che interessa solo i Paesi produttori di petrolio? No. La Russia di Putin con questa decisione è costretta a rivedere le proprie politiche, non solo economiche, ma anche di espansione con un rublo che crolla e con un debito che continua a crescere di fronte a monete forti come l’euro. La proposta rilanciata da Padoan di “una unione dei mercati di capitali, perché lo strumento finanziario sia posto davvero al servizio della crescita e più in là forme concrete e realizzabili di unione fiscale, problema che implica cessioni ulteriori di sovranità.

Questi temi sono indispensabili se vogliamo dare una prospettiva credibile di benessere e occupazione in Europa” è attualissimo. E interessa tutti noi. Se il Vecchio Continente tornerà a crescere lo farà esclusivamente unito. Se si rompe l’euro, si polverizzeranno capitali, si frammenteranno le possibilità di avere risorse che oggi l’Italia, poverissima di materie prime, si troverebbe ad importare a prezzi stellari.

E al motto della Lega, “padroni a casa nostra”, forse si dovrebbe aggiungere “al buio”.

Anche Grillo che a una delle sue cinque stelle l’ha riservata all’energia dovrebbe rammertarlo. Basti pensare che l’Italia importa circa il 40% di materie prime energetiche, di queste il petrolio pesa per il 63%. È bene ricordarlo, quando gli slogan politici poi devono fare i conti con la realtà, in particolare quella economica che cresce in un quadro europeo con i nostri giovani che – ormai superata la generazione Erasmus – si muovono con facilità in tutto il mondo con in tasca un passaporto e una moneta unica: l’euro.

Commenti

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  1. Scritto da Alan

    Le leggi finanziarie degli Stati si ridurranno ad un semplice fax inviato da Bruxelles, , terminale europeo delle cento grandi famiglie europee. Con l’ingresso in Europa, l’Italia non avrà più a sua disposizione la leva monetaria, per favorire l’economia non potrà più svalutare la moneta, perché gli resterà solo la leva fiscale e i quattrini dovrà toglierli dalle tasche dei cittadini, evidentemente aumentando la pressione fiscale
    Umerto Bossi, 28 marzo 1998

    1. Scritto da Ah Sì ?

      Svalutando la moneta l’Italia ha aperto la strada a farsi comprare le industrie per un tozzo di pane ed i costumi italici a prelevare a man bassa dallo stato fino a costruire l’attuale debito in assenza di ogni riforma. Il malcostume e la malagestione sono stati il problema e Bossi dovrebbe saperne qualcosa.

      1. Scritto da Alan

        Per quello che ne so io solo svalutando la monte si potrebbe tornare a essere competitivi e a esportare,altrimenti bisogna abbassare gli stipendi con impoverimento generale (quello che sta succedendo).
        Secondo lei perche tutti i peasi europei senza euro sono gli unici che crescono e tutti gli altri no?

        1. Scritto da Ah Sì ?

          Svalutando e dovendo restituire in euro il ns debito il debito stesso a quanto ammonta ? E i debiti internazionali delle banche ? E le materie prime ? E la fuga inevitabile di quel 50% che finanzia il debito nazionale ? Impoverimento (inevitabile quando si vive al di sopra delle possibilità contraendo debiti) è sempre meglio di fallimento.

  2. Scritto da Andrea

    Anche in caso di due euro a due diverse velocità (forte per i paesi virtuosi, svalutato per i più deboli) l’Italia dovrebbe fare i conti con l’alto debito, l’altissima corruzione e criminalità organizzata che hanno inquinato il paese e predominano su tutto. Se poi vogliamo dirla tutta non dimenticherei il vaticano con le sue coperture offerte in cambio di privilegi economici-religiosi

  3. Scritto da Andrea

    Grillo se non avesse il patrimonio all ‘estero non sarebbe contro l’euro…l’euro è l’unica cosa positiva che abbiamo… La lira subirebbe una svalutazione del 50% e in Italia tutto dai risparmi al valore delle case andrebbe letteralmente in fumo

    1. Scritto da Carlo

      Verissimo, peccato che i detrattori dell’Euro quando parlano di cambio iniquo centrino un aspetto importante. In realtà è però evidente che il problema non è l’Euro, ma il debito pubblico e gli interessi sul debito, un modo elegante degli speculatori internazionali di fregarsi i soldi degli italiani. Poi ci sono i cretini che guardano l’euro e i mascalzoni che reggono il sacco agli speculatori dicendoti “è il mercato bellezza”. Come se il mercato fosse una legge di natura.

      1. Scritto da Alberto

        Ecco 2 tipici interventi frutto di anni di balle raccontate dai media e diventate magicamente verità a forza di essere ripetute. Sa che gli interessi sul “debito pubblico” con moneta sovrana non sono per nulla un problema, mentre con l’euro sì? E perchè mai la nuova moneta dovrebbe svalutarsi del 50%? E perchè non del 20 o del 70%? Lo sa che già ora abbiamo una bilancia commerciale in attivo, e un saldo primario pubblico positivo? Perchè dovrebbe perdere valore con questi due fondamentali?

        1. Scritto da Mavalà

          Perchè dall’estero dovrebbe o continuare a finanziare il ns debito ad altissimo rischio col quale si pagano stipendi e pensioni ? Per prendere gli attuali tassi mantenuti tali da UE e BCE ?

  4. Scritto da Rosso

    Ancora questa confusione. L’euro sarebbe la causa della crisi? Questa è una sciocchezza. La crisi è sistemica, di sovra produzione e caratterizzata dal fine del ciclo della finaziarizzazione dell’economia. Quindi che i fautori delle politiche liberiste si scelgano per avversari i nemici dell’euro, cioè coloro che sbraitando confondono gli effetti per le cause suona un po penoso. Evidentemente la crisi è anche delle intelligenze, o forse è l’ulteriore furbata. Vi piace vincere facile, vero?

  5. Scritto da il polemico

    lo sbaglio dell’euro,è di avere imposto una moneta unica in un mercato formato da nazioni con costi,retribuzioni ed economie troppo diverse,dove chi è avanti pretende che chi è indietro corra più velocemente,chi è indietro pretende che chi è avanti rallenti e aiuti,cosa che guardando la germania,non sembra accadere mai…risultati?chi è in difficoltà immette austerità per recuperare,ma avviene solo un recupero a voce,perchè in realtà si arretra di empre di più….

    1. Scritto da Luca

      Vero. Economie diverse. Infatti la Germania quando è arrivato l’euro era un’economia decisamente in crisi. Nii avanti e la Germania dietro. Questo lo sai vero? Chissà cosa è successo dopo.

      1. Scritto da Orlando

        Noi davanti alla Germania, o cavolo! Ma si possono scrivere queste stupidaggini?
        Dopo 25 anni di mancate politiche industriali davanti a noi ci stava a momenti anche l’Angola.

        1. Scritto da DatiDiFatto

          Vuoi negare che fosse in crisi e che LEI abbia fatto le riforme ? Mentre da noi PDL e lega gozzovigliavano ?

        2. Scritto da Alberto

          Invece di fare figure barbine, vada a rivedersi i dati macro degli anni 90, e poi faccia pubblica ammenda…

          1. Scritto da DatiDiFatto

            Crisi del 2003 (unica nazione europea con pil negativo) e sostanziali riforme di Schroeder . Non lo faccia sapere a tutti che, come al solito, fa l’arrogante mentre non sa nulla di nulla. ……

  6. Scritto da Domenico Corna

    Ma basta. Questa contrapposizione è assurda. Qui ci sono ancora il liberisti del rigore e gli irresponsabili no Euro.
    Troppo facile. La realtà è che entrambi accettano l’orizzonte liberista che è la vera ragione della crisi. Chiudere il conto con le oligarchie liberiste (sia paludate che arruffone) questo è l’obiettivo. E con lo sciopero generale si inizia a fare i conti con la classe operaia, altro che Grillo e Salvini. Giu la testa c…….

  7. Scritto da mario59

    Non è l’euro che ha rovinato l’economia Italiana, ma il modo in cui è stato adottato, dal gennaio 2002, nel giro di pochi mesi, ciò che costava 1000 lire è diventato un euro..praticamente chi ha potuto, ha quasi raddoppiato i prezzi, mentre la maggiorparte degli Italiani, dipendenti e pensionati, non hanno potuto farci nulla, se non subire il dimezzamento del loro potere d’acquisto.
    Ovviamente il governo a sua volta ha avuto le entrate dell’Iva quasi raddoppiate, e senza muovere un dito.

    1. Scritto da Luca

      “chi ha potuto ha raddoppiato i prezzi” e dai la colpa all’euro? Se penso che si lamentano dell’euro anche commercianti e liberi professionisti che in quegli anni la Banca d’Italia ammette che hanno avuto redditi aumentati, mentre dipendenti e pensionati zero.

  8. Scritto da nino cortesi

    Ci hanno derubato di tutto, ci derubano e ci deruberanno.
    Ma con il M5* ci riprenderemo tutto, e con gli interessi, perchè non ci riprenderemo solo il nostro denaro ma anche la nostra dignità.

    1. Scritto da Riccardo

      Beh, se Grillo è il Re della Dignità con il suo vaffa e annessi e connessi, io sono il Principe Azzurro.