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Pillole di Grande Guerra 36 Ypres, inizio di un incubo La leggenda del Kindermord fotogallery

Ypres nel corso della prima guerra mondiale è diventata un vero e proprio inferno in cui uomini di entrambe le parti si sarebbero massacrati vicendevolmente per tutto il conflitto: nel corso della prima battaglia nella cittadina belga prese forma la leggenda nota come Kindermord, la strage degli innocenti di Langemarck.

di Marco Cimmino 

Fin dall’epoca delle guerre franco-asburgiche, la cittadina di Ypres, sulla principale via d’accesso ai porti delle Fiandre, rappresentò un punto nodale di qualunque tentativo strategico, fra il Mare del Nord e le Ardenne. Nell’ottobre del 1914, essa rappresentava l’ultima occasione di sfondamento per i due eserciti contrapposti, che cercavano reciprocamente di aggirarsi nella “corsa al mare”: gli alleati avevano raggiunto il porto di Nieuport, mentre i tedeschi, conquistata Antwerp, stavano spingendo verso Nieuport ciò che rimaneva dell’esercito belga.

A breve distanza da Nieuport sorge Ypres, una cittadina immersa in un paesaggio tra i più aridi d’Europa: un luogo, apparentemente, senza alcuna attrattiva, che sarebbe diventato un inferno celebrato da poeti e giornalisti, in cui uomini di entrambe le parti si sarebbero massacrati vicendevolmente per tutta la guerra.

La striscia di terra, protesa all’interno dello schieramento germanico e bombardata da tre lati, sarebbe divenuta, per antonomasia “il Saliente”, nel linguaggio dei combattenti britannici. In questo piccolo saliente si schierarono le truppe del BEF, unendosi a belgi e francesi che già lo presidiavano, tra l’8 ed il 19 ottobre 1914: anche se non lo sapevano ancora, l’incubo di Ypres stava per cominciare. I soldati di French occuparono una linea difensiva di una cinquantina di chilometri, al centro dello schieramento francese: questo settore era meglio difendibile, ma era anche dominato dalle artiglierie germaniche.

French e Foch erano convinti che un’offensiva congiunta, partendo da Ypres, avrebbe permesso loro di riconquistare l’importante centro industriale di Lille: questa loro convinzione, però, aveva fatto i conti senza l’oste, che era il capo di stato maggiore dell’armata tedesca, Von Falkenhayn. Egli, il 20 ottobre, scatenò una formidabile offensiva contro la linea tenuta dai belgi, sul fiume Yser, tra Nieuport e Dixmunde, con l’obiettivo di raggiungere i porti di Dunkerque, Calais e Boulogne. Il 27 ottobre, sotto la crescente pressione tedesca, che si stava facendo intollerabile, il re Alberto del Belgio diede il celebre ordine di allagare le “terre basse”, aprendo le dighe e formando uno specchio d’acqua largo tre chilometri e lungo trenta, che costrinse i tedeschi ad arrestare la propria avanzata e a riconsiderare il proprio piano strategico.

A questo punto, la nuova quarta armata germanica (duca di Wurttemberg), creata con truppe provenienti da Antwerp e con 8 divisioni fresche, formate parzialmente anche con ragazzini non ancora in età di leva, insieme alla sesta del Kronprinz Rupprecht e ad un corpo di cavalleria, diressero i proprio sforzi verso Ypres, dando inizio alla prima battaglia con quel nome. Di fronte a loro c’erano le 7 divisioni di fanteria e 3 di cavalleria del BEF, cui presto si sarebbe aggiunta la divisione indiana, che avrebbe dimostrato di essere un’eccellente unità: il fattore numerico era tutto a favore dei tedeschi.

La battaglia cominciò il 31 ottobre, con uno scontro vittorioso della cavalleria tedesca contro quella britannica, inferiore di numero, che portò le truppe del Kaiser alla conquista del poi tristemente famoso crinale di Messines e dell’estremità sud del saliente. Poco dopo, le fanterie germaniche investirono, più a nord, il 1° corpo del generale Douglas Haig, dapprima avanzando, ma poi subendo un durissimo contrattacco che ristabilì la situazione: il fuoco dei fucili britannici era stato così intenso e preciso da far credere agli avversari di aver avuto di fronte un enorme numero di mitragliatrici. L’11 novembre, due divisioni germaniche, la Guardia prussiana e la 4a, fecero un altro tentativo, poco a nord della strada di Menin, nel bosco di Nuns, conquistando la cittadina di Hooge: forse, l’attacco non venne continuato con il dovuto impeto o, forse, le riserve messe disperatamente in linea dai britannici, che mandarono al fuoco cuochi e scritturali, riuscirono nell’intento, fatto si è che anche questo tentativo venne arginato.

La battaglia andò avanti per undici giorni: il 22 novembre cominciò a nevicare fitto e la guerra subì una stasi a causa del maltempo. La prima battaglia di Ypres fu una battaglia terribile ed estremamente confusa, che rimase nell’immaginario della guerra come una delle più eroiche e caotiche: il soldato Donald Fraser divenne famoso per aver detto che "…one was not a soldier unless he had served on the Ypres front".

Gli inglesi persero più di 80.000 uomini e vollero diventare i difensori del “Saliente”, che non avrebbero abbandonato per tutta la durata della guerra: ci sarebbero state altre 3 battaglie di Ypres, assai più sanguinose, ma questa sarebbe rimasta a simbolo della guerra di trincea sul fronte occidentale.

Curiosità: la leggenda del Kindermord

Nel corso della prima battaglia di Ypres, nell’esercito germanico prese forma una leggenda nota come Kindermord, la strage degli innocenti di Langemarck. Come tutte le leggende, anche questa ha un suo fondo di verità: il 204° e il 206° reggimento della riserva erano effettivamente composti per un 30% circa di giovanissimi soldati (tra i 18 e i 20 anni) privi di esperienza, di cui moltissimi caddero nell’attacco di Bixschoote (questo il vero nome della località olandese: i tedeschi adottarono poi quello più teutonico di Langemarck), il 22 ottobre del 1914. I due reparti, che avanzavano cantando “La Guardia al Reno”, subirono perdite dell’ordine del 70%, a causa del fuoco precisissimo dei fucili della 1a divisione britannica.

Questo numero elevatissimo di caduti, di cui un terzo era appunto formato da reclute molto giovani, fece sì che questo scontro sfortunato venisse trasformato dalla propaganda militare in un epico attacco di entusiastici ragazzini, che cantavano andando di corsa verso la morte. Come spesso accade, però, la leggenda si rivoltò contro i propri creatori e Kindermord divenne uno degli esempi più citati di insensatezza e crudeltà della guerra, tanto da riecheggiare nelle celeberrime pagine di “Im Westen nicht Neues” di E.M. Remarque.

Non si deve comunque credere che il fenomeno dei soldati-fanciulli si limitasse all’esercito tedesco e a questo singolo episodio: col procedere delle ostilità e con il crescente bisogno di uomini, i criteri di arruolamento divennero molto meno selettivi ed i controlli assai meno severi: così diverse centinaia di migliaia di soldati al di sotto dell’età di leva vennero schierati da tutti gli eserciti. Moltissimi di loro non fecero più ritorno alle proprie famiglie.

Commenti

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  1. Scritto da Marco Cimmino

    Caro Tom, l’iprite fu utilizzata per la prima volta il 12 luglio del 1917: adesso siamo ancora al 1914. Quando ci arriveremo, dedichero’ all’argomento ben piu’ di due righine. Sempre di Ypres si tratta, ma la battaglia e’ un’altra. Poco alla volta, si parlera’ di tutto, ma senza fare confusione: basta un po’ di pazienza e di fedelta’ alle pillole…intanto, la prossima volta parleremo di Falklands….settant’anni prima…;-)

    1. Scritto da Tom

      HAI RAGIONE scusa dinuovo,la foga di far sapere che Ypres ha dato il nome all’Iprite micidiale gas mi ha fregato. Meglio attendere l’anno giusto,ti leggo sempre volentieri nè…

  2. Scritto da Tom

    Scusa Marco,io però due righine sull’Iprite o gas Mostarda,visto che scrivevi di Ypres,le avrei infilate nel tuo articolo no…?