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Un anno di Hashtag “Concerti, Bergamo ricca di spazi da valorizzare”

Un anno di Hashtag. tra le più importanti realtà impegnate nell'organizzazione di concerti in provincia di Bergamo e non solo. 150 appuntamenti in 365 giorni sono un traguardo tanto impensabile un anno fa quanto importante. Abbiamo rivolto qualche domanda ad Alessandro Alez Giovanniello, promoter e fondatore di Hashtag.

Un anno di Hashtag. tra le più importanti realtà impegnate nell’organizzazione di concerti in provincia di Bergamo e non solo. 150 appuntamenti in 365 giorni sono un traguardo tanto impensabile un anno fa quanto importante. Abbiamo rivolto qualche domanda ad Alessandro Alez Giovanniello, promoter e fondatore di Hashtag.

Un anno di Hashtag. A proposito, cosa è? Di cosa si occupa? Hashtag è una struttura multiforme che si occupa di gestire servizi in ambiti musicali. Nasce per una mia esigenza precisa e per la volontà di creare un marchio solito dietro al quale costruire nuove esperienze professionali per me e per i miei collaboratori. Gestiamo la direzione artistica di molte rassegne ed eventi sul territorio bergamasco, bresciano e milanese. Per questo, siamo diventati un punto di riferimento importante per chi cerca un certo tipo di proposta artistica. Offriamo competenze precise ai locali per i quali lavoriamo. Comunicazione, grafica, gestione, produzione. Inoltre siamo etichetta discografica e curiamo il booking ed il management per alcune interessantissime band.

I numeri dei primi 365 giorni? Un anno è davvero tantissimo tempo. Anzi no, forse un anno è davvero poco tempo e mi trovo troppo spesso a parlare di primi anni da analizzare. Numeri alti, inattesi e splendidi. Un disco uscito e presto altri tre. Palchi su palchi. Concerti su concerti. Festival e rassegne. Abbiamo calcolato circa tre concerti singoli a settimana per oltre centocinquanta in totali in un anno. Lavorare su cinque province è estenuante ma assolutamente gratificante. E poi la gente che ci segue. Da un anno a questa parte il calore di tantissime persone ci accompagna e ci fa pensare che la strada imboccata sia molto vicina a quella che si ipotizza essere giusta.

I bergamaschi sono spesso “lamentoni”, soprattutto riguardo alla “movida”. Da organizzatore, quale è la tua percezione sulla realtà musicale bergamasca? Bergamo è un’isola felice. La realtà della provincia italiana è avvilente. E non serve spostarsi di molto, vi assicuro. Negli anni ho collaborato con giunte, associazioni, cooperative, gestori di locali, singoli cittadini. Una massa in movimento molto volitiva. E non è sorprendente che, sempre più di recente, ci si trovi a poter scegliere tra più di un evento.

Organizzazione, spazi, tolleranza. Cosa manca a Bergamo per fare il salto di qualità? Bergamo è ricca di spazi da valorizzare. Abbiamo e stiamo lavorando in Città alta. I locali del centro, San Francesco, gli spalti. Chi non è di qui ci arriva e resta a bocca aperta nello scoprire una città tanto bella e così poco conosciuta e forse valorizzata. E poi la città bassa, con i suoi borghi. E la provincia ricca di rassegne e festival. Crescere in maniera organica deve prevedere una valorizzazione dei posti ed un investimento sulle persone. Che siano utenti o che siano organizzatori. Senza mai banalizzare sui contenuti. Cercando di comprendere cosa sia meglio collocabile in un contesto rispetto ad un altro. La qualità è una foto di gruppo di gente che guarda dritta nell’obbiettivo. Ed un panorama che toglie il fiato.

Quali sono le uscite che ti senti di consigliare? Mi sento di consigliare di ascoltare tutto. O di ascoltare molto. E di non barricarsi dietro a preconcetti. Per quello che riguarda un panorama nazionale più ampio, consiglio senza dubbio di ascoltare “Stavolta come mi ammazzerai?”, ultimo lavoro di Edda. Un ritratto struggente di un artista maturo e completo. Nello specifico, mi aspetto uno splendido riscontro per il nuovo disco de Le Capre a Sonagli che presenteremo il 27 febbraio 2015 sullo storico palco del Bloom di Mezzago. Il lavoro è praticamente finito ed i primi ascolti rivelano l’importanza di un lavoro davvero molto ben riuscito.

Da organizzatore di concerti, quale è il tuo sogno/speranza? Da organizzatore sogno molto poco. E non spero quasi mai. Lavoro molto. Moltissimo, quello si. E se qualcosa di buono succede è perché questa città è ricca di talento rivolto al fare. Con le maniche risvoltate ai gomiti e la consapevolezza che non si può sperare che le cose cambino senza sporcarsi le mani.

Prossime date da segnarsi in agenda? Il calendario è pieno di date da segnarsi. Ne abbiamo due o tre ogni settimana. A dicembre, però, mi piace di pensarvi al Bloom di Mezzago, il 12, per scoprire il nuovo della bravissima Giulia Spallino. Oppure il 13, la sera dopo. In Latteria Molloy c’ un interessantissimo festival con Maria Antonietta, Uochi Toki, Nicolò Carnesi, Dino Fumaretto e molti molti altri. Ed infine il 27, per festeggiare la chiusura di un anno splendido, a Bergamo, all’Edonè. Con quei pazzi di Musica per Bambini.

Commenti

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  1. Scritto da graziano

    Buongiorno Alessandro. Che ne dici di fare due chiacchiere con noi qui al Polaresco? Ti ringrazio in anticipo.
    Graziano