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Incontro Sel: “Come il TTIP ti cambierà la vita (in peggio)”

Venerdì 5 dicembre alle 20,45 a Bergamo, alla Sala del Mutuo soccorso l'incontro promosso da Sel che commenta: "Un'importante occasione per rompere il muro di silenzio che circonda il TTIP, un salto indietro nel tempo sino alla Lex mercatoria medievale, dove i mercanti stabilivano le regole degli scambi superando le regole pubbliche".

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Sinistra Ecologia e Libertà organizza un’assemblea pubblica sul TTIP venerdì 5 dicembre, ore 20,45, presso la Sala del Mutuo soccorso di Bergamo (via Zambonate, 33) dove interverranno Lorenzo Berlendis (vicepresidente nazionale Slow Food Italia), Gianfranco Drigo (direttore Coldiretti Bergamo), Roberto Capello (presidente nazionale Associazione Panificatori) e Alfredo Somoza (giornalista, Forum Internazionale SEL).

"Un’importante occasione per rompere il muro di silenzio che circonda il TTIP, un salto indietro nel tempo sino alla Lex mercatoria medievale, dove i mercanti stabilivano le regole degli scambi superando le regole pubbliche. Un salto nel vuoto che cambierà in peggio la nostra vita di tutti i giorni".

I promotori motivano così l’incontro di venerdì: "Ne stanno discutendo in gran segreto, nessuno ne parla, tutto è tenuto nascosto, eppure l’accordo in discussione è destinato a cambiare le nostre vite. È il TTIP, il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti, in corso di negoziazione tra Stati Uniti e Unione Europea".

Le materie interessate dal negoziato sono varie e molteplici, dal commercio all’energia passando per l’agricoltura e il mercato del lavoro: "I Governi che stanno partecipando ai negoziati promettono benefici diretti a consumatori e cittadini, attraverso l’ampliamento della gamma dei prodotti disponibili e l’offerta di maggiore scelta tra i consumatori, la riduzione dei costi del commercio rendendo le merci più economiche. In realtà, l’obiettivo è quello di eliminare qualsiasi barriera normativa al commercio al di là che essa sia posta a tutela dei diritti dei lavoratori, della trasparenza delle informazioni commerciali ai consumatori, alla salvaguardia dei beni comuni, alla sicurezza e alla qualità alimentare, alla tutela dell’ambiente e alla tutela della dignità sociale, dove a guadagnarci saranno solamente i grandi gruppi finanziari già responsabili della crisi economica che quotidianamente viviamo".

Il TTIP, dunque, "non è solo una sigla astratta, ma un rischio concreto – prosegue Sel -. Uno dei punti più critici, ad esempio, riguarda il settore agroalimentare, che rischia di subire pesanti conseguenze sulla sicurezza alimentare: il mercato europeo, infatti, potrebbe aprirsi totalmente al commercio degli Ogm, all’utilizzo di ormoni e promotori della crescita bovina considerati cancerogeni, all’uso sfrenato di pesticidi e al contempo vietare l’obbligo di informazione al consumatore del loro utilizzo negli alimenti commercializzati".

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