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Il sindaco di San Giovanni: “Chiusura punto nascite, precedente pericoloso”

La chiusura del punto nascite all'ospedale di San Giovanni Bianco continua a far discutere. La riorganizzazione del punto sanitario della Valbrembana decisa nelle scorse settimane dalla Regione non convince gli amministratori locali, che al di là della questione del reparto tagliato, temono che il metodo venga applicato anche per altri servizi. Il sindaco di San Giovanni Bianco, Marco Milesi, ha rivolto l'ennesimo appello al Pirellone durante l'assemblea pubblica organizzata martedì sera insieme ai consiglieri regionali del Pd Jacopo Scandella e Mario Barboni.

La chiusura del punto nascite all’ospedale di San Giovanni Bianco continua a far discutere. La riorganizzazione del punto sanitario della Valbrembana decisa nelle scorse settimane dalla Regione non convince gli amministratori locali, che al di là della questione del reparto tagliato, temono che il metodo venga applicato anche per altri servizi fondamentali.

La Valbrembana deve già affrontare molte difficoltà economiche: le imprese chiudono e le famiglie faticano sempre di più ad arrivare alla fine del mese. Il sindaco di San Giovanni Bianco, Marco Milesi, ha rivolto l’ennesimo appello al Pirellone durante l’assemblea pubblica organizzata martedì sera insieme ai consiglieri regionali del Pd Jacopo Scandella e Mario Barboni. “La mia preoccupazione è che dalla mancanza di attenzione del nostro ospedale e del nostro territorio di montagna, la chiusura del punto nascita possa essere il modus operandi da applicare in futuro ad altri reparti, con conseguente impoverimento dei servizi erogati – spiega il primo cittadino -, fino ad arrivare ad avere una struttura inutile. Da amministratore ho però il preciso dovere di chiedere che i servizi necessari per il territorio della valle, già gravati da altre criticità, siano garantiti nel rispetto di chi vive la valle Brembana. Mi metto anche a fianco di tutti i dipendenti che in questi decenni, attraverso sforzi e sacrifici, hanno contribuito a far crescere questa struttura, a potenziarla e che anche nel loro rispetto e del lavoro svolto, questo pspedale non può essere svuotato di importanza e significato. Da amministratore pretendo, da chi gestisce l’azienda ospedaliera, di aver chiaro quali siano le reali volontà su questo ospedale, cosa si voglia fare, quale sia, come in ogni azienda che vuole funzionare, la strategia per questo ospedale”.

L’azienda finora non ha presentato un quadro preciso dei servizi garantiti nei prossimi anni a San Giovanni Bianco. “Se esiste una strategia di sviluppo dell’ospedale, voglio conoscerla. La mia preoccupazione è che questa visione strategica da parte dell’azienda ospedaliera non esista, o, ancor peggio, che la strategia sia addirittura quella che nessuno di noi non vorrebbe mai sentire. Non vogliamo, infatti, che la strategia sia quella di non investire per il nostro polo e lasciare che quanto sta succedendo per il punto nascita possa accadere per tutto il resto dei reparti. Chiediamo che venga assicurato un ricambio qualificato dei medici che hanno cessato il servizio o che si sono trasferiti. Il vero valore aggiunto di un ospedale sono le risorse umane che ci lavorano. Che venga indicato con chiarezza un ruolo per questo ospedale di montagna, nei rispetto di cittadini, amministratori e dipendenti. L’afferimento dell’ospedale di San Giovanni Bianco all’azienda Ospedaliera di Treviglio ha dimostrato in tutti questi anni una serie di criticità evidenti, che con il passare degli anni sono divenute critiche e che mettono a serio rischio l’efficienza dell’ospedale. Con urgenza, al fine di non superare il punto del non ritorno, questa scelta sbagliata deve essere al più presto corretta”.

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