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Greenway ancora chiusa Udienza il 15 dicembre per decidere chi paga

Frana una collina, la pista ciclabile viene danneggiata e il Comune è costretto a chiudere tutto. Chi paga? I proprietari della collina oppure l'amministrazione? Lo stabilirà il perito incaricato dell'accertamento tecnico preventivo. L'udienza è fissata il 15 dicembre. Finora la trattativa tra Palafrizzoni e i privati non è andata a buon fine. La proprietà è convinta che le responsabilità della frana siano imputabili ai lavori di costruzione della greenway e quindi non vuole sborsare nemmeno un euro.

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Frana una collina, la pista ciclabile viene danneggiata e il Comune è costretto a chiudere tutto. Chi paga? I proprietari della collina oppure l’amministrazione? Lo stabilirà il perito incaricato dell’accertamento tecnico preventivo. L’udienza è fissata il 15 dicembre. Finora la trattativa tra Palafrizzoni e i privati non è andata a buon fine. La proprietà è convinta che le responsabilità della frana, avvenuta a febbraio 2014, siano imputabili ai lavori di costruzione della greenway e quindi non vuole sborsare nemmeno un euro.

Il Comune invece si ritiene parte lesa. Solo al termine dell’accertamento tecnico sarà possibile eseguire le opere di messa in sicurezza della pista ciclabile. Tutti i passaggi burocratici sono stati spiegati nella risposta data dall’assessore ai Lavori pubblici Marco Brembilla ai consiglieri della lista Tentorio Davide De Rosa, Danilo Minuti e Franco Tentorio. “Ad oggi non posso indicare una data di riapertura del percorso ciclo pedonale – spiega Brembilla – in quanto non si tratta solo di operare sul ponte in legno lamellare di proprietà del Comune, ma anche sulla proprietà privata da dove è partita la frana e dove si trovano alberi d’alto fusto pericolanti. Tutto questo non sarà possibile senza un accorso tra le parti o azioni legali”.

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Commenti

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  1. Scritto da peppino

    paghi chi ha fatto questa progettazione orrenda

  2. Scritto da alex

    Non riesco a capire cosa c’entrano i proprietari dei terreni, che hanno già subìto da parte del Comune l’esproprio per la costruzione della pista ciclabile: è assurdo che adesso vengano addirittura chiamati a rispondere del danno su di un’opera non di proprietà che gli è stata imposta.
    Piuttosto c’è da chiedersi se è stato tenuto conto nel progetto della greenway dell’art 6 delle Norme Tecniche delle Costruzioni riguardante la progettazione geotecnica per evitare problemi di questo tipo.

  3. Scritto da nico

    Oltre a sapere chi paga, è possibile sapere di che cifra si sta parlando? Possibile che il comune abbia soldi da spendere in cause e avvocati e non trovi i soldi da anticipare per riaprire un bene collettivo? Scommettiamo che il tribunale dirà una quota il comune e una quota il privato e ci sarà chi farà ricorso?

  4. Scritto da W V.E.R.D.I.

    Mi ricordo di quella strada distrutta completamente dal terremoto in Giappone e ricostruita perfettamente e definitivamente dopo pochi giorni.Le cose si possono fare in tempi brevi ma in Italia di burocrazia si muore e finchè sarà così non saremo mai competitivi in nulla