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“Sognando vivi”, a febbraio la prima dello spettacolo giovane e solidale

Il gruppo I GIOVANI SANNO FARE ARTE ha organizzato una due giorni di incontri con gli studenti dell’Istituto Galli di Bergamo per svelare la data del prossimo grande evento: Sognando vivi. La prima dello spettacolo è stata annunciata: sarà il 13 febbraio al noto CineTeatro Gavazzeni di Seriate. Durante l’incontro, con il regista Luca Andreini e Camilla Morelli, si è anche discusso dell’aspetto benefico.

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Il gruppo I GIOVANI SANNO FARE ARTE ha organizzato una due giorni di incontri con gli studenti dell’Istituto Galli di Bergamo per svelare la data del prossimo grande evento: Sognando vivi. La prima dello spettacolo è stata annunciata: sarà il 13 febbraio al noto CineTeatro Gavazzeni di Seriate. Durante l’incontro, con il regista Luca Andreini e Camilla Morelli, si è anche discusso dell’aspetto benefico. La serata vedrà una donazione a Piccoli passi per, associazione a cura delle malattie mentali che vanta un gruppo di volontari notevole e che opera su tutto il territorio della Bergamasca. Andreini è stato fiero di poter portare con se il nome dell’associazione per avvicinare ai giovani ad una forte tematica sociale. L’ingresso nelle scuole è un passo importante per una produzione così giovane che per Sognando vivi ha ottenuto una diretta collaborazione con la scuola di arti sceniche di Crotone dando vita ad un gemellaggio che porterà Bergamo e la sua giovane realtà fino al sud Italia. I prossimi appuntamenti saranno la conferenza stampa ufficiale (presso Ibs, a Gennaio), un aperitivo pubblicitario curato da 035 e l’ agenzia pubblicitaria DUEG, e la prima dell’ evento alla quale sono già state programmate altre 3 date.

 CAST: Di e con: Andreini Luca E con: Federico Baldi, Marco Guido, Alessandro Scrignoli, Federico Ferrari, Matilde Silvestri, Ilaria Buccisano e Sofia Cristini. Con la partecipazione di: Giulia Terzi (Point Dance bergamo), Alice Bresciani e Giulia Sola (SDM La Scuola Del Musical). Regia tecnica: Davide D’Arrigo, Valentina Donadoni, Ivan Snihur e Niccolò De Nunzio. Direzione artistica: Luca Andreini Scenografie: Ivan Marcati-I giovani sanno fare arte

Ufficio stampa info e prenotazioni: ufficiostampa_igsfa@libero.it

TRAMA Il testo rappresenta in genere tragicomico una critica nei confronti dell’uomo che non sogna, delle righe a tratti pesanti che sin dalle prime bozze avevano il compito di scardinare le coscienze e i pilastri dello spettatore per poi rimetterli insieme con un finale aperto e piuttosto verdognolo, tendente alla speranza ma comunque dai mille interrogativi. L’uomo è reso ridicolo da tutti i personaggi, trattati sotto il loro aspetto più psicologico, in quello che dovrebbe essere il suo ultimo sogno effimero quindi il suo ultimo sogno non realizzato, una realizzazione resa impossibile dal suo essere sciatto, bolso e pantofolaio (nel senso più brutale del termine). Durante questo ultimo sogno astratto l’uomo verrà a contatto con famigerate realtà come ad esempio l’incubo, personaggio chiave che porterà il protagonista a rimaner in mutande, una figura che entrerà a parlare anche di un duro passato vissuto dal suddetto. Nel termine sognare non è compresa la realizzazione difatti il titolo “Sognando vivi” potrebbe risultare non del tutto veritiero dato che sognare in se può provocare del male; la storia difatti mette in luce entrambi gli aspetti quindi la realizzazione ma anche la lacerazione e la viltà che l’uomo può avere nei confronti degli altri quando, frustrato, vede che non riesce a concretizzare nulla. Ci sono diversi messaggi tra le righe e lo dimostrano le figure che ruotano intorno al protagonista: durante il sonno sputano addosso all’umanità ma nel finale non lasciano morire la speranza e risollevano in pochi secondi un individuo completamente perso, che vuole togliersi la vita, che non ha più voglia di vivere: la potenza del sogno è più forte del perdersi, più forte della morte e da li ne nasce il sottotitolo: “E’ una cosa da uomini, in generale, perdersi” tratto e riadattato da un libro di Alessandro Baricco. Durante i colpi di badile che l’uomo riceverà tra i denti da parte di ciò che gli fluttua intorno ci sarà quello di Federico, un ragazzo disabile, umbro, con la scatola cranica sigillata e le parole murate in bocca, un personaggio che vorrebbe parlare ma non gli riesce quindi in scena si andrà a creare una sorta di paragone tra chi avrebbe a disposizione i mezzi per sognare e non lo fa e chi invece è privo di mezzi ma sogna di esser “normale”, se non normale almeno un pezzo di legno come pinocchio. Un personaggio liberamente ispirato a Skianto (di Filippo Timi) e inserito nel contesto dal giovane regista Andreini e dall’attore Federico Baldi. Un sogno più potente della morte e di conseguenza una morte che si nasconde dietro la mancata speranza e la mancata voglia di sperare da parte dell’uomo, questi alcuni dei messaggi più chiari di questo testo, un testo che chiede tanto ma da anche tanto in cambio, e tu cosa aspetti a venire a godertelo? 

I BIGLIETTI SARANNO DISPONIBILI DA DICEMBRE IN PREVENDITA DA LUNEDI’ A VENERDI DALLE 20.30 ALLE 23.00, SU PRENOTAZIONE PRESSO LA PAGINA FACEBOOK: I GIOVANI SANNO FARE ARTE E LA SERA STESSA DALLE 20.00 AL COSTO DI 5 EURO (I POSTI SONO NUMERATI)

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