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Dopo la cultura Bergamo battuta anche nella qualità da Ravenna e Siena

Nella classifica de Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita Bergamo si qualifica al 41° posto, perdendo otto posti rispetto all'anno prima. Una curiosità Ravenna ha vinto anche per i progetti lasciati dalla candidatura a capitale europea della cultura nel 2019. Nelle prime dieci posizioni anche Siena e Aosta che con Bergamo si contendevano la nomina a capitale 2019 per la cultura.

I dati raccolti ed elaborati dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore hanno decretato la classifica sulla qualità della vita in 107 province italiane. Numeri, si dirà. Eppure non basta per decretare una vittoria o una classifica.

Se si osserva attentamente Ravenna ha conquistato cinque posizioni rispetto ad un anno fa e ora svetta in cima alla classifica.

Perché si vive bene a Ravenna? Perché non si guarda solo alla quotidianità ma si progetta il domani.

Ravenna era candidata con Bergamo e altre 18 città italiane a Capitale europea della Cultura per il 2019. La città romagnola ha passato il turno della short-list, perdendo poi all’ultimo e cedendo lo scettro a Matera. A lavorare attorno al progetto di Capitale della cultura a Ravenna c’era un gruppo di giovani artisti locali al quale era affidata la direzione artistica.

“Volevamo valorizzare i nostri ragazzi con una gestione collettiva sul modello delle esperienze di Riga e Liverpool, avremmo scelto il direttore artistico all’indomani della designazione” afferma Alberto Cassani, per tre volte assessore alla cultura nella città dei mosaici e direttore del comitato organizzatore. Tra i progetti lasciati dalla candidatura a capitale europea della cultura figurano la trasformazione della Darsena, un luogo simbolo riconquistato dalla città solo negli ultimi mesi e con il contributo decisivo della candidatura europea.

Oltre alle celebrazioni nel 2021 dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri che a Ravenna trovò rifugio e scrisse la seconda parte del Paradiso. C’è poi il progetto di intercettare nel porto le grandi navi che Venezia sta cercando di cacciare dalla Laguna e che qui troverebbero il giusto attracco per aggiungere altri milioni di visitatori (agli oltre tre milioni di turisti che ogni anno conta Ravenna).

Se Ravenna è un riferimento, tra le dieci città dove la qualità della vita è alta ci sono Siena e Aosta, altre concorrenti con Bergamo alla candidatura di capitale europea della cultura nel 2019.

È pur vero che Siena ha perso quattro posizioni, posizionandosi al 9° posto nella classifica, mentre Aosta ha scalato tre posizioni e si è piazzata alla sesta posizione. Tra le 18 città candidate ci sono anche realtà che hanno fatto balzi in avanti stratosferici, basti pensare a Perugia che sale al 27° posto scalando ben 23 posizioni e Cagliari che sale di poco dal 67° al 64° posto. E ancora, Palermo che da 106ª sale di 11 posizioni fino al 95° posto. Si potrebbe far notare che si sono città che sfidavano Bergamo e che sono precipitate nella classifica, basti pensare a Lecce che perde ben dieci posizioni e nella classifica va a posizionarsi quasi in fondo, al 100° posto su 107 province. E tenendo ferma Matera, la città vincitrice, che è stabile al 76° posto.

Ma in una gara si guarda chi sale sul podio, non chi perde. E ai vincitori si riconosce il merito e vengono presi a modello. Non ci addentriamo nel cercare i motivi per i quali Bergamo ha perso la partita di Capitale europea della cultura nel 2019.

Rimane il confronto e la constatazione che dietro quella candidatura non è rimasto nulla, nessun progetto e nemmeno un totem, se non l’euforia della competizione. 

Commenti

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  1. Scritto da jack

    Non c’è da preoccuparsi, ora Gori risolverà tutto e saliremo in vetta alle classifiche!

  2. Scritto da darioflautista

    quando è stato nominato il pagatissimo nuovo Direttore Generale al Comune di Bergamo, un manager esterno e che non conosce la città, il buon sindaco ha dichiarato che i compensi del manager sarebbero stati “indicizzati” alle graduatorie del Sole24Ore, con un bel premio in caso di miglioramento. Ora che invece è arrivato il peggioramento, che si fa, sarebbe giusta una congrua diminuzione della paga…

    1. Scritto da Boh !?

      Forse ti sfugge che i dati sui quali è prodotta la graduatoria sono quelli del 2013 , cosa dovrebbe fare ? Rispondere dell’operato di un altro ?

    2. Scritto da Mario

      Lei fa un ragionamento troppo razionale e pragmatico, per il loro mondo di furboni… Se facessero come lei (intelligentemente) suggerisce, non saremmo conciati così in Italia…

  3. Scritto da domenico

    Se ci si affida a incapaci, ovviamente finisce così. Eppure progetti seri e credibili sono stati prodotti, per esempio quello UNESCO:
    Ma che fine hanno fatto, a chi sono affidati? Come mai erano partiti benissimo e poi si sono arenati nel nulla? All’inizio c’era una proposta intelligente e entusiasmo, poi è calata la polenta taragna…. mi sa che è un problema di cultura, gli altri ce l’hanno, anche noi ma solo delle patate.

    1. Scritto da wiw

      la candidatura alla Cultura è stato solo bene che sia fallita. Avessimo passato il turno invece che 300 mila sperperavamo 2 milioni di euro. A oggi l’idea progettuale della candidatura è un’araba fenice.