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Alla Rinascente di Milano cerchietti made in Bergamo by Fulvia Galbusera fotogallery

Mercoledì 3 dicembre alla Rinascente di Milano riapre il secondo building, distinto da un look totalmente rinnovato. Al suo interno è possibile trovare anche una collezione di cerchietti in esclusiva, realizzata dalla stilista e buyer bergamasca Fulvia Galbusera. Intervistata da Bergamonews, l’artista spiega: “È un’edizione limitata e speciale per la Rinascente”.

È possibile trovare anche una collezione di cerchietti in esclusiva, realizzata dalla stilista e buyer bergamasca Fulvia Galbusera, all’interno del secondo building della Rinascente di Milano, che sta per riaprire i battenti.

Più precisamente, mercoledì 3 dicembre è in programma la riapertura dello spazio dedicato alla donna, mentre con l’inizio del nuovo anno, indicativamente a febbraio 2015, sarà ultimato anche il restyling del reparto uomo. Entrambi saranno distinti da un look totalmente rinnovato e dalla presenza di brand ricercati.

Allo spazio donna (da mercoledì 3 dicembre, ndr), c’è anche un’edizione limitata e speciale, realizzata per la Rinascente da Fulvia Galbusera.

Abbiamo intervistato la stilista e buyer bergamasca per saperne di più e per scoprire la passione che la anima nel realizzare le sue creazioni: cerchietti, con etichetta “Evelyne Aymon”, il nome della mamma, ma anche foulard e pochette.

Quali caratteristiche connotano la sua collezione alla Rinascente?

Alla Rinascente di Milano si può trovare una mia collezione in esclusiva di cerchietti, un’edizione speciale e limitata, realizzata appositamente per la Rinascente. Un’edizione ispirata a due temi: quello di Alice nel paese delle meraviglie, che presentano ad esempio carte da gioco o funghi, e quello del viaggio, che è l’altra mia grande passione accanto alla fotografia e alle creazioni. In questo caso, sui cerchietti inserisco applicazioni costituite da materiale che ho raccolto qua e là, durante i miei viaggi: materiali artigianali, come feltro a mano, provenienti per esempio, da san Candido, Londra o altre località. Ma non manco di utilizzare prodotti “Made in Bergamo”, come i bottoni della Deb, una grande azienda orobica. Ogni cerchietto ha caratteristiche diverse che lo distinguono dagli altri, sia per la tipologia di decorazione sia per la grandezza dell’applicazione: accanto ai diversi esemplari standard, ce n’è anche uno che raggiunge i 15 centimetri di altezza. Tutti i pezzi, comunque, sono unici e originali.

I viaggi che compie influenzano la sua arte?

Certamente, la influenzano moltissimo. Anzi, direi totalmente: per me il viaggio e l’arte di confezionare le mie creazioni formano un connubio indissolubile. Città, località, persone, volti, paesaggi e ambienti, infatti, mi lasciano sempre qualcosa, da cui poi attingo per realizzare i miei lavori.

Anche il contesto in cui sono esposte le sue opere è importante per valorizzarne la bellezza?

Si, accanto all’originalità di ogni manufatto, sicuramente, l’ambiente che ospita la collezione ha un ruolo particolarmente significativo. Ai cerchietti verrà dedicato uno spazio speciale dove sarà riprodotta l’ambientazione che contraddistingue i negozi di Bergamo Alta (in via Colleoni, 5) e Bergamo Bassa (in via sant’Alessandro, 44). Potranno vederli le numerose persone che, da tutto il mondo, vengono alla Rinascente di Milano.

Oltre ai cerchietti, i suoi prodotti di punta sono foulard e pochette molto originali…

Mentre la realizzazione dei cerchietti mi è stata trasmessa da mia madre, Evelyne Aymon, i foulard e le pochette sono scaturiti dalla mia creatività e dalla mia passione per la fotografia. Foulard e pochette, infatti, sono prodotti a mano nel Comasco, con la riproduzione rielaborata di alcune fotografie che ho scattato in occasione dei miei viaggi, specialmente in Asia, una terra di cui sono innamorata, e che vengono pubblicate su Vogue. Una caratteristica molto particolare, poi, è data dal packaging del prodotto: all’occorrenza, la scatola che contiene il foulard e la fotografia che ne ha ispirato la decorazione, può diventare un quadro da appendere.

Come mai ha scelto proprio i foulard?

I foulard mi piacciono molto e ne sono una collezionista. Penso che non siano un accessorio semplice e qualunque, ma che abbiano una straordinaria versatilità: si possono indossare almeno in 52 modi diversi. Partendo da qui, circa due anni fa, ho coniugato questa attenzione per il foulard alla passione per la fotografia,l creando questo nuovo prodotto di moda.

Per concludere, a quali progetti sta lavorando per il futuro?

È un periodo molto intenso, considerando le collezioni in corso, ma non mancano progetti per il prossimo futuro. Su tutti, una nuova collezione di foulard e pochette, in vista di Expo, ispirata al tema dell’esposizione universale, cibo e ambiente. Infine, per il medio periodo, l’apertura di un negozio a Londra, un nuovo punto in cui poter trovare i miei lavori.

Per avere ulteriori informazioni è possibile consultare il sito internet di Fulvia Galbusera www.fulviagalbusera.com

Paolo Ghisleni

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