BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Aids, è emergenza Aumentano i contagi A Bergamo 2.729 infetti

I dati diffusi in occasione della Giornata Mondiale contro l'Aids parlano chiaro: è in corso una nuova emergenza Hiv. L'Italia addirittura ha il triste primato di Paese più colpito in Europa occidentale, con più di 4000 contagi ogni anno e oltre 1000 decessi. In totale sono più di 140000 i sieropositivi nel nostro Paese, di cui, secondo i dati dell'Asl, 2729 residenti in provincia di Bergamo.

Emergenza Aids, a Bergamo sono 2.729 soggetti affetti dal virus. E’ quanto emerge in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids che si è celebrata lunedì 1° dicembre. Nella stessa giornata l’Unaids, l’organismo delle Nazioni Unite per la lotta all’Aids, ha fissato un importante obiettivo da raggiungere entro il 2020: “90x90x90”, ovvero diagnosi per il 90% delle infezioni da Hiv, possibilità di accedere alle terapie per il 90% dei malati e azzeramento della carica virale nel 90% dei casi di sieropositività.

Ed è proprio l’Unaids a diffondere dati allarmanti per quanto riguarda la situazione in Italia: il nostro Paese detiene infatti il primato negativo in Europa occidentale, con oltre 4000 contagi e più di 1000 decessi all’anno.

In totale sono più di 140.000 gli italiani sieropositivi, il 15-25% dei quali non è consapevole della propria condizione.

Cifre che indicano come l’emergenza Hiv sia tutt’altro che sotto controllo, ma gli italiani sembrano sottovalutare la gravità della situazione. I dati emersi da un’indagine condotta da Eurisko su un campione rappresentativo della popolazione di oltre mille italiani evidenziano come l’80% ritenga di non essere a rischio di contrarre l’Aids, mentre il 60% pensa che sia facile contagiarsi, ma che l’infezione riguardi esclusivamente i tossicodipendenti, gli omosessuali e le persone che hanno relazioni sessuali promiscue.

Inoltre, nonostante circa l’80% delle nuove diagnosi di Hiv sia attribuibile a rapporti sessuali non protetti, solo il 35% dei ragazzi e delle ragazze in Italia usa abitualmente il preservativo e appena il 29% dichiara di essersi sottoposto al test dell’Hiv.

L’emergenza Hiv riguarda anche la provincia di Bergamo, come evidenziano i dati divulgati dall’Asl. Sul territorio orobico sono presenti 2729 soggetti con infezione da Hiv o Aids, con una netta prevalenza negli individui di sesso maschile (74%); le donne contagiate dal virus dell’Hiv sono invece circa un quarto del totale (26%).

Il distretto in cui vi è il maggior numero di contagiati è quello di Bergamo (467 individui), seguito da quello di Dalmine (364 individui).

L’età media di chi scopre di essere sieropositivo oscilla tra i 45 e i 54 anni e, nonostante sia un’opinione ancora molto diffusa che il contagio riguardi quasi esclusivamente gli omosessuali e i tossicodipendenti, i dati dell’Asl di Bergamo relativi ai casi accertati di Aids tra il 2000 e il 2014 dimostrano come anche gli eterosessuali vengano contagiati in misura quasi identica, se non addirittura superiore.

Il numero di malati bergamaschi è aumentato anche durante il 2014, con 41 nuovi casi tra gli uomini e 12 tra le donne, che potrebbe aumentare entro la fine dell’anno. Le nuove diagnosi degli ultimi 5 anni sono state fatte prevalentemente durante il controllo per un’altra patologia, a dimostrazione del fatto di quanto il virus dell’Hiv sia insidioso e di come non sia facile riconoscerne immediatamente i sintomi.

Erica Dossena 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da planets

    il continuo martellamento mediatico di incitazione a forme di vita dissennate è un altra questione, inutile trovare problemi per nasconderne altri. In Italia negli ospedali per fare carriera è opportuno essere iscritti a comuniopne liberazione, che è inammissibile, e in politica si legifera mischiando la religione con la ragione, confidando nel bacino di elettori cattolici, la realtà è sotto gli occhi di tutti, come il dilagare di infezioni sessuali

    1. Scritto da Alberto

      Certo, è sempre un’altra questione…

  2. Scritto da planets

    Il connubio tra la politica bigotta del governo e l ingerenza della chiesa in materia di prevenzione sessuale, ci ha consentito di collezionare il più alto numero di sieropositivi d Europa. Molto significativa è la mancata introduzione di profilattici all interno delle strutture scolastiche… è ovvio che finchè le decisioni vengono prese da persone ignoranti, sottomesse a lobby e diktat di partito, il problema si aggraverà drammaticamente

    1. Scritto da alex

      Non capisco cosa c’entrano i profilattici con le strutture scolastiche…
      Se uno vuole i profilattici può trovarli semplicemente al supermercato, o nelle macchinette automatiche che erogano 24h su 24h, anonimamente, fuori dalle farmacie.

    2. Scritto da Alberto

      Invece il continuo martellamento mediatico di incitazione al “esplorare ogni esperienza”, “ascolta la tua sete”, “togli ogni freno alla tua vita”, quello non c’entra ovviamente nulla, vero?

    3. Scritto da jack

      quoto