BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Ventitrè anni di lavoro, poi licenziata in seguito a un grave infortunio”

Ha 47 anni, è madre di un ragazzo affetto da una grave malattia genetica, lavorava part-time per la Confesercenti di Bergamo. Infortunatasi il primo giorno di vacanza nell'estate del 2013 ha subito tre interventi chirurgici alla caviglia. 180 giorni di malattia in un anno, quanto basta per licenziarla. E così è stato. “Trovo ingiusto il mio licenziamento, non chiedo aiuto, ma un lavoro” afferma. L'associazione: “Abbiamo seguito la Legge”.

Una semplice raccomandata per comunicarle che il suo rapporto di lavoro era finito. Lo ha saputo così, una donna di 47 anni, ragioniera per la Confesercenti di Bergamo.

Madre di due figli di 17 e 15 anni, quest’ultimo affetto da una grave malattia degenerativa rara, la 47enne lavorava part-time per 650 euro al mese.

Il 3 agosto 2013, primo giorno di ferie, cade dalle scale e si rompe una caviglia. Per lei inizia un lungo calvario. L’intervento per applicare una placca con 10 viti, per permettere che la caviglia non cedesse.

Il rientro al lavoro a gennaio 2014, con la caviglia che non si muoveva bene, in quanto meccanicamente bloccata. Dovendo lavorare in piedi, per essere più efficiente al lavoro e a casa, ha voluto anticipare i tempi per togliere la placca e le viti (che erano previsti per settembre 2014), avvisando l’associazione delle sue intenzioni, senza che la società avesse nulla da obiettare.

A maggio 2014, quindi, terzo intervento chirurgico, ma durante la convalescenza, le è stata recapitata a casa la lettera di licenziamento.

“È stata come una pugnalata alle spalle. Mai mi sarei aspettata un atteggiamento simile” afferma la donna. Secondo la Legge italiana chi trascorre più di 180 giorni di malattia in un anno è passibile di licenziamento.

I giorni di malattia per la donna erano 188.

“Lavoravo per questa associazione di categoria dal 1991, poi dopo che a mio figlio è stata riconosciuta una malattia rara degenerativa e viste le cure e i tempi che necessitava ho deciso di chiedere il part-time – continua la 47enne –. Questa soluzione mi permetteva un minimo di autonomia economica, di avere una vita sociale e di seguire i miei figli. Mai in questi anni ho ricevuto un richiamo scritto, un rimprovero. Bisognerebbe valutare nell’arco di 23 anni di lavoro quanti giorni di malattia ho fatto, non solo l’ultimo anno”.

Contro il provvedimento firmano una lettera quasi la totalità delle colleghe.

Il direttore della Confesercenti, Giacomo Salvi, sentito da Bergamonews, preferisce non commentare i fatti. “Ci siamo comportati come prevede la legge”. E aggiunge: “Non entriamo nel merito della vita personale dei nostri dipendenti”.

L’Azienda ha applicato la legge per il periodo di comporto della malattia, anche se la legge contempla la possibilità di licenziare, non l’obbligo.

Per contro c’è anche una Legge europea, italiana e regionale che, in situazioni come questa, prevede la “Conciliazione famiglia-lavoro” e le aziende più importanti l’hanno applicata, con l’eventualità di ricevere finanziamenti pubblici.

Rimangono in sospeso alcune domande: possibile che l’azienda, l’ufficio del personale, i sindacati non abbiano potuto avvisare la dipendente che era al limite dei 180 giorni di malattia, in modo che potesse prendere un’aspettativa non retribuita, oppure i 3 mesi di ferie che aveva in arretrato?

Sorpresa per il fatto che un’azienda che ha come “mission” il prendersi cura dei suoi associati, davanti a 3 soluzioni possibili (conciliazione famiglia-lavoro, aspettativa non retribuita, licenziamento), abbia scelto quella peggiore per lei, la dipendente ora si trova di fronte a una nuova battaglia: “Cercare una nuova occupazione che mi permetta di essere indipendente e dia una maggiore sicurezza economica alla mia famiglia, oltre che ridarmi una dignità come donna lavoratrice. Lo so che non sarà facile, ma seppure distrutta, non mi lascerò battere da questa esperienza”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Pier

    Si avvicina il natale… nel silenzio assordante delle istituzioni, dei sindacati e della comunità bergamasca
    Il 26 agosto, acclamata da tutta la comunità cristiana bergamasca, Lucilla Giagnoni con “La Misericordia, da virtù della santità a valore di convivenza della società civile” esaltava nel Duomo la misericordia come virtù civile “perché crea relazioni, crea unità, alimenta la capacità di stare bene insieme, una capacità sulla quale si fonda la vita civile”

    1. Scritto da Pier2

      Si avvicina il Natale e, nonostante le difficoltà economiche, ogni famiglia vorrebbe festeggiare anche con sobrietà insieme ai propri cari…ma quest’anno cosa festeggiamo?
      Cosa e con che animo festeggerà quest’anno il Natale quella famiglia che nonostante fosse stata colpita da una grave avversità aveva promosso con senso di altruismo la raccolta di fondi per Telethon e ora, nel bisogno, invece che essere supportata, si sente umiliata?
      (vedi su “Il senso di Luca”)

      1. Scritto da Pier

        Con che animo festeggerà quest’anno il Natale l’istituzione e i dirigenti che hanno avvallato il licenziamento di una madre, già afflitta da gravi problemi, perché infortuni ed interventi chirurgici l’hanno tenuta lontana dal lavoro oltre i termini di legge?
        Con che animo festeggeranno quest’anno il Natale i SINDACATI, la cui ragione di esistenza si perde, se non riescono a fare di questo caso una loro bandiera per affermare i primari diritti delle persone alla dignità del lavoro?

        1. Scritto da Pier2

          Con che animo festeggerà quest’anno il Natale quel lettore qualunquista che senza aver provato un giorno a vivere una simile “condanna” (e non parlo del licenziamento) scrive “un motivo ci sarà” insinuando il meschino dubbio che – per coscienza- questa non sia una vera ingiustizia?
          Con che animo festeggeranno quest’anno il Natale i cristiani e la comunità bergamasca (atei compresi) scoprendo di vivere in una comunità che non è minimamente fondata su basilari ”virtù” civili?

          1. Scritto da Pier

            Io, sinceramente, non riuscirò a festeggiare e a guardare le mie bambine negli occhi senza sentite un profondo peso sul cuore perché, se non posso ignorare la completa mancanza di misericordia di un datore di lavoro e l’assenza dei sindacati, sento l’umiliazione subita da questa madre un po’ anche mia.

  2. Scritto da caterina

    Non si può rispondere “se la signora è stata trattata così un motivo ci sarà”. Perché non elencati i punti delle sue inadempienze per permettere ai lettori Dell’articolo di valutare se sono dati oggettivi o meno. Per giustificare il licenziamento di una persona devono sussistere cause in opinabili che dimostrino l’inevitabile di una simile decisione. Allora mi vien da dire anche a me uma frase del tipp “se a suo tempo l’avevate assunta un motivo ci sara stato.”e

  3. Scritto da MaX

    Ci domandiamo verso quale futuro sia avviata una società umana in cui una inadempienza dopo 23 anni di servizio, per gravi motivi di salute, sia sanzionata col licenziamento, sapendo di una situazione familiare in cui una giovane vita è messa a seria prova, probabilmente per tutta la durata della stessa. Dal punto di vista dell’utilitarismo, queste decisioni rappresentano un procedimento perfetto. Chiediamoci se lo siano anche dal punto di vista umano e sociale, sempre che ce ne cali ancora.

  4. Scritto da Fabio Borelli

    “Ci siamo comportati come prevede la legge…”
    Che tristezza leggere notizie come queste. Questi signori non hanno neppure il coraggio di dire che il contratto prevede LA POSSIBILITA’ del licenziamento. Di sicuro NON PREVEDE L’OBBLIGO.
    Si riempiono la bocca di paroloni come etica, solidarietà. Poi non avvisano una collega che lavora per loro da più di 20 anni, che il comporto sta per scadere, e ne approfittano. E se ne infischiano del resto!
    Una sola parola: VERGOGNA !

  5. Scritto da Marco

    Sarebbe tutto più semplice se a fianco di regole e leggi ci fosse anche il buon senso, valutare con umiltà e saggezza aiuta, forse è questo che è mancato in questa triste storia. Solidarietà alla signora.

  6. Scritto da Toni

    Se ci fossero stati altri motivi per il licenziamento vi sembra che il responsabile quando è stato interpellato (v. articolo) non li avrebbe spiegati? Non l’ha fatto perché è solo una vigliaccata!

  7. Scritto da solidarietà

    Come ti permetti di firmare i dipendenti?
    Ricordo che quasi tutti i dipendenti hanno firmato una lettera a favore della collega.
    Firma per te stesso\a.
    Mi dissocio assolutamente mi dissocio.

    1. Scritto da manecco

      Siete uniti al Vs interno

      1. Scritto da i veri dipendenti

        siamo unitissimi!!! chi scrive firmandosi ‘i dipendenti’ lo fa solo per creare scompiglio…

        1. Scritto da Pieromanecco

          Scusate la le Vs RSU cosa hanno detto? lo avranno saputo Immagino che il Signor Salvi abbia avvisato le RSU di cio che stava facendo

  8. Scritto da i dipendenti

    Per chi non lo sapesse in Confesercenti abbiamo avuto situazioni di malattie protrattesi per anni ma a nessuno è stato tolto il posto di lavoro (anzi veniva corrisposto lo stipendio anche oltre i 6 mesi previsti dalla legge).
    Se la signora è stata trattata così un motivo ci sarà ….

    1. Scritto da arrabbiata

      trovo che firmarsi “i dipendenti” sia di una meschinità incredibile.
      i dipendenti hanno fatto una raccolta firme per chiedere la revoca di tale decisione, non sono certo d’accordo, come invece lascia supporre questo commento. vergogna!

    2. Scritto da La verità fa male

      “Se la signora è stata trattata così un motivo ci sarà”. Classica frase demagogica che concretamente non spiega nulla. Un motivo c’è sempre, per tutto. Anche se i politici e alti dirigenti pubblici e privati mettono una marea di tasse sui cittadini e si tengono per sè stipendi da sceicchi arabi “un motivo ci sarà”

    3. Scritto da i dipendenti

      i dipendenti Confesercenti non sanno nulla di questo commento..abbiate il coraggio di firmarvi

    4. Scritto da Raniero

      cit. da “Se la signora è stata trattata così un motivo ci sarà…”: A parte il cinismo dell’illazione (che di fronte a certe situazioni ci si potrebbe serenamente risparmiare), un’ipotesi provo a farla io (e penso di non così distante dai retroscena non dichiarati…): non sarà che a Mr.Confesercenti diano parecchio fastidio i part-time?

      1. Scritto da manecco

        I part time danno fastidio da tutte le parti , perchè non investi la tua vita nel lavoro nell azienda

        1. Scritto da Raniero

          …e allora, di grazia, perchè concederlo?

          1. Scritto da manecco

            E’ di legge e non possono non dartelo almeno che non ci siano causa particolari. Ricordati che sei visto come una persona poco aziendalista e poco produttiva/o

    5. Scritto da Giggi

      …mah, la firma a questo post “i dipendenti” mi sembra molto strana

  9. Scritto da Sergio Rainaudo

    Anche il benessere dei propri dipendenti misura la qualità di un’azienda. La Confesercenti, che si propone come immagine all’avanguardia dell’etica e della promozione commerciale, si è dimostrata, alla prova dei fatti, un pò insensibile ed arretrata.

  10. Scritto da elisa

    Che vergogna!
    Tutta la mia solidarietà a questa mamma coraggiosa che guarda avanti e già pensa a un nuovo posto di lavoro.
    Le auguro di trovarlo al più presto.

  11. Scritto da Giuseppe

    MI dispiace per chi soffre della “guerra tra poveri”
    In 25 anni di Ricette Economiche Liberiste,mentre l’1% della popolazione ha triplicato la sua ricchezza
    il 99% invece si divide tra coloro che hanno perso la metà e coloro che hanno perso i due terzi del proprio potere economico.
    Per approfondimenti invito tutti ad iniziare dall’intervista all’esperto di macroeconomia Nando Ioppolo, intitolata
    Che Fare
    https://www.youtube.com/watch?v=0CP5lYo66E4

  12. Scritto da cinico nick

    Voglio fare il cinico… Ma non è che la signora nelle 4 ore non rendeva come dovrebbe essere? Che la storia della malattia sia solo una scusa x una da non attitudine al lavoro? Del resto avendo una situazione grave in famiglia forse non era in grado di gestire il lavoro… Si è rivolta al sindacato o sta facendo qualche azione legale da sola? Perché farlo privatamente forse non la porta a nulla…. Comunque ha tutta la mia solidarietà e tenga conto che le istituzioni la aiuteranno.

  13. Scritto da ANDREA

    Cari amministratori di Confesercenti la persona in questione, che conosco personalmente, è dotata di una forza e dignità straordinaria e quindi al cospetto di questa Madre apparite piccolissimi. Mi permetto di dirvi: nel tempo libero andate a dare una mano a chi ha bisogno; occorrono braccia fede e bontà, nient’altro…

  14. Scritto da Very

    Perché’ non esiste più’ l’umanità’??? Altre alternative mi sembra che ci fossero!!! Hanno scelto la più’ crudele e dolorosa!!avranno pensato anche solo un momento che questo bimbo ha il diritto di avere due genitori sereni?? Speriamo che qualcuno possa ridare speranza alla famiglia proponendo un nuovo posto di lavoro a questa mamma!!!

  15. Scritto da Cristiana mazza

    rabbia e tristezza…. Solo questo provo !

  16. Scritto da Massimo

    Navigando sul sito di Confesercenti Bergamo si legge che è una grande organizzazione che difende senza ambiguità i propri associati contro le prepotenze per poter lavorare più sereni. Ho letto anche “Tutti per Uno, Confesercenti per Tutti” ed a loro dire sono pure impegnati nel sociale. Che bella la loro presentazione, ma aldilà degli slogan letti dove sono in realtà i loro principi? ….. Massima solidarietà alla Signora.

  17. Scritto da Nani

    Semplicemente vergognoso…dopo 23 anni di onesto lavoro nessuno, e sottolineo nessuno tra colleghi e/o soci, ha avuto il coraggio di parlare del riscihio di licenziamento con la lavoratrice cercando una soluzione per evitarlo….addirittura una raccomandata senza nemmeno un preavviso verbale (anche se non previsto ma almeno dovuto dopo tanti anni). Io mi farei un bell’esame di coscienza……

  18. Scritto da Lorenzo

    Non ho parole per esprimere l’ amarezza che si prova quando accaddono queste cose, considerazione umana nell’ ambiente lavorativo – di 0

  19. Scritto da silvia

    Ma dove andremo a finire senza umanitá? È questo il futuro che vogliamo?
    VERGOGNA!!!!!!!

  20. Scritto da ANNA

    fino a che loro hanno bisogno di te tutto ok…ma quando tu hai bisogno di un po’ di comprensione tutto passa in secondo piano e non fa niente se ti sei sempre comportata bene. dopo 21 anni mi hanno messo nella condizione di licenziarmi, dovevo lasciare il posto alla figlia che tra l’altro non aveva neanche voglia di stare in quell’ufficio….

  21. Scritto da muratore

    caro compagno Giacomo come sei caduto in basso.
    Comunque da oggi è opportuno non entrane nei nogozi associati all confesercenti. io lo farò di sicuro

    1. Scritto da manecco

      cosa centrano i negozi associati piuttosto prendiamo il compagno Giacomo e discutiamo con Lui

      1. Scritto da Raniero

        Caro manecco, non mi pare che il compagno Giacomo abbia una spiccata propensione alla discussione: alla interessata ha preferito inviare una raccomandata e al giornalista ha, nei fatti, preferito non rispondere… Ma forse sono io pessimista…

  22. Scritto da renzu

    ci pensa renzi adesso con la job act se manchi di 2 giorni ti possono lasciare a casa …che tristezza vogliono la guerra e sia!

  23. Scritto da Elena

    Per carità non faccia come me e NON si rivolga ad un Sindacato!!!!! Io ho perso il lavoro perchè non ero pagata da mesi e mi sono rivolta al Sindacato e sapete il risultato …oltre il lavoro perso ho perso la disoccupazione perchè i sindacati, amici dei lavorator, i me l’hanno presentata in ritardo e dopo tre anni aspetto …Solidarietà alla signora …

  24. Scritto da GABRIELE CATTOLI

    Ritengo che una dipendente che collabora in un ‘azienda da 23 anni, meriti ben altro trattamento da parte dei propri datori di lavoro che, è vero, devono far quadrare i bilanci, ma farli quadrare in questo modo è quanto meno discutibile per non dire inquietante.

  25. Scritto da Michele

    Il legalismo che prevale sull’etica. Ne fa le spese l’umanità, non solo di chi subisce ma anche di chi agisce con cinica noncuranza e condanna sé e gli altri ad una grigia solitudine. Così moriamo dentro!

  26. Scritto da La verità fa male

    In queste situazioni è richiesta umanità, buon senso, attenzione alla persona, alla sua storia lavorativa e sua situazione familiare. Troppi direttori e dirigenti fanno i burocrati e gli inflessibili formalisti (con gli altri) e magari poi diventano improvvisamente comprensivi, elastici e flessibili con sè stessi

  27. Scritto da Raniero

    Singolare sentire le stesse persone tuonare contro politiche che non favoriscono i piccoli esercizi commerciali in città e quindi l’occupazione…
    Quando è il loro turno di tutelare l’occupazione si vede quanto ci credono… 8 giorni in più del dovuto e cancellano una storia di 23 anni… Com’era? Ah sì, “sepolcri imbiancati”: belli fuori ma dentro…

  28. Scritto da Ale

    Solidarietà a questa mamma….
    cit. “non entriamo nel merito della vita personale dei nostri dipendenti” ????
    Siamo solo forza lavoro e non persone???
    Che tristezza. ….

  29. Scritto da tarcisio

    ma la Confesercenti NON era una associazione di ispirazione sociale vicina ai sindacati ??? Che tristezza …altro che lottare x l’ART. 18 , qui bisogna lottare x il buon senso..
    I sindacati ? SONO IN SCIOPERO per se stessi.

    1. Scritto da sapientino

      Vorrei far presente che la Confesercenti… Come ascom… E tutte le altre associazioni di categoria… Non sono c’entra nulla con i lavoratori… Fanno i rappresentanti delle piccole e medie imprese x cui… I sindacati dei datori di lavoro x intenderci.

    2. Scritto da Bill

      “Era” , tanti anni fa.

  30. Scritto da alboriv

    Ma fino ad ora non c’è l’art 18?

  31. Scritto da Carlo

    le conviene rivolgersi ad un (SINDACATO) che tuteli i suoi diritti, bello fare la voce grossa con i più piccoli, se fosse successo ad una azienda privata cosa avrebbe fatto il sindacato?????????????carlos