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Facciamo quadrato: crisi come opportunità per l’etica nel lavoro

Si scrive crisi, si legge opportunità. Dal momento economico travagliato che stiamo vivendo alcune persone che operano in diversi campi si sono unite in associazione: Facciamo Quadrato.

L’onda lunga della crisi porta sulla battigia alcuni relitti scartati dal mare dell’economia. Ritardi nei pagamenti, rinvii, materiali che potrebbero inquinare, metodi poco chiari. Sono alcuni dei rifiuti che emergono dalla stagnazione economica che viviamo. Per questo alcuni imprenditori e lavoratori, impegnati nei più disparati campi, hanno deciso di ritrovarsi.

“L’idea è nata tre anni fa, con alcune persone abbiamo iniziato una riflessione sulla crisi, perché immersi nel vortice del lavoro tutti abbiamo preso atto che l’etica stava tramontando – spiega Stefano Stefanoni, socio fondatore e presidente dell’Associazione Facciamo Quadrato –. Dapprima ci siamo riuniti per discutere, per riflettere e confrontarci. Il dibattito si è allargato, ma soprattutto si ampliava il nostro gruppo che si ritrovava davanti ad un tavolo trasversale, dove dal muratore, dal fabbro al manager, tutti chiedevano il il confronto sui temi legati al mondo del lavoro alla luce di un preciso filo conduttore: l’etica”.

Prima un incontro, poi un seminario. Con il tempo il gruppo si allarga e la scorsa primavera nasce l’esigenza di costituirsi in associazione, con statuto e regole. Oggi Facciamo Quadrato conta una quarantina di associati. (Clicca qui per conoscere l’associazione)

“Non ci sentiamo dei guru, siamo una palestra dove allenare il nostro pensiero e restare fedeli a valori che sono imprescindibili nella vita quotidiana” aggiunge Marco Sorelli, consulente marketing per diverse imprese. “Pur operando in settori fra loro diversi, desideriamo sottolineare tutta l’importanza di agire con correttezza, trasparenza, lealtà e rispetto delle persone e dell’ambiente”.

Promozione sociale? Non proprio.

“Desideriamo promuovere la cultura del “fare bene” in ogni aspetto del dialogo di mercato, finalizzando in particolare l’impegno alla soddisfazione di tutti – prosegue Stefanoni –. Puntiamo ad una correttezza di azioni perché si crei, e si rafforzi, un clima positivo, di reciproca stima e fiducia con tutti gli interlocutori: clienti, prima di tutto, ma anche dipendenti, collaboratori, fornitori. Nel rispetto delle leggi e nel rispetto delle persone”.

C’è anche l’attenzione all’ambiente e al territorio, ma i soci fondatori ribadiscono che non sono un’associazione politica o che punta a diventare una lobby.

“Puntiamo a promuovere e a privilegiare scelte e soluzioni che tutelano l’ambiente di lavoro e l’ambiente naturale, ottimizzano i consumi e si orientano in un’ottica di ecosostenibilità – aggiunge Sorelli – oltre a sostenere progetti di solidarietà sul territorio, agendo in modo che tali iniziative abbiamo visibilità, raccolgano attenzione e crescano in risorse e risultati”.

L’associazione ha promosso anche serate di riflessione e di approfondimento, dalle diverse tipologie di contratti all’emissione di fatture. Oltre a gite culturali o visite alla scoperta di buone pratiche ambientali.

“Non siamo in antitesi o l’alternativa ad altre associazioni di categoria o a movimenti politici – conclude Stefanoni – e seppure in poco tempo ci sentiamo di affermare che la nostra esperienza è rivoluzionaria per tutti noi che sentivamo questa necessità di un ritorno all’etica nel nostro mondo lavorativo e sociale”.

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