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Bossetti, 5 mesi in cella e tanti misteri: dall'arma ai possibili complici - BergamoNews
Caso yara

Bossetti, 5 mesi in cella e tanti misteri: dall’arma ai possibili complici

L'arresto del carpentiere di Mapello, lo scorso 16 giugno, sembrava aver dato una soluzione precisa all'intricato caso che ha scosso Bergamo e provincia, ma distanza di cinque mesi sono ancora molti i dubbi e i misteri legati alla tragica morte della tredicenne di Brembate Sopra

Cinque mesi in cella e ancora tanti dubbi. Massimo Giuseppe Bossetti è rinchiuso nel carcere di via Gleno a Bergamo dallo scorso 16 giugno, accusato di aver barbaramente ucciso la piccola Yara Gambirasio, scomparsa la sera del 26 novembre 2010 da Brembate Sopra e ritrovata morta in un campo di Chignolo d’Isola esattamente tre mesi dopo.

L’arresto del carpentiere di Mapello sembrava aver dato una soluzione precisa all’intricato caso che ha scosso Bergamo e provincia, ma distanza di cinque mesi sono ancora molti i dubbi e i misteri legati alla tragica morte della ragazzina.

Bossetti, che da circa un mese è uscito dal regime d’isolamento si trova ora in cella con altri tre detenuti, continua a dichiararsi innocente  e completamente estraneo alla vicenda. Contro di lui, comunque, rimane l’unico ma grave indizio della tracce di Dna rinvenute su slip e leggins che Yara indossava al momento della morte.

Per scagionare l’indagato il suo collegio difensivo, formato dagli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni, insiste nel parlare di “volatilità” del Dna, di un possibile errore nella raccolta degli elementi e sono pronti a chiedere l’incidente probatorio sul Dna prelevato.

Nel frattempo gli inquirenti stanno cercando di capire se il carpentiere di Mapello abbia agito insieme a uno o più complici. E non escludono nemmeno che il suicidio del muratore che lavorava con lui, avvenuto più di un anno fa, sia da collegare in qualche modo al delitto di Yara.

L’identificazione del furgone bianco ripreso sulla via Rampinelli la sera in cui Yara scomparve, inoltre, non è ancora giunta a compimento. Si cercano ancora tutti i furgoni dello stesso tipo immatricolati nel 2006.

Così come si attendo gli esiti del materiale, capelli e frammenti di pelle, raccolti sul furgone dello stesso Bossetti, per capire se Yara sia mai salita a bordo di quel mezzo.

Ancora senza risposta anche gli interrogativi legato all’arma del delitto, una o forse più, e sulla scena del crimine, che gli avvocati di Bossetti vorrebbero spostare dal campo di Chignolo al cantiere di Mapello.

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