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RadiciGroup agli Stati Generali della Green Economy - BergamoNews
Ecomondo

RadiciGroup agli Stati Generali della Green Economy

RadiciGroup, intervenuto agli Stati Generali della Green Economy 2014 (Rimini, 5 e 6 novembre), ha portato la propria esperienza nell’ambito della sperimentazione della PEF. Una metodologia di calcolo dell’impronta ambientale di prodotto introdotta nel 2013 dalla Commissione Europea e adottata da RadiciGroup come riferimento per la comunicazione delle proprie prestazioni ambientali.

Ospiti durante la 18ª edizione di Ecomondo – salone internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile (Rimini, 5-8 novembre) – gli Stati Generali della Green Economy hanno visto intervenire quest’anno, nelle giornate del 5 e 6 novembre, oltre 100 relatori – tra cui RadiciGroup – legati al mondo delle istituzionali, delle imprese, della ricerca e delle associazioni, registrando la presenza di circa 2.000 partecipanti.

Una due giorni importante, guidata dall’obiettivo di mettere a fuoco le politiche e le misure per sostenere lo sviluppo delle imprese italiane della green economy. Un comparto quello dell’industria verde, che nonostante la crisi mondiale negli anni ha continuato a crescere.

Secondo stime Unido, la United Nations Industrial Development Organization, il giro d’affari globale nel 2005 in sei settori green (efficienza energetica, gestione sostenibile delle risorse idriche, mobilità sostenibile, energia, uso efficiente dei materiali, gestione dei rifiuti e riciclo) era pari a 990 miliardi di euro.

Nel 2020 si stima che sarà più che raddoppiato arrivando a circa 2.200 miliardi di euro.

In Italia oggi, il 25% delle aziende fino a 250 dipendenti offre prodotti e servizi eco, un altro 7% intende offrirli nei prossimi 3 anni. E sono state proprio le imprese le protagoniste della due giorni riminese degli Stati Generali della Green Economy.

Sette le sessioni tematiche di approfondimento e consultazione affrontate: l’agroalimentare di qualità – il capitale naturale – ecoinnovazione e competitività delle imprese italiane – l’economia del riciclo dei rifiuti – energia e clima – gestione sostenibile della risorsa idrica – dalla carbon footprint all’environmental footprint.

RadiciGroup, intervenuto durante la settima sessione, quella della carbon footprint, ha portato la propria esperienza nell’ambito della sperimentazione della PEF. Una metodologia di calcolo dell’impronta ambientale di prodotto introdotta nel 2013 dalla Commissione Europea e adottata da RadiciGroup come riferimento per la comunicazione delle proprie prestazioni ambientali.

Luglio 2013: Radici Chimica SpA – realtà industriale di RadiciGroup attiva nella produzione di polimero di PA6.6 e suoi intermedi – sigla un accordo volontario con il Ministero dell’Ambiente Italiano, partecipando al programma di collaborazione tra Ministero e imprese per la promozione della riduzione delle emissioni e la diffusione di modelli sostenibili di produzione e consumo. Oggetto dell’accordo: valutare, misurare e quantificare, utilizzando la metodologia PEF, la riduzione dell’impatto ambientale della poliammide 66 e dei suoi intermedi, ottenuta a seguito della realizzazione di impianti di abbattimento delle emissioni presso lo stabilimento di Novara.

«Nella nostra relazione abbiamo illustrato i risultati di riduzione delle emissioni utilizzando le categorie di impatto previste dalla metodologia PEF – ha commentato Stefano Alini, Corporate Quality Manager di RadiciGroup -. Ci siamo focalizzati sull’applicazione concreta di questa metodologia per valutare le modalità di applicazione, considerare le difficoltà che devono essere ancora superate per renderla più facilmente fruibile agli utilizzatori e soprattutto sui risultati ottenuti per rendere efficace la comunicazione della politica di sostenibilità che stiamo portando avanti da anni».

Nelle sue conclusioni Alini ha riportato alcuni dei principali risultati della sperimentazione PEF: «Le modifiche impiantistiche realizzate all’interno di Radici Chimica, sugli impianti per la produzione di acido nitrico e acido adipico, hanno portato ad una riduzione significativa delle emissioni di gas ad effetto serra (GHG). Confrontando i valori 2011 con quelli registrati nel 2014, parliamo di una riduzione di GHG pari al 63% nel caso del nitrico e del 33% per quanto riguarda l’adipico. Ma l’approccio PEF consente di evidenziare i miglioramenti significativi anche di altri indicatori, come l’acidificazione, l’eutrofizzazione terrestre o la formazione di ozono fotochimico e dimostrare che non ci sono stati impatti negativi su altre matrici ambientali».

I NUMERI DI ECOMONDO 2014…

I numeri parlano chiaro: Ecomondo, salone internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile, continua a crescere registrando, durante questa sua 18ª edizione, un vero e proprio record di presenze. 101.144 (+ 8,6% rispetto al 2013): i visitatori che nei giorni scorsi, dal 5 all’8 novembre, hanno preso parte alla manifestazione riminese dedicata alla green economy. 1.200: le aziende presenti, articolate tra i saloni Ecomondo (dedicato al recupero e riuso di materia ed energia), Key Energy (energia rinnovabile ed efficienza energetica), Key Wind (energia eolica), H2R (mobilità sostenibile), Cooperambiente (sistema coop per l´ambiente) e Condominio Eco (soluzioni e servizi per gli immobili). 86: i diversi Paesi di provenienza degli operatori. 350: i buyer esteri (l’area geografica più rappresentata è stata la Turchia, seguita dai Paesi balcanici e dal Nord Africa. Poi Russia, Bulgaria, Romania, Sud America e Polonia). 1.000: il numero di relazioni che hanno animato il fitto calendario di workshop e convegni (per un totale di 8.000 partecipanti) le cui direttrici tematiche sono state: attenzione al mondo delle PMI, trasferimento del valore della ricerca e dell´innovazione (con l´illustrazione dei finanziamenti a disposizione, fra cui quelli dell´UE), internazionalità (quest´anno focus sui Paesi dell´area mediterranea, su Brasile, Russia e Cina).

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