Legge di stabilità

Patronati bergamaschi: 200mila pratiche all’anno In piazza contro il taglio

Il 15 novembre i patronati bergamaschi scendono in piazza con i gazebo a Bergamo, Treviglio e Zogno per difendere il proprio lavoro: tra Acli, Inas, Inca e Ital ogni anno vengono evase 200mila pratiche.

Una vera e propria montagna di pratiche, oltre 200.000, evase ogni anno dai 70 dipendenti dei Patronati bergamaschi di ACLI, CGIL,CISL e UIL.

Questi sono i numeri dei Patronati bergamaschi aderenti al Ce.Pa (Centro Patronati Nazionale): pochi funzionari che forniscono supporto a migliaia di lavoratori e lavoratrici, pensionati e immigrati, neo mamme alle prese con le nostre normative previdenziali.

Questo e molto altro costituisce il mondo del patronato che una norma della Legge di Stabilità in via di promulgazione da parte del Governo sta mettendo a rischio.

I provvedimenti previsti nella proposta di legge comprendono, infatti, una drastica riduzione del finanziamento degli enti di patronato non solo in termini transitori, ma in modo strutturale attraverso la riduzione delle anticipazioni e dell’aliquota di prelievo dal monte contributi. La Legge, infatti, colpirà in modo pesante anche gli uffici e gli sportelli di Bergamo e provincia, dove la presenza dei patronati vanta una tradizione lunga, consolidata e di grande attenzione nei confronti di lavoratori, pensionati e immigrati, che senza l’ausilio degli operatori, si troverebbero privati di una tutela gratuita, per l’esercizio dei loro diritti.

“Si tratta di presidi sociali sempre più essenziali – dicono i responsabili orobici dei Patronati – I tagli ai patronati vanno a ricadere sui più deboli. Per contrastare questa misura, che minerebbe seriamente la tenuta del sistema di welfare del nostro Paese, abbiamo deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione e una mobilitazione forte”.

I Patronati di ACLI, INAS CISL, INCA CGIL e ITAL UIL di Bergamo, dunque, stanno definendo anche in provincia una serie di iniziative utili a sensibilizzare la popolazione e il Governo su un tema delicato, quello dell’assistenza gratuita di natura previdenziale ai cittadini. È già partita la raccolta di firme on line (sui siti di ACLI, INAS, INCA e ITAL) nell’ambito della quale si sta cercando di coinvolgere il maggior numero di parlamentari (il 10 novembre nella sede della CISL regionale, si terrà un incontro unitario con senatori e deputati lombardi, mentre da Bergamo sta per essere inviata una lettera a tutti gli eletti della provincia).

Per il 15 novembre, poi, è stato fissato il “patronato day”: a Bergamo sul Sentierone, a Treviglio in Piazza Mercato, e a Zogno in occasione del corteo per la difesa del lavoro in Valle Brembana, ci saranno tavoli e gazebo, pronti a accogliere chi vorrà firmare la petizione e chi vorrà informarsi sui servizi dei patronati.

Sarà , così, possibile scoprire quanto si perderebbe in termini di servizio in caso di riduzione del finanziamento che, va ricordato, è pagato con lo 0,226% dell’imponibile contributivo dei lavoratori dipendenti. Questa aliquota rimarrebbe in busta paga, ma ai patronati andrebbe lo 0,148%, mentre ancora non è chiaro dove finirebbe il restante 0,078.

“Soprattutto negli ultimi anni i patronati hanno sopperito a una gigantesca esternalizzazione dei servizi dell’INPS, con le trasmissioni telematiche obbligate, non solo delle domande di pensione, ma di ogni tipo di prestazione –continuano i responsabili dei Patronati di Bergamo. “È evidente che una riduzione del finanziamento di questo genere comporta l’impossibilità di garantire i servizi all’utenza”.

Quindi, se attuata, la manovra del Governo obbligherebbe anche il milione di residenti in provincia di Bergamo a farsi carico di spese più o meno importanti in caso di domande di pensione, di invalidità, di disoccupazione, di accompagnamento e di permesso di soggiorno. Infatti, uno dei punti di forza del patronato è sempre stata la gratuità del servizio, mentre lo stesso non si potrà dire per gli sportelli che apriranno grazie alle tante lobby in attesa.

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