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Riorganizzazione Ubi Banca Incontro coi sindacati per i 1.277 esuberi

Primo incontro giovedì 30 ottobre tra Ubi Banca e i sindacati per i 1.277 esuberi previsti nel piano di riorganizzazione del gruppo bancario di Piazza Vittorio Veneto.

Nella mattina di giovedì 30 ottobre si è tenuto il primo incontro tra sindacati e Ubi Banca a seguito dell’avvio della procedura di riorganizzazione di Gruppo denominata “Tensioni occupazionali”.

La manovra avrà pesanti effetti sulla struttura organizzativa con la chiusura di 55 filiali e 59 mini-sportelli, la riqualificazione di 54 filiali in mini-sportelli e, in termini occupazionali, prevede 1.277 esuberi di personale. Ubi Banca ha ribadito la necessità di contenere il costo del lavoro a causa dello scenario economico ancora negativo, dell’elevata competizione, dell’erosione della marginalità e per una sempre maggiore diffusione da parte della clientela delle nuove tecnologie.

Come organizzazioni sindacali, pur consapevoli della difficoltà che tutto il settore sta attraversando, abbiamo espresso forte preoccupazione e contrarietà per la decisione di intervenire in modo così pesante su alcune aziende e, in particolare, su alcuni territori.

FONDO DI SOLIDARIETA’ PER 500 DIPENDENTI

In merito ai 1.277 esuberi di personale l’azienda ha dichiarato la propria disponibilità ad attivare il Fondo di Solidarietà (esodi) per 500 dipendenti entro il 31 dicembre 2014. Per quanto riguarda le restanti 777 eccedenze durante la trattativa si cercheranno le migliori soluzioni contrattuali per tutelare i colleghi.

I RISULTATI DEGLI STRESS TEST

Durante l’incontro abbiamo manifestato la nostra perplessità per la decisione del Gruppo UBI di disinvestire ed abbandonare alcuni territori, oltre ad intervenire ancora sul costo del lavoro, nonostante i buoni risultati della semestrale e l’ottimo livello di patrimonializzazione del Gruppo certificato dagli stress test della BCE, ottenuto grazie al grande contributo del lavoro di tutti i colleghi, dal vertice alla base.

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