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Le voci delle Mura Lettura scenica lunga 5 secoli

Venerdì 31 ottobre nella Sala della Porta Sant’Agostino il Sidera Festival racconta come le Mura di Bergamo, che oggi rendono unica la città siano nate da un grande dolore.

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DeSidera Festival propone due occasioni teatrali che si pongono un duplice obiettivo: raccontare al pubblico le diverse identità che le mura hanno avuto nel corso dei secoli e valorizzarle nella sua bellezza architettonica con due appuntamenti.

Il primo venerdì 31 ottobre alle 21 nella Sala della Porta di Sant’Agostino, dal titolo Voci dalle Mura, con Miriam Gotti (voce) e Pierangelo Frugnoli (chitarra) organizzato in collaborazione con il Museo Storico di Bergamo.

Il secondo Sabato 8 novembre ore 21 all’interno del Rifugio antiaereo di Piazza Mercato del Fieno (accesso dall’asilo nido Birba di fianco al Museo Storico) dal titolo Rifugi di e con Ferruccio Filipazzi, musica dal vivo di Claudio Fabbrini, video a cura di Letizia Di Blasi.

Ingresso libero. Si consiglia la prenotazione per lo spettacolo Rifugi. info@teatrodesidera.it – 347 1795045 www.teatrodesidera.it

Il primo appuntamento di venerdì 31 ottobre ore 21 Sala Porta Sant’Agostino, Voci dalle Mura è con Lettura scenica con Miriam Gotti (voce) e Pierangelo Frugnoli (chitarra).

Giunto a Bergamo, scesi a una locanda in periferia; le vetture non salgono sino in città, che è molto alta e ripidissima; andai a piedi sino al quartiere del governo, che occupa esattamente la cima di questa ripida montagna. Stanchissimo, maledicevo la curiosità che mi aveva trascinato… Carlo Goldoni Memoires Cap. XXVII

Le mura di Bergamo, che oggi rendono unica la nostra città e regalano una meravigliosa vista sulla pianura circostante, sono nate da un grande dolore. Per fare spazio a quella che oggi appare come una delle più significative opere lombarde di ingegneria militare cinquecentesca, Bergamo ha dovuto rinunciare a molti spazi che, fino al cinquecento, avevano caratterizzato la sua identità. E’ il caso dei vigneti, degli orti, delle case di Borgo Canale, delle Chiese e, soprattutto, della Basilica di Sant’Alessandro. Nonostante le continue suppliche di ambasciatori e politici bergamaschi Venezia ha costruito la sua opera militare. La storia ci indica però che, lungo i secoli, la percezione dei cittadini, dapprima restii alla costruzione di un vero e proprio fortilizio che avrebbe chiuso la città, con il passare dei secoli mutano il loro rapporto con le mura. Da vero e proprio vulnus della storia, le mura diventano con il tempo un luogo in cui la città si specchia e si riconosce. Diventano così il luogo in cui si celebrano le vicende politiche della città (da Venezia alla Repubblica Bergamasca, da Napoleone agli austriaci), in cui si dà spazio alla moda del passeggio ottocentesco, si celebra il mito della velocità con una gara automobilistica vinta da Tazio Nuvolari.

A guidare lo spettatore in un percorso letterario, volto a mettere in luce il mutamento nel tempo del rapporto tra cittadino bergamasco e mura venete, la voce di Miriam Gotti (narratrice e cantante) e la musica di Pierangelo Frugnoli.

Sarà l’occasione per ascoltare le parole della storia: quelle scritte nei giorni, concitati, della posa delle prime pietre delle mura; quelle, dolorose, della relazione della distruzione della Basilica di San Alessandro; quelle, stentate, del semi-analfabeta Bigoni, campanaro della Torre Civica che, da un punto di vista privilegiato, vede la caduta di Venezia, l’ingresso dei francesi, il governo napoleonico e poi gli austriaci e, per ciascuno di questo governo, lui suona le sue campane.

Le testimonianze letterarie, Stendhal ma anche Hesse, ci accompagnano verso la nuova identità delle mura: non più architettura militare, dura e fiera, ma luogo di passeggio e di svago della società contemporanea.

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