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Cementificio di Tavernola Interrogazione parlamentare per dire no ai rifiuti

L'onorevole bergamasco Giovanni Sanga ha presentato un'interrogazione parlamentare sulla questione dell'incenerimento di combustibili da rifiuti e pneumatici triturati nel cementificio di Tavernola.

Anche i deputati bergamaschi del Partito Democratico si piazzano in prima linea contro l’incenerimento di combustibili da rifiuti e pneumatici triturati nel cementificio di Tavernola: l’onorevole Giovanni Sanga ha presentato un’interpellanza parlamentare indirizzata direttamente alla Presidenza del Consiglio, al Ministero della Salute e a quello dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, trovando il sostegno di Elena Carnevali, Antonio Misiani e Giuseppe Guerini.

Una questione sulla quale i Comuni lacustri di Bergamo e Brescia, le due Provincie e il Consiglio regionale lombardo hanno già costituito un fronte compatto del “no” al co-incenerimento di rifiuti per la quale il cementificio ha rinnovato la richiesta ma sulla quale potrebbe arrivare il via libera dallo Sblocca Italia.

Nell’interpellanza Sanga ha ricordato che la cittadinanza tavernolese si è già espressa nell’81% in maniera contraria alla vicenda con una consultazione popolare del 24 giugno 2007.

“Inoltre – ricorda sempre Sanga – Tavernola ha già subito una presenza pesante e difficile del cementificio sul proprio territorio, sia dal punto di vista ambientale-paesaggistico, sia per quanto riguarda l’inquinamento prodotto dall’impianto. Nel periodo estivo appena trascorso, infatti, la centralina fissa dell’Arpa ha rilevato emissioni polverose anomale, nonché la concentrazione di Ossido di azoto, persistentemente più elevata rispetto al resto della provincia”.

Nella sua interpellanza, il deputato Pd Sanga chiede al Governo quali iniziative di competenza, anche di carattere normativo, intenda assumere per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini di fronte all’attività di incenerimento dei rifiuti ad opera dei cementifici. E, nel caso specifico di Tavernola, anche se si intende promuovere un’iniziativa da parte del comando dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente al fine di verificare lo stato dei luoghi e il livello di inquinamento dell’area in cui sorge il cementificio Sacci.

Commenti

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  1. Scritto da Claudio

    Si: tutti felici e contenti ci hanno rotto … ma da tempo …

  2. Scritto da CHESTER

    Solo per i venali: gli immobili i prossimità dell’inceneritore perderanno di valore in misura del 60% .

  3. Scritto da Mario

    Domanda provocatoria: se fra uno o due anni chiudono che si fa?
    Tutti felici e contenti…

    1. Scritto da Claudio

      Si, nessuno lo dice ma se dovesse chiudere domanimattina saremmo tutti felici: ormai ci lavorano 20-30 Tavernolesi … da sempre il cementificio e’ sinonimo di bassa sicurezza e poca serieta’, chi ci lavora sa ma tace per paura di perdere il posto … che bella gente dobbiamo mantenere alle nostre spalle … e’ uno schifo da sempre !!!