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Più imposte alle fondazioni 360 milioni nel 2015 Erogazioni a rischio

Un ulteriore prelievo fiscale sulle Fondazioni: è notizia di questi ultimi giorni che la Legge di Stabilità per il 2015 inasprirà ulteriormente la tassazione sulle Fondazioni di origine bancaria. Una progressione esponenziale, messa in atto a ritmi quasi vertiginosi, che dal 2011 al 2015 farà crescere le tasse a carico delle Fondazioni di quasi 260 milioni di euro.

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Un ulteriore prelievo fiscale sulle Fondazioni: è notizia di questi ultimi giorni che la Legge di Stabilità per il 2015 inasprirà ulteriormente la tassazione sulle Fondazioni di origine bancaria. Una progressione esponenziale, messa in atto a ritmi quasi vertiginosi, che dal 2011 al 2015 farà crescere le tasse a carico delle Fondazioni di quasi 260 milioni di euro.

Il rincaro è così quantificabile:

Anno 2011: 100 milioni di euro

Anno 2012: 170 milioni di euro

Anno 2013: 170 milioni di euro

Anno 2014: 340 milioni di euro (stima)

Anno 2015: 360 milioni di euro (stima)

Con i provvedimenti degli ultimi mesi e quelli annunciati nella Legge di Stabilità per il 2015 si passerà, dunque, dai 100 milioni di euro di tasse del 2011 ai 340 milioni nel 2014, per arrivare ai 360 nel 2015. Questo risultato scaturirà dall’aumento degli oneri sui rendimenti derivanti dagli investimenti finanziari – passati dal 12, 5% al 20% nel 2012 e poi al 26% nel luglio 2014 – combinato all’ulteriore aggravio sulle rendite finanziarie che emerge dalle bozze della Legge di Stabilità.

Crediamo sia giusto che le persone e le organizzazioni non profit che lavorano con noi siano consapevoli che più tasse per le Fondazioni significherà inesorabilmente meno risorse da destinare al Terzo Settore. Tassare maggiormente le Fondazioni vorrà dire sottrarre denaro al sostegno della ricerca, dell’ambiente, della cultura, e soprattutto delle persone più fragili, come anziani, disabili, malati, immigrati, bambini in difficoltà, tutte categorie a cui lo Stato fatica sempre di più a provvedere.

Le bozze della Legge di Stabilità 2015 imporranno alle Fondazioni – in maniera del tutto irrazionale rispetto alle loro finalità – una tassazione sui dividendi percepiti di gran lunga superiore a quella dei soggetti privati profit: soggetti le cui risorse, a differenza di quanto avviene per le Fondazioni, non vengono impiegate a favore della collettività. In tutta Europa, al contrario, analoghi soggetti non profit godono, per la loro funzione, di una fiscalità di vantaggio.

La scelta di un ulteriore incremento della tassazione pare, dunque, incomprensibile per chi vuole valorizzare il ruolo del volontariato e dell’intero mondo del Terzo Settore, di cui le stesse Fondazioni fanno parte e a cui danno alimento. Inoltre, la prospettata decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2014 rischia di avere un impatto negativo sul sostegno ad attività già programmate.

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