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“Basta umiliare le Province e gli enti locali, servono risorse”

Il presidente della Provincia Matteo Rossi ha partecipato all'assemblea dei presidenti di tutta Italia, riuniti a Roma per parlare dei tagli a cui sono sottoposti gli enti locali e del futuro dell'istituzione Provincia, a rischio. La manovra del governo Renzi unita all'incertezza di una riforma ancora tutta da definire rappresentano ostacoli troppo alti da affrontare in un periodo di crisi come quello che sta attraversando l'Italia.

Il presidente della Provincia Matteo Rossi ha partecipato all’assemblea dei presidenti di tutta Italia, riuniti a Roma per parlare dei tagli a cui sono sottoposti gli enti locali e del futuro dell’istituzione Provincia, a rischio. La manovra del governo Renzi unita all’incertezza di una riforma ancora tutta da definire rappresentano ostacoli troppo alti da affrontare in un periodo di crisi come quello che sta attraversando l’Italia. I cittadini hanno bisogno di risposte immediate. “Due messaggi chiari. Il primo al Parlamento, dove siedono i rappresentanti dei territori – spiega Rossi -: riconquisti la sua centralità nella discussione della manovra economica e impedisca che vengano tagliati i servizi essenziali per gli studenti, le scuole, le strade, il piano neve. La finanziaria prevede per la nostra provincia un taglio insostenibile di 15.129.575,8 milioni, pari al 24,46 percento delle risorse. Adesso tocca ai parlamentari intervenire. Il secondo al governo: decida se vuole che si applichi la legge Delrio dando le risorse necessarie per le funzioni che ci ha assegnato o se vuole continuare a spingere per la redistribuzione delle funzioni alle Regioni e ai Comuni che, in assenza di risorse, significherebbe un inevitabile aumento della tassazione locale e regionale, comunque insufficiente. I territori e gli enti locali possono essere i migliori alleati per il progetto d’innovazione di questo Paese. Continuare ad umiliarli non serve a nessuno”.

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Commenti

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  1. Scritto da MAURIZIO

    Che fine fa la virtù di un Comune facente parte di uno Stato che ha 2.300 miliardi di euro di debito (in ascesa) e che deve accantonare ogni anno 80 miliardi di euro solo per pagare gli interessi?

  2. Scritto da Vikingo62

    L’attuale presidente del consiglio e moltissimi parlamentari sono politici di professione e non hanno mai lavorato. Sono perciò bravissimi teorici privi di qualsivoglia contatto con il mondo reale. Hanno messo alla canna del gas i Comuni con il patto di stabilità che ha tarpato le ali ai Comuni virtuosi e non hanno mosso un dito sugli sprechi statali e regionali. Ricordatevi che i Comuni sono gli enti più vicini ai cittadini e depotenziarli come si sta facendo è pericoloso.

  3. Scritto da Rosso

    Forte il neo presidente. Si ponga una domanda: chi sta facendo i tagli? E di che partito è? Forse è il suo stesso partito che amministra l’80% dei comuni, il 90% delle province, almeno 16 regioni su 20 ed il governo nazionale?

  4. Scritto da Andrea

    Si sentono umiliati, poverini…… E i contribuenti cosa dovrebbero dire, che sfasciano le auto a causa delle strade colabrodo, mentre la Provincia ha sede in un palazzo sfarzoso e superfluo? Basta pagare tasse per i privilegi delle province e delle regioni!

  5. Scritto da fabio

    Tanto dove sta il loro problema? Hanno già detto che tasseranno ulteriormente i cittadini a livello locale e regionale. Il tutto, dopo che 64 Ex consiglieri regionali finiscono rinviati a giudizio per spese pazze in Regione. Indecenti e inadeguati!

  6. Scritto da Matteo De Capitani

    Avere un presidente di un ente che relaziona ai cittadini e si relaziona con gli stessi è importante, forse indispensabile. Purtroppo pare di capire che il governo Renzi continuerà dritto con i tagli lineari e con l’ormai celebre “Se ne faranno una ragione” o con il peggior “Noi li ascoltiamo poi andiamo avanti per la nostra strada”. I cittadini ne pagheranno le conseguenze in tagli di servizi ed aumento delle tasse.

    1. Scritto da Andrea

      In realtà, in un paese normale ed onesto, ci sarebbero dei bei margini di taglio dagli sprechi e dai privilegi di lor signori, non dall’ulteriore tartassamento dei cittadini e dal taglio dei servizi. Ma sia sa: non siamo un Paese normale