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Zonca: “La fusione? Dura Ma lo stress test superato grazie al Creberg”

Cesare Zonca, già presidente del Credito Bergamasco e consigliere di amministrazione del Banco Popolare, commenta la promozione del gruppo bancario alla prova dello stress-test della Bce.

Un voto può apparire un numero freddo, ma chi lo ha conquistato sa la fatica, l’impegno e il lavoro che si nascondono dietro quel numero. È come il superamento allo stress-test della Bce al quale sono state sottoposte le banche italiane.

Per il Banco Popolare una promozione a pieno titolo grazie al rafforzamento patrimoniale, pari a 1.756 milioni, raggiunto con l’aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro completato nell’aprile scorso e all’incorporazione del Credito Bergamasco, operazione che si è perfezionata il primo giugno 2014. “Una bella promozione” commenta l’avvocato Cesare Zonca, presidente dal 1992 al 2014 del Credito Bergamasco e oggi consigliere di amministrazione del Banco Popolare.  

Avvocato Zonca, tutti gli analisti riconosco che questa promozione del Banco sia da ricercare in due fattori: l’aumento di capitale e l’incorporazione del Credito Bergamasco, considerato il “gioiellino” del gruppo bancario. Come giudica questa promozione?

“La vera promozione è quella che si conquista sui mercati il giorno dopo l’esito dello stress-test”.

E allora partiamo da qui. In Borsa non siete andati male.

“Questo traguardo è una bella soddisfazione. Lo posso affermare a voce alta perché questo risultato non è merito mio, ma l’elogio va agli allora amministratori del Banco Popolare che seguendo le indicazioni che venivano da Francoforte hanno deciso per l’aumento di capitale e l’incorporazione del Credito Bergamasco”.

Si aspettava questo risultato?

“È andata molto bene, un risultato addirittura insperato. Ma posso essere sincero?”

Certo. Dica. “Non avevo dubbi che sarebbe andata così”.

Merito anche del Credito Bergamasco?

“Sì, anche. Perché i conti li sappiamo fare. In dote al Banco Popolare abbiamo portato circa 300 milioni e in cambio oggi abbiamo un gruppo bancario che ha molta liquidità, indispensabile alle imprese. Non dimentichiamo che l’obiettivo principe delle banche sono le imprese e il territorio”.

Piena soddisfazione per com’è andata?

“Soddisfazione per aver superato lo stress-test. Ma l’amarezza c’è l’ho ancora per il Credito Bergamasco. D’altronde on si poteva fare diversamente. L’incorporazione era doverosa ad un certo punto. È stata una scelta puntuale, precisa, razionale che oggi viene premiata”.

Rimpianti?

“No, nessuno. Ho dato il mio contributo, in cambio abbiamo avuto garanzie per la Fondazione, per le aziende che lavorano con il Credito Bergamasco. Non mi pare poco. Oggi abbiamo una banca solida che viene riconosciuta dalla Banca Centrale Europea per i suoi parametri in regola. Il buon operato di quanti hanno lavorato e lavorano nel Credito Bergamasco è dentro questo esito superato brillantemente a Francoforte e sui mercati”.

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