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Il Policlinico San Pietro aderisce alla giornata contro l’Ictus Cerebrale

Mercoledì 29 ottobre per la Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale il Policlinico San Pietro aderisce con l’allestimento di un banchetto informativo (dalle 10.30 alle 15, all’ingresso) dove si alterneranno i Neurologi della Struttura per informare e sensibilizzare la popolazione su quali siano i fattori di rischio e i campanelli d’allarme di questa patologia.

A cura dell’Ufficio Stampa IOB

Tutti in piazza contro l’Ictus. Così si chiama la mobilitazione promossa il 29 ottobre in occasione della Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale. Tutti in piazza contro l’Ictus rappresenta il primo di una serie di iniziative programmate a livello regionale o territoriale, promosse dai Club Rotariani, Regione Lombardia, Stroke Unit regionali, AREU-118, ASL Lombardia, Ordini dei Medici, Ordini dei Farmacisti, ALICE (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale), AlT e AITA.

Il Policlinico San Pietro aderisce con l’allestimento di un banchetto informativo (dalle 10.30 alle 15, all’ingresso) presso il quale si alterneranno i Neurologi della Struttura per informare e sensibilizzare la popolazione su quali siano i fattori di rischio e i campanelli d’allarme di questa patologia.

Grazie alla “carta del rischio”, con l’aiuto degli specialisti, si potrà individuare il proprio livello di rischio di essere colpiti da ictus e ricevere di conseguenza i consigli più appropriati (corrette abitudini di vita, controlli da effettuare periodicamente …) per prevenire la malattia o ridurre il rischio.

«Sensibilizzare sui fattori di rischio e sui campanelli d’allarme di questa malattia, che ogni anno secondo le stime in Italia colpisce 200.000 persone, è fondamentale» spiega il dottor Claudio Ferrante, responsabile dell’unità di neurologia del Policlinico San Pietro e referente dell’iniziativa per il Policlinico. «Ancora oggi la popolazione non è sufficientemente “istruita” a riconoscere i segnali di un ictus. Basti pensare che su tutto il territorio nazionale una gran parte dei pazienti arriva in ritardo all’osservazione ospedaliera, con danni importanti e con alti costi sociali. L’ictus rappresenta la prima causa di disabilità nel mondo. Intervenire nel tempo più breve possibile da parte di centri specializzati (stroke unit) può fare davvero la differenza. Se si interviene con le cure appropriate si può in molti casi evitare conseguenze sia in termini di disabilità sia di mortalità».

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