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Bergamo soffre la crisi In un anno 400 imprese attive in meno

Lo stock delle imprese attive a fine settembre 2014 è di 85.913 unità, 400 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-0,5% del tutto simile al risultato del precedente trimestre). Sono i dati resi noti dalla Camera di Commercio.

Al termine del terzo trimestre del 2014 risultano registrate in provincia di Bergamo 96.150 imprese, 42 in più rispetto al corrispondente periodo del 2013. Lo stock delle imprese attive a fine settembre 2014 è di 85.913 unità, 400 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-0,5% del tutto simile al risultato del precedente trimestre).

Nel corso del terzo trimestre del 2014 il saldo tra imprese iscritte e cancellate è positivo e pari a 212 unità, in lieve miglioramento rispetto alle 189 dello stesso periodo nel 2013. Il tasso di crescita nel trimestre è del +0,2%.

Le nuove iscrizioni sono 1.096, contro 884 cessazioni, di cui 3 cancellazioni d’ufficio. Rispetto al terzo trimestre 2013 diminuiscono le nuove iscrizioni (-3,7%) che raggiungono un minimo storico nella serie provinciale. Ma è ancor più marcato il calo delle cancellazioni (-6,8%). Tra le imprese registrate aumentano nell’anno le società di capitale (+1,3%) e, di poco ma con un saldo positivo nel trimestre di un certo rilievo, le imprese individuali (+0,1%). Diminuiscono le società di persone (-1,2%) e le altre forme giuridiche (-4,9%), queste ultime solo a causa dello scorporo della classe di natura giuridica "Persona Fisica" introdotta a metà 2012 per effetto della Direttiva Servizi.

Nel sottoinsieme delle imprese artigiane prosegue la riduzione della base imprenditoriale ma con un’attenuazione della tendenza negativa. Le 32.193 imprese registrate a fine settembre 2014 sono in diminuzione del -1,3% rispetto a un anno fa.

Le imprese attive diminuiscono di 436 unità con una flessione del -1,3% (nello scorso trimestre era stata del -2,4%).

Le 382 nuove iscrizioni nel trimestre non sono sufficienti a compensare le 410 cessazioni, ma la dinamica su base annua è promettente considerata la crescita delle nuove iscrizioni (+5,8%) e il forte calo delle cessazioni (-7%).

Per quanto riguarda il complesso dei settori continua, ma con tendenza in leggera attenuazione, il calo delle imprese dell’edilizia e della manifattura mentre è più positiva la dinamica dei servizi alle imprese. Lo stock totale delle imprese operative nei comparti più rilevanti registra perdite consistenti nell’edilizia (-423 imprese attive, in gran parte artigiane, pari al -2,2% tendenziale contro il -3,1 precedente), nelle attività immobiliari (-138 pari al -2,2% contro variazioni ancora positive fino al precedente trimestre), nei trasporti (-46, pari al -2%), nella manifattura (-120 imprese, in larga misura artigiane, pari a -1,1% contro il -2,1% precedente) e nell’agricoltura (-49 pari al -1%). Variazioni positive rilevanti si riscontrano invece nei servizi alle imprese, noleggio e agenzie viaggio (+102, con rilevante componente artigianale, pari al +4,7% su base annua), nelle attività finanziarie e assicurative (+64, pari al +3,1%), nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+97, pari al +1,7%), oltre che nei servizi ICT (grazie alle imprese artigiane che alimentano anche il settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche), nella fornitura di energia elettrica, nei servizi di istruzione e sanità e nelle attività artistiche e di intrattenimento.

L’insieme delle attività del commercio (intermediari, all’ingrosso e al dettaglio) cresce di 63 imprese (+0,3% tendenziale).

Commenti

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  1. Scritto da il polemico

    il problema è che le chiusure,oltre a lasciare operai senza lavoro,non portano soldi nelle casse statali,emblematico il caso dell’edilizia,dove l’imu sta dando la mazzata decisiva al completo crollo del settore,e con i sodi incassati dall’imu forse non si riuscirà nemmeno a coprire le perdite per le mancate tasse sulle aziende fallite,oltre agli operai e agli ammortizzatori sociali che invece lo stato deve scucire..quando chi governa non guarda piu in la del loro naso,i risultati sono questi

    1. Scritto da Paolo

      Il problema sta nella classe dirigente e politica di tutto il dopoguerra (nessuno escluso) ladrona e cialtronesca! Poi ultimamente scopriamo al governo dei giovani amiconi capeggiati da un fiorentino accomunati dall’amore per la Leopolda…. mah….. Porta sempre la cravatta rigorosamente viola, perché è il premier di Firenze e non dell’Italia….

  2. Scritto da Paolo

    La Leopolda ci salverà, danziamo allegri sul Titanic…. Facile star allegri col cachet dei politici…. corposo e intascato da sempre anche a fronte di risultati disastrosi. Bella la vita così!