BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Squinzi alla Cgil in piazza “Ma lo sciopero non e’ una risposta”

"Non credo francamente che in questo momento di grave crisi manifestazioni o scioperi siano la migliore delle soluzioni". Lo ha detto il bergamasco Giorgio Squinzi, leader di Confindustria, chiudendo i lavori del convegno dei giovani imprenditori a Napoli.

"Non credo francamente che in questo momento di grave crisi manifestazioni o scioperi siano la migliore delle soluzioni".

Lo ha detto il bergamasco Giorgio Squinzi, leader di Confindustria, chiudendo i lavori del convegno dei giovani imprenditori a Napoli.

"Tutti siamo convinti che la questione cruciale sia far ripartire il lavoro e la domanda interna, questa, pero’, non si inneschera’ – ha aggiunto – senza un robusto impulso del Governo sugli investimenti in infrastrutture".

"Nello Sblocca Italia ci sono buoni incipit in questo senso, ma la profondita’ e la durata di questa crisi, che sembra – ha concluso – non finire mai, richiedono una terapia più robusta".

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da mario59

    Caro Squinzi..la crisi finirà se e quando qualcuno avrà il coraggio di affrontare il problema dell’equità della redistribuzione della ricchezza.
    Quando ai dipendenti verranno riconosciuti dei salari un po’ più decenti, anche i consumi aumenteranno e di conseguenza ripartirà anche il lavoro.
    Oggi solo il mercato delle auto di lusso non conosce crisi anzi proprio l’esatto contrario è chiaro che la crisi la subiscono i deboli, mentre i benestanti stanno sempre meglio, e il liberismo avanza.

    1. Scritto da Arets

      D’accordissimo. Leggendo i commenti precedenti (Polemico ecc.)mi vien da pensare che fino a quando si attaccherano i deboli e chi campa del proprio lavoro, i sindacati non si uscirà mai dalla crisi (soprattutto mentale)…Ma si il berlusconismo continuerà a fare danni.. Pua!

  2. Scritto da Luigi

    In tempo di crisi scioperare serve solo alle imprese, che per inciso sono quelle strozzate dalle tasse e che subiscono da decenni le estorsioni dello stato parassita e dei sindacati, che sono ancora prigionieri del conflitto di classe e fermi davanti al muro dei loro pregiudizi falliti. Senza impresa non c’è lavoro!

  3. Scritto da Arets

    Ma signor Squinzi lei lo stipendione a fine mese lo prende quindi non sa nemmeno cosa voglia dire la crisi, che riguarda chi non LAVORA.

    1. Scritto da Luigi

      Il problema non è lo stipendione, ma guadagnarselo, lei saquanto guadagnano la Camusso e Fassina, con i soldi delle tessere e delle nostre tasse? Pensa che abbiano cesto o prodotto lavoro? Io no, penso che siano anche soldi miei e piuttosto sprecati…