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Proteste a Hong Kong: io studente in Cina non riuscivo a saper nulla fotogallery

Omar Oueslati, 17 anni di Bergamo, sta frequentando un anno scolastico in Cina con il programma Intercultura. Scopre per caso dall'Italia che ad Hong Kong sta montando una protesta e supera i filtri dell'informazione imposti dal governo della Repubblica Popolare Cinese. Questo è il suo racconto.

Il movimento degli ombrelli o più semplicemente come avete già sentito o letto Occupy Central è una protesta nata la sera del 28 settembre 2014. Nasce con intenzioni pacifiche e richieste, a quanto parrebbe, molto semplici: i cittadini desiderano votare per dei candidati scelti da loro e non una lista di persone preparata dal governo di Hong-Kong, naturalmente comandato da Pechino.

Oltre centomila persone riversate sulle strade di una delle due Regioni amministrative centrali della Repubblica Popolare Cinese, Hong-Kong.

La protesta inizia pacificamente, con una sorta di marcia nel quartiere finanziario, dove si trovano gli stabili governativi.

Poi la folla comincia a spingere verso i poliziotti, sempre con le mani alzate, in segno di non violenza, ma la risposta dell’esercito è tutt’altra, tanto che ha cercato di sedare la folla in modo coercitivo.

Bene, starete pensando: "Queste cose noi le sappiamo già: dacci qualche informazione in più qualche curiosità che i telegiornali non trasmettono, d’altronde sei in Cina, a soltanto duemilacinquecento chilometri da Hong-Kong".

Forse questa domanda dovrei farvela io.

Eh sì, perché sono venuto a sapere queste informazioni tramite alcuni amici che durante una video chiamata, il 30 settembre scorso, mi hanno chiesto informazioni sulla protesta ad Hong-Kong.

Io ero scioccato, capite bene che non sapere nulla di una protesta nel Paese in cui vivi è davvero scandaloso.

L’informazione qui in Cina è relegata a telegiornali e giornali. Internet è bloccato, o meglio è bloccato quello che il Governo di Pechino considera scomodo.

CCTV News, il telegiornale delle 19, è visto praticamente da tutta la Cina. Gli argomenti e le notizie di cui tratta sono il Presidente che va ad inaugurazioni di fabbriche, che stringe patti con le nazioni, e a volte si concede sui problemi di densità di popolazione in Cina. Tutto ciò che riguarda il Governo risulta intoccabile. Così informarsi in Cina su che cosa sta avvenendo nella stessa Cina è impossibile. E’ uno po’ come essere in una gabbia.

Ora sono passati oltre venti giorni dalla protesta di Hong Kong e le informazioni cominciano ad arrivare molto più chiaramente, anche se con difficoltà.

Per dimostrarvelo ho pensato di intervistare la mia insegnante di cinese per vedere come era stata informata.

Miss Ke, una giovane insegnante di 24 anni.

Miss Ke ha saputo delle proteste di Hong-Kong?

“Si, circa 5 giorni fa”

Che cosa ne pensa delle proteste?

“Penso che il governo abbia fatto bene a sedarle perché adesso non possiamo permetterci sbandamenti, ma doppiamo pensare allo sviluppo economico”.

Come ha saputo delle proteste?

“L’ho saputo circa cinque giorni fa quando ha cominciato a circolare qualcosa sul Web, su alcuni siti cinesi, ma poi sono andata a controllare su un sito estero e ho scoperto tutt’altro, rispetto ai primi siti. Leggo quasi tutti in giorni il giornale e non avevo mai visto una notizia riguardo Hong-Kong, o per spiegarmi meglio se le avevo viste erano molto filtrate come notizie molto superficiali”.

Quindi pensa che ci sia una sorta di filtro di informazione del governo cinese?

“Ovviamente si, e tutti lo sanno ma tutti capiscono bene il motivo di questi filtri. Come ti ho detto prima ora la cina è in crescita economica e non possiamo permetterci disordini cittadini, o caos urbani dobbiamo pensare al nostro sviluppo.

Morale: se vuoi avere più informazioni devi trovarti un tuo modo per aggirare i filtri.

Omar Oueslati 

Commenti

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  1. Scritto da Geog

    che pessima insegnante!!

  2. Scritto da stefano b.

    sembra quasi di essere ai tempi del g8 a genova.
    solo che qui dicono che c’è la democrazia

  3. Scritto da Mattia

    quando la finiranno di farsi sfruttare forse l’euro si risolleverà FORSE?