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Mozzo, scontro col Comune per gli orti al Borghetto Parte la raccolta firme

A Mozzo monta il caso sugli orti sociali al Borghetto: i residenti lanciano la raccolta firme per chiedere la revisione e una diversa localizzazione del progetto, partendo dalla convinzione che l'area fosse vincolata a verde pubblico.

Promettono battaglia i residenti del Borghetto a Mozzo sulla questione degli orti sociali de “La Porta del Parco” di via Masnada: da qualche giorno è partita una raccolta firme per sensibilizzare il sindaco Paolo Pelliccioli e l’intera amministrazione comunale su quella che definiscono “la sfortunata localizzazione degli orti comunali” e per chiedere la possibilità dello spostamento.

Alla base della richiesta ci sono alcuni inconvenienti: “Gli orti in questione – dicono – confinano con alcune case private i cui proprietari lamentano disagi provocati dagli schiamazzi degli ortolani, dai rumori dei mezzi meccanici utilizzati, dagli odori di letame spesso usato anche fuori stagione e dalla costante presenza di persone al confine delle proprietà”.

L’area non piace ai residenti che la ritengono un pessimo biglietto da visita per il quartiere e per l’intero Comune perchè “disordinata e degradata”: una protesta che ha trovato il favore anche dei commercianti e in particolare dei gestori di alcuni ristoranti, che hanno ricevuto dai clienti qualche appunto sul contrasto che l’insediamento ha con il paesaggio circostante.

Ma il braccio di ferro è destinato a proseguire anche in altre sedi visto che, parallelamente, i residenti si sono affidati al sostegno di esperti tecnici ed avvocati: dal loro punto di vista, infatti, c’è stato un cambiamento della destinazione dell’area, originariamente “Verde pubblico” e poi adibita ad “Orto sociale”.

“Il Comune – accusano – ha indetto una procedura di gara per l’assegnazione di un complesso agricolo coltivato a vigneto includendo però all’interno del lotto in concessione anche aree che non avevano destinazione agricola ma che erano, invece, vincolate a verde pubblico”.

I residenti sostengono che i terreni antistanti le proprie abitazioni non rientrino nel Parco Agricolo Pubblico e siano contemplati come “Verde pubblico attrezzato”, destinato eventualmente all’installazione di modeste costruzioni per il gioco dei bambini.

“Il Pgt è in vigore dal 2006 – ribatte il sindaco Paolo Pelliccioli – Da parte mia c’è sempre stata la massima disponibilità al dialogo e apertura ad incontrare i residenti della zona che, dopo un primo approccio ad aprile, hanno poi preferito proseguire per altre vie, affidandosi ad un avvocato. L’area in questione è a destinazione Parco Agricolo Pubblico – taglia corto il primo cittadino -: sia gli orti che la casetta sono strettamente connessi alle attività del vigneto affidato alle cooperative Oikos, La Magnolia e Alchimia”.

Ma la raccolta di firme è già realtà.

Commenti

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  1. Scritto da Oscar

    A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.

    (Oscar Wilde)

  2. Scritto da Roberto Bonalumi

    La verità è che gli orti di Mozzo erano stati assegnati a cittadini non di Mozzo (perchè?) e solo dopo il mio intervento in consiglio l’amministrazione ha dovuto rifare il bando allargandolo anche ai cittadini residenti. Il sito è profondamente sbagliato xkè attaccato alle case e su un fronte strada, e fornisce un colpo d’occhio davvero brutto. Ho suggerito una diversa localizzazione poco più a monte ma nulla

    1. Scritto da cua de paja

      Lo spiegni a “Proprietario” che qualche scaramuccia c’è stata in consiglio e mi scusi senza voler insergnare nulla a nessuno ma … non era possibile fare una stesura di uno straccio di regolamento comunale per normare l’uso e conduzione di un orto sociale? Si sarebbero evitati abusi ed usi errati.

      1. Scritto da Proprietario

        Sia onesto e non accampi scuse infantili: come fa a sapere delle “scaramucce” in consiglio mentre dice di non conoscere la situazione a Mozzo? Stai a vedere che gli amministratori intervengono e commentano in forma anonimo-codarda… Ecco spiegato il perché di certi comportamenti… an và bé!!

        1. Scritto da cua de paja

          Perennemente sospettoso e in malafede … faccia una ricerca in rete e sui media e poi troverà le beghe di Mozzo … e po dopo Moss l’è mia New York e Berghem l’è mia l’America, dom !!!

    2. Scritto da Dottore

      Come dimenticare lo sbazio in zona Carrefour, quello abbandonato dal comune perché non in posizione “vetrina” come al Borghetto? Mi riferisco all’ex campetto da cross, dove tossici e topi vivono in beata simbiosi! Area ampia e cirgondata da strutture e impianti. Però ahimè defilata e non visibile ai fini propagandistici

  3. Scritto da cua de paja

    Non conosco la situazione di Mozzo nei dettagli e forse mi sbaglio, ma da come si leggono i fatti nell’articolo pare più uno scontro all’interno del consiglio comunale che viene pompato e servito in pasto ai cittadini. E noi il prossimo anno accogliamo evento che ha per tema “Nutrire il pianeta. Energia per la vita” ? Mah,sono perplesso

    1. Scritto da Proprietario

      Il consiglio comunale è il luogo ultimo della battaglia delle opinioni che si sviluppa anche al di fuori dell’aula comunale. Tutto il resto, compreso quello che lei insinua, è semplicemente la negazione della democrazia (=il potere del popolo), l’apparire e il mettersi medaglie e non perseguire il bene della intera comunità. Basta con i proclami e l’ossessione di fare “bella figura”!! Servizio in silenzio, questo chiede la gente.

      1. Scritto da cua de paja

        Ogni intrevento con opinioni diverse dalla sua è antidemocratico e fuorviante? Qualche scaramuccia in consiglio c’è stata e viene confermata da Bonalumi. Non vedo il parallelismo orti=degrado anzi le frequentazioni degli ortolani creano un presido e un controllo del territorio più di un parchetto giochi malfrequentato. La zona dove abito e casa mia è circondata da orti sociali e non ed è molto richiesta ed ambita al punto è una delle poche dove non ci sono abitazioni vuote o sfitte.

        1. Scritto da Proprietario

          Per togliere il degrado ci vogliono gli orti? Allora perché non farli in zona tombotto oppure nella zona bowling/Carrefour? Di terreni comunali incolti ce ne sono anche la. Al borghetto ci sono già abbastanza telecamere private, nel tombotto la situazione è al limite, chieda quante lettere sono arrivate in comune. Al borghetto è meglio un bel prato verde che il guazzabuglio inguardabile attuale.

      2. Scritto da gino

        giusto perchè si parla di democrazia e rispetto delle regole sarebbe curioso sapere se il “Proprietario” ha fatto regolare richiesta per l’installazione della rete oscurante sull’esterno della sua “proprietà” presso l’ufficio del comune. Si vocifera di no. Quindi?

        1. Scritto da Proprietario

          Quale rete? Di quale proprietà? Sia preciso, sig. Gino, non si capisce. Il suo mi sembra un intervento provocatore e fuorviante, forse non ha argomentazioni valide?

  4. Scritto da residente

    BERGHEM, probabilmente il puzzo di letame confà a casa tua e nulla ti vieta di tenerlo!! che i residenti abbiano schifo è lecito come lecito è il TERRORE di svalutazione immobiliare. Quello stesso comune che oggi se ne frega HA PRETESO fior di quattrini di chi ci abita con tutti gli oneri ed i costi annessi. Il minimo sarebbe un po’ di rispetto per chi HA SOSTENUTO e CONTINUA A SOSTENERE un comune tanto menefreghista!

  5. Scritto da pacio

    siamo alle solite quando arrivano ad amministrare i compagni stravolgono a loro piacimento tutto purche riguardi i loro Compagni, è li da vedere, ache altri comuni amministrati da loro fanno quel che vogliono secondo le loro regole infischiandosi dei regolamenti, lè roba vecchia, loro possono… siamo in un regime….catto Comunista…

  6. Scritto da Francesco Mancin

    Quell’area non è verde pubblico attrezzato, ma parco agricolo pubblico, P.A.P. zona giallo-verde. Lo stesso colore lo si usa per il verde pubblico attrezzato, ma in combinazione con il nome della zona.

  7. Scritto da conrad

    In effetti in zona si vedono centinaia di trattori, tir di letame a tutte le ore del giorno e della notte, contadini che urlano e ballano nudi sopra pomodori e lattuga……uno schifo……

  8. Scritto da Marta

    DOVE SI PUÒ FIRMARE?

    1. Scritto da gino

      al bar degli orti

  9. Scritto da valerio

    Se al sindaco piacciono così tanto gli orti sociali (nome orrendo, ricorda il periodo comunista dei peggiori Stati conosciuti a questo mondo) perché non se li fa nel suo giardino, così non rompe le scatole a nessuno? E il commento di Berghem francamente è penoso… ma cosa vuol dire ricordare le umili origini? Dobbiamo rimanere umili???

    1. Scritto da conrad

      Gli orti sociali sono per chi non ha il giardino. Certo, meglio lasciare una zona incolta e con le erbacce che far crescere pomodori.

  10. Scritto da BERGHEM

    L’ area del Borghetto e’ nota per l’ alto valore degli immobili, non sara’ che costoro hanno paura di vedersi svalutare gli immobili a causa del cambio di destinazione d’ uso del verde? Per conto mio sto dalla parte degli ortolani.Primo, in tempi di crisi, credo sia doveroso che ogni comune si doti di orti, sia per anziani sia per persone senza un’ occupazione. E poi un po’ di puzza di letame sotto il naso non fa male a nessuno, serve a ricordare le umili origini della vera gente Bergamasca …

    1. Scritto da Proprietario

      Perciò l’attuale amministrazione disprezza la proprietà privata e il mentenimento del suo valore? Questo è il meccanismo perverso di rendere delle aree di un certo livello sempre più degradate. Il modo rapido di rendere normale il degrado di un paese così bello come il nostro. Siamo sicuri che gli amministratori vogliano il bene della collettività oppure solo solo di una piccola parte?

      1. Scritto da gino

        basta, via gli orti !!!
        poi metteteci 3 campi da basket ad accesso libero con illuminazione cosicchè si possa giocare anche di sera

    2. Scritto da Il Naggio

      Ho gli orti sotto casa (zona Celadina) e le assicuro che l’odore di letame non si sente. Probabile che la motivazione sia la prima che ha esposto.