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Fare business in Africa Risorse ma poche strutture Una grande opportunità fotogallery

Sesto ed ultimo incontro del ciclo “Internazionalizzarsi per competere al meglio 2.0”, con un focus su Sud Africa, Mozambico e Nigeria: le opportunità per le aziende bergamasche in paesi con tante risorse ma poche strutture che, nonostante alcune criticità, hanno economie in espansione.

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Economie in espansione e politiche interne che mirano ad incentivare gli investimenti esteri e le importazioni: è questa la strategia di alcuni Paesi africani, ricchi di risorse, che sono però carenti dal punto di vista infrastrutturale ed è in questa direzione che le aziende bergamasche potrebbero inserirsi per costruirsi nuove opportunità di business.

E’ stato questo il tema del sesto ed ultimo incontro del ciclo di incontri “Internazionalizzarsi per competere al meglio 2.0” che ha focalizzato la propria attenzione su Sud Africa, Mozambico e Nigeria, grazie al supporto dell’Ufficio Estero di Ubi Banca: Paesi che nonostante alcune criticità e problematiche possono rappresentare un mercato interessante per le aziende bergamasche.

“Fare business in Africa – commenta Cluadio Gervasoni, Responsabile del Punto Finanziario di Confindustria Bergamo – non è come farlo in Europa, Stati Uniti, Canada o Emirati Arabi, per citare alcune zone che sono state oggetto del nostro ciclo di incontri. È fondamentale avere alcune conoscenze, linguistiche prima di tutto, ma anche culturali. Internazionalizzarsi per un’azienda significa sopravvivere e riuscire a competere sui mercati: ormai è d’obbligo andare oltre il confine per trovare particolari condizioni, che può essere un costo di produzione minore, nuovi mercati di sbocco e creare sinergie tra unità produttive italiane e altre che si possono insediare all’estero”.

Al tavolo della discussione c’erano anche Stefano Lania, Responsabile del Servizio Fiscale e Societario di Confindustria Bergamo, Marco Rosati, Responsabile Funzione Desk Italia di Simest, Lorenzo Tassini, Esperto Sud Africa di Banca Popolare di Bergamo, Marcello Saponaro, presidente della Logimar e Paolo Perani, Strategic Business Development Manager di ABB Spa Divisione Power Products.

Durante l’incontro sono stati analizzati gli aspetti finanziari e agevolativi dell’internazionalizzazione delle imprese, tra cash pooling, aspetti contrattuali e fiscali, finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto a disposizione delle aziende.

“Ogni Paese ha le sue criticità e i suoi vantaggi – ha sottolineato Marco Rosati – In Mozambico, ad esempio, è appena stato scoperto un enorme giacimento di gas che potrebbe soddisfare 13 volte tanto il fabbisogno annuo di Germania, Italia e Francia insieme. Aziende che si occupano di questo campo hanno sicuramente ottime prospettive, così come tutte quelle della filiera dell’edilizia visto che in quella zona non ci sono infrastrutture: strade, aeroporti, edifici, impiantistica in generale mancano. Altre possibilità di business si aprono anche per tutta la catena agroalimentare: non hanno ancora certificazioni per esportare ed hanno bisogno di qualcuno che curi tutta la filiera: a ciò si aggiunge che il Mozambico ha un debole per l’Italia che risale ai tempi della Guerra Civile e del supporto della Comunità di Sant’Egidio. Tra i tre è forse il Paese più facile e anche il governo italiano sembra puntarci con decisione. Il Sud Africa, avendo avuto una dominazione europea, è il più avanzato e quindi non è facilissimo penetrare. In Nigeria può esserci qualche problema dal punto di vista dei rapporti istituzionali ma è un Paese ricco di risorse. L’Africa è un mercato tutto sommato complicato ma pieno di opportunità: hanno materie prime ma poche strutture”.

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