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La polemica

Pensioni al 10 del mese, la Cisl contro il governo: “Che abbiamo fatto?”

Fa discutere la decisione di spostare dall’1 al 10 del mese il pagamento della pensione. La Fnp – Federazione nazionale pensionati della Cisl esprime il proprio disappunto verso il provvedimento del governo Renzi: “È inaccettabile. Ma cosa abbiamo fatto di male?”.

Un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani. Così, la Fnp – Federazione nazionale pensionati di Bergamo giudica l’ultima decisione del Governo di rinviare dall’1 al 10 di ogni mese il pagamento delle pensioni. Una decisione “inaccettabile”, anche in virtù del fatto che “il governo non ha previsto per loro alcun tipo di aiuto e di sostegno ma ha pensato come complicargli ulteriormente la vita. È semplicemente inaccettabile. Ci domandiamo cosa abbiano fatto di male i pensionati e gli anziani per essere trattati così”.

La Segreteria Fnp di Bergamo, in una nota ufficiale, esprime infatti tutta la sua contrarietà alla decisione contemplata nella Legge di Stabilità che prevede lo spostamento del pagamento dal 2015 per i pensionati Inps al 10 di ogni mese. “Tale decisione – dice la nota – è mitigata dal fatto che essa avviene a gennaio, quando cioè si presume che in tasca abbiano ancora la tredicesima”.

Da li in poi gli assegni saranno versati sia per pensionati Inps che INPDAP ogni trenta giorni. Ma la nuova data cambia comunque abitudini vecchie di decenni: i pensionati Inps che usavano l’assegno magari per pagare l’affitto, che di norma scade il 5 del mese, dovranno avere l’accortezza di mettere il gruzzolo da parte per non trovarsi inadempienti. “Tutto ciò esaspera la già difficoltosa condizione delle famiglie italiane all’interno delle quali i pensionati rappresentano gli unici ammortizzatori sociali, su cui si carica un welfare che lo Stato ha oramai dimenticato. Nei mesi scorsi abbiamo assistito a proclami con i quali si annunciava l’introduzione degli 80 euro anche per i pensionati ma ad oggi nessun sostegno, nessun aiuto ad una fascia di popolazione che, più di ogni altra, sta soffrendo la crisi in atto: il 43,5% riceve meno di 1.000 euro lordi al mese di questi più di 2 milioni percepiscono meno di 500 euro: pensioni che non permettono di arrivare alla fine del mese. Un governo che rispetta i pensionati avrebbe dovuto scegliere la soluzione più favorevole visto che l’89% dei titolari di assegni Inps sono già pagati il primo del mese. Il Governo invece ha preso una finta soluzione mediana: pagare in ritardo nove pensionati su dieci e anticipare il pagamento al decimo pensionato”.

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