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Diritti civili

Nozze gay all’estero, a Bergamo per ora nessuna richiesta

Ancora nessuna richiesta a Bergamo per trascrivere le nozze celebrate all'estero tra persone dello stesso sesso. Gli uffici di Palafrizzoni, al contrario di molti altri Comuni italiani, ad oggi non hanno ricevuto nessuna istanza di riconoscimento. Il sindaco Giorgio Gori per ora non è chiamato a forzare la mano come hanno fatto i primi cittadini di Roma, Milano, Udine, Bologna, Reggio Emilia, Livorno, Empoli.

Ancora nessuna richiesta a Bergamo per trascrivere le nozze celebrate all’estero tra persone dello stesso sesso. Gli uffici di Palafrizzoni, al contrario di molti altri Comuni italiani, ad oggi non hanno ricevuto nessuna istanza di riconoscimento. Il sindaco Giorgio Gori per ora non è chiamato a forzare la mano come hanno fatto i primi cittadini di Roma, Milano, Udine, Bologna, Reggio Emilia, Livorno, Empoli. A Roma è in atto una guerra istituzionale tra Ignazio Marino e il prefetto Giuseppe Pecoraro che, fedele alla circolare emanata dal ministro degli Interni Angelino Alfano, ha annunciato l’annullamento dell’atto sottoscritto per 16 coppie omosessuali. Il sindaco della Capitale ha raccolto il guanto di sfida: “Se il prefetto annullerà la trascrizione chiederò i pareri legali per comprendere la legittimità di un eventuale annullamento. Io faccio il mio lavoro e oggi ho difeso i diritti dei cittadini – ha commentato Marino -. Il prefetto ha il diritto di opporsi a queste dichiarazioni d’amore”. E a chi gli chiede se potrebbe ricorrere alla Unione Europea, risponde: “Certamente io difenderò la mia posizione“.

Il tema dei diritti civili però non rimarrà a lungo fuori dall’agenda del sindaco Gori. Il programma elettorale con cui il centrosinistra ha vinto le ultime elezioni contempla infatti l’istituzione di un “regolamento per il riconoscimento di tutte le coppie di fatto registrate all’anagrafe per l’accesso ai servizi comunali a parità di condizioni. Il rilancio e la piena attuazione del tavolo contro l’omotransfobia. La creazione della casa dei diritti: un luogo che offra spazi alle associazioni contro la violenza di genere e contro ogni forma di discriminazione, anche sulla base dell’orientamento sessuale. Partecipazione alle campagne nazionali contro la discriminazione e rafforzamento della partecipazione del comune di Bergamo alla rete Ready”. Il punto saliente è la creazione del regolamento per la registrazione delle coppie di fatto o del registro delle unioni civili. All’ex sindaco Roberto Bruni non era andata bene. Parte della maggioranza si è schierata contro l’istituzione e la proposta fu bocciata.

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