BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Investigatori privati tra tradimenti e brevetti “Le donne sono più furbe”

Lontano dalla rappresentazione tipica che se ne fa in tv, l'investigatore privato non è solo azione e adrenalina: pazienza e determinazione sono fondamentali. A Bergamo il primo studio è stato la Investigazioni San Giorgio: un centinaio di casi all'anno, distribuiti tra aziende e privati, che li portano anche in altri continenti.

Più informazioni su

Competenza, pazienza, determinazione, istinto, intuizione e genio: questo è l’investigatore privato, figura da sempre misteriosa ed affascinante al tempo stesso che, ultimamente, dopo essere stata quasi mitologica in ambito letterario è ormai abusata in ambito cinematografico.

Il primo studio professionale a Bergamo è stato la Investigazioni San Giorgio, nata nel 1946 (prima in via Paglia e Quarenghi e ora in via Verdi 2) per volere di Mario Ceci e ora gestita da Luigia Barbieri, titolare con licenza investigativa di natura prefettizia, e dall’amministratore delegato Luca Ceci, che è anche responsabile operativo e coordinatore degli altri investigatori che compongono la squadra.

In media la Investigazioni San Giorgio si trova ad affrontare dai 60 ai 100 casi all’anno: partendo dall’ambito territoriale si trovano spesso a dover oltrepassare i confini regionali, nazionali e talvolta anche continentali.

Può essere il caso di un ragazzo che si costruisce una carriera universitaria fittizia e poi scappa quando la famiglia scopre il castello di bugie che si era costruito: lo ritroveranno in Francia. Ma non c’è solo azione, non parliamo di moderni Pepe Carvalho o Miss Marple, anche se all’apparenza le similitudini ci sarebbero tutte: un investigatore privato non è esattamente il personaggio che si aggira con fare circospetto, magari con una lente di ingrandimento e in un lungo impermeabile.

Chi si rivolge principalmente a voi?

Aziende e privati. Le aziende si rivolgono a noi per la sicurezza e attività di indagine e ricerca finalizzate alla verifica e all’accertamento di eventuali casi di concorrenza sleale, interna o esterna, contraffazione di brevetti, inadempienze contrattuali o assenteismo, fenomeno in crescita ultimamente. Il privato, invece, ha due modi per approcciarsi a noi: in modo diretto e autonomo o con l’intermediazione di un avocato o di un professionista che lo assiste in una procedura giuridica. Il caso più classico è quello della separazione tra coniugi: chiedono la verifica dell’infedeltà per poter dimostrare le responsabilità.

Dal punto di vista casistico, quale attività prevale?

Le richieste da aziende e privati complessivamente si equivalgono ma è difficile prevedere l’andamento del mercato o la natura dell’incarico: quest’estate, ad esempio, l’80% dei casi era di natura privata mentre in questo periodo prevalgono le richieste aziendali.

Quando un’azienda o un privato decide di affidarsi ad un investigatore privato?

Nella maggioranza dei casi quando c’è già un forte sospetto ma non si riesce a dimostrarlo ma c’è anche una piccola fetta di mercato che è caratterizzata da persone particolarmente sospettose che chiedono una verifica senza avere grossi elementi.

Il cliente tipo delle vostre investigazioni che caratteristiche ha?

Il target medio è quello dei 35-40 anni, l’ambito quello sentimentale. Negli ultimi anni c’è stato un incremento degli incarichi commissionati dai genitori per il controllo dei figli: ci sono anche casi limite legati all’uso e lo spaccio di stupefacenti, delinquenza, abuso di alcool o di gioco d’azzardo. Chiedono di verificare questo tipo di situazione che portano magari all’abbandono della scuola, della famiglia o a rogne legali. In questi casi da parte nostra forniamo anche il supporto di uno psicologo per il reinserimento del ragazzo. Ma ci sono anche giovani insicuri del partner o clienti che vogliono ritrovare persone con le quali hanno avuto magari una conoscenza superficiale e fugace.

Più uomini o donne?

Anche qui le percentuali sono quasi identiche. La differenza è di natura operativa: gli uomini generalmente sono più facili da individuare e predisposti ad un meccanismo di preludio, toccata e fuga. Le donne invece sono più astute, più brave a gestire la situazione e portate a cercare certezze.

L’identikit del perfetto investigatore privato qual è?

Bisogna essere preparati, intuitivi, istintivi, geniali, riservati, determinati e infinitamente pazienti. Operiamo più in campo civile ma è nel penale che gestiamo le indagini più complesse: molestie, stalking, diffamazione, danneggiamenti, furti: in tali circostanze possiamo monitorare e documentare la responsabilità tramite osservazione diretta o con l’ausilio di supporti fotografici, video e audio, sempre a seguito di regolare autorizzazione dell’autorità giudiziaria.

Quindi cosa c’è di vero nelle interpretazioni cinematografiche del personaggio?

E’ un mito che vorremmo un po’ sfatare: l’attività investigativa non è solo azione ed adrenalina. Servono una adeguata formazione, pazienza, determinazione e testardaggine: questi sono sicuramente elementi fedeli a quello che è il vero investigatore privato.

Dove lavorate in prevalenza?

Le richieste maggiori arrivano dall’ambito locale, inteso come Lombardia e Nord Italia ma poi battiamo sostanzialmente tutto il territorio nazionale. Spesso abbiamo anche lavori che ci portano all’estero: per i privati siamo stati in Francia, Spagna, Turchia; per le aziende in Inghilterra, Olanda, Thailandia. Abbiamo fatto ricerche anche a Cuba, Polinesia, Germania e Cina.

C’è qualche caso curioso sui quali vi siete trovati a lavorare?

Ce ne sarebbero tantissimi da raccontare. Il lieto fine è gratificante, come nel caso di figli che grazie a noi hanno ritrovato un genitore in Brasile. C’è stato anche il caso di un uomo che si era stabilito a casa della fidanzata ma un padre sospettoso ci ha chiesto di indagare su di lui: è emerso che era evaso dal carcere, era pericoloso e si era costruito una nuova identità, trovando rifugio in questa casa. Ma qualcuno si presenta da noi anche solo con una fotografia e un nome, chiedendoci di rintracciare quella persona.

Gli spostamenti a Cuba e Polinesia sono forse i più lunghi che avete dovuto compiere. Cosa vi ha portati lì?

A Cuba il cliente voleva rintracciare un suo avo che presumeva avesse vissuto lì in epoca coloniale, tra la breve dominazione inglese e quella spagnola. Grazie a corrispondenti locali abbiamo avuto accesso ad archivi storici, universitari, religiosi e alla fine abbiamo trovato ciò che il cliente cercava. In Polinesia, invece, dovevamo ricostruire i passaggi di una certa persona in determinate località.

Quali sono le probabilità di successo di un’indagine?

E’ decisamente alta, quasi sempre il sospetto del committente viene poi confermato dalle indagini e si rivela fondato. Questo anche perchè, come dicevamo, si rivolgono a noi persone che hanno già forti sospetti e ci chiedono solamente di confermarli.  

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.