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A4, 1746 multe per velocità mai notificate: 23 agenti rischiano il processo

Nuovi particolari sulla maxi inchiesta che ha coinvolto la polizia stradale di Como: le multe non contestate e relative al Tutor lungo l’autostrada da Bergamo a Milano passano da 1.463 a 1.746, per un danno erariale di 316mila euro

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Si sono chiuse con 23 notifiche da parte del pubblico ministero Massimo Astori le indagini riguardanti la maxi inchiesta che dal marzo scorso sta coinvolgendo la polizia stradale di Como.

Un caso che sconvolse la città lariana, decapitando i vertici del corpo, ovvero il comandante Patrizio Compostella e il vice Gian Piero Pisani. Ma con i loro nomi, sul registro degli indagati, sono rimasti scritti anche quelli di altri 18 agenti, più il responsabile dell’ufficio verbali della polizia locale di Como e due impiegati civili del ministero in servizio alla stradale.

Le vicende sono ormai note e riguardano diversi capi di imputazione in merito a multe fatte togliere oppure a contravvenzioni mai notificate agli automobilisti pizzicati in fallo. Ora le difese degli indagati avranno tre settimane di tempo per far pervenire alla Procura le proprie controdeduzioni, oppure per far interrogare gli assistiti. Al termine di questo periodo, la parola passerà di nuovo al pm che valuterà se chiedere o meno il processo.

Ma emergono nuovi particolari. In merito alla contestazione al capo A, infatti (l’ipotesi di reato è di falso), le multe non contestate e relative al Tutor lungo l’autostrada da Bergamo a Milano sono ulteriormente lievitate passando da 1.463 alle attuali 1.746. Per un danno erariale che, dunque, dovrebbe essere superiore a quello stabilito inizialmente di 316mila euro.

Ma nelle contestazioni avanzate dal pm è rimasta anche l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio relativa a una serie di di contravvenzioni rimediate dagli agenti della stradale e fatte togliere con la scusa dei motivi di servizio che in realtà, secondo la tesi dell’accusa, non sussisterebbero.

Non mancano infine le accuse sull’uso oltre le regole dell’auto di servizio e per motivi del tutto personali – come andare al “Casta Diva” per farsi firmare autografi da attori stranieri – oppure una serie di violazioni al Codice della Strada (con punti della patente tolti) rimediate con la giustificazione dei «motivi di servizio» anche se, secondo la Procura, l’agente era in ferie o a riposo e si trovava al volante non di un’auto della polizia ma della propria.

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Commenti

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  1. Scritto da San Grillo

    Grillo era un pirla, vero, dicendo che andavano mandati a casa tutti perché irrecuperabili? San Grillo salvaci tu!!!

  2. Scritto da A.Z. BG

    Speriamo l’abbiano fatto per stare con i cittadini.

  3. Scritto da virgil

    strano, non l’avrei mai detto che le forze dell’ordine si cancellano le multe…. sarà sicuramente un caso isolato.