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Diritti civili

Nozze gay all’estero, i 5 stelle incalzano Gori: “Sindaco, le trascriverà?”

Nei giorni scorsi i sindaci di molte città italiane hanno “sfidato” il ministro dell'Interno Angelino Alfano trascrivendo nel registro delle unioni civili i matrimonio celebrati all'estero tra coppie dello stesso sesso. Giuliano Pisapia, Ignazio Marino e tanti altri primi cittadini hanno firmato i documenti per riconoscere formalmente coppie omosessuali. Il dibattito si è scatenato in tutta Italia e ora arriva anche a Bergamo grazie all'interpellanza depositata a Palafrizzoni dai due consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Bergamo Marcello Zenoni e Fabio Gregorelli. I due esponenti stellati chiedonoa Giorgio Gori come intenda comportarsi.

Nei giorni scorsi i sindaci di molte città italiane hanno “sfidato” il ministro dell’Interno Angelino Alfano trascrivendo nel registro delle unioni civili i matrimonio celebrati all’estero tra coppie dello stesso sesso. Giuliano Pisapia, Ignazio Marino e tanti altri primi cittadini hanno firmato i documenti per riconoscere formalmente coppie omosessuali. Il dibattito si è scatenato in tutta Italia e ora arriva anche a Bergamo grazie all’interpellanza depositata a Palafrizzoni dai due consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Bergamo Marcello Zenoni e Fabio Gregorelli. I due esponenti stellati chiedonoa Giorgio Gori come intenda comportarsi e nel finale del testo esprimono la loro posizione sull’argomento. “La trascrizione dei matrimoni avvicinerebbero Bergamo ad una dimensione moderna, europea e attenta ai diritti civili”.

Ecco il testo:

Recentemente diverse amministrazioni comunali stanno provvedendo alla trascrizione nei registri di stato civile dei matrimoni celebrati all’estero. Si tratta dunque non certo di dichiarare che due persone sono state sposate in Italia, cosa che ovviamente ad ora non è possibile fare in quanto l’Italia non ha ancora una legislazione in materia, bensì più semplicemente di certificare, ad opera degli uffici comunale, che due persone risultano sposate, appunto, all’estero.

Considerato che una certificazione di questo tipo può servire a molte cose: ad esempio, in un eventuale contenzioso, per provare in giudizio la durata e la stabilità della convivenza; soprattutto, per godere dei diritti attribuiti al coniuge dalla legislazione europea. La legge attuale prevede che la trascrizione possa essere negata solo per contrarietà all’ordine pubblico, e il matrimonio contratto all’estero tra persone dello stesso sesso chiaramente non lo è. Le recenti dichiarazioni del ministero degli Interni in materia non trovano riscontro nell’impianto legislativo in quanto la legge dispone che, dopo che un atto è stato trascritto, solo l’autorità giudiziaria può pronunciarsi sulla sua cancellazione (non è di competenza del prefetto ne del ministero).

Chiediamo al sindaco se intende procedere nella direzione che è già stata intrapresa dal sindaco di Roma, Milano, Bologna, Firenze, Udine consentendo la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero tra coppie dello stesso sesso e avvicinando così Bergamo ad una dimensione moderna, europea e attenta ai diritti civili.

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