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Leva civica volontaria Regionale: via libera al progetto di legge

In commissione sanità ha ottenuto il via libera il progetto di legge sulla leva civica volontaria regionale. Il servizio è rivolto ai giovani dai 18 ai 28 anni, per accedervi saranno necessari due anni di residenza in Lombardia.

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Via libera in Commissione Sanità, presieduta da Fabio Rizzi (Lega Nord), al progetto di legge sull’istituzione della leva civica volontaria regionale. L’obiettivo dello strumento legislativo è quello di fornire ai giovani un percorso di esperienza di “cittadinanza attiva”, attraverso progetti di servizio (assistenza, valorizzazione storico-artistico-ambientale, organizzazione di attività educative, culturali, sportive ma anche economia solidale e protezione civile) che possano contribuire alla formazione e siano da stimolo nella partecipazione della vita comunitaria.

A favore del progetto di legge, che adesso dovrà andare al voto del Consiglio regionale per la sua definitiva approvazione, hanno votato Forza Italia, Lega Nord, Lista Maroni Presidente e Nuovo Centrodestra, mentre il Partito Democratico ha votato contro e il Movimento 5 Stelle si è astenuto. Il servizio è rivolto ai giovani dai 18 ai 28 anni. Ai volontari che parteciperanno ai progetti dovrà essere corrisposta un’indennità mensile pari a quella percepita dai volontari in servizio civile nazionale (433 euro netti).

I progetti, per i quali dovrà essere indicata la data di inizio, la durata e l’indicazione dell’orario settimanale, che potrà essere fino a un massimo di 30 ore settimanali, non potranno in ogni caso essere superiori ai 12 mesi. In commissione si è discusso molto sul principio di residenzialità. Nel documento inziale si parlava di almeno cinque anni di residenza in Lombardia. Il PD, con un emendamento presentato da Marco Carra, ha proposto la sua cancellazione, mentre il consigliere Dario Violi del Movimento 5 Stelle ha chiesto che fosse abbassata a un anno. Alla fine, la mediazione della relatrice Silvana Saita (Lega Nord) ha fissato, con il voto favorevole della maggioranza e dei Cinquestelle e il voto contrario del PD, il principio della residenzialità in due anni, lo stesso inserito come criterio per accedere ai fondi Nasko e Cresco.

Per il 2014 le risorse messe a bilancio sono di 200 mila euro. Apprezzamento per il provvedimento è arrivato dalla maggioranza. Stefano Carugo (Ncd) si è augurato “una forte volontà di portare avanti il pdl perché si tratta di una vera e propria innovazione che porterà frutti nel campo sociale e della formazione”. Anche per Antonio Saggese (Lista Maroni) il “provvedimento è molto importante perché in questo momento di crisi delinea nuovi percorsi per i giovani anche in campo lavorativo”.

Secondo Marco Carra del Pd, la proposta è invece “solo la duplicazione della legge sul servizio civile regionale che non è andata mai a regime perché non c’è mai stata la volontà politica di applicarla. Il fatto che siano stati stanziati solo 200 mila euro per finanziare l’attuazione di questo progetto di legge mi fa credere che anche questo provvedimento farà la stessa fine”.

“Noi – ha detto Dario Violi del Movimento 5 Stelle – condividiamo lo spirito di questo provvedimento. Ci asteniamo perché il pdl poteva essere migliorato inserendo ad esempio l’obbligo della descrizione dei progetti e l’indicazione degli obiettivi, due indicatori che ne avrebbero consentito la valutazione qualitativa”.

Soddisfatta la relatrice Silvana Saita: “Con questo provvedimento, oltre a normare quello che è nato negli scorsi anni, si vogliono stimolare gli enti locali e la società civile ad investire sulle nuove generazioni, fornendo in questo modo una riposta concreta ai tagli dei trasferimenti statali. Quanto alle risorse, bisogna sottolineare che i 200 mila euro sono per il 2014. Siamo ad ottobre, dunque non si tratta di finanziamenti esigui, tutt’altro. Per il 2015 saranno individuate le risorse adeguate nel Bilancio di fine anno”.

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Commenti

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  1. Scritto da scettico

    Non mi convince. Secondo me, potrebbe essere più efficace un servizio civile obbligatorio per tutti/e su scala europea e a carattere residenziale. Come e quando?