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Addio a Paolo Ghilardi La pittura del Novecento perde una voce autorevole

Si è spento sabato 18 ottobre a Bergamo l'artista Paolo Ghilardi, una voce davvero significativa e originale nell'ambito del Novecento bergamasco e lombardo.

Si è spento sabato 18 ottobre a Bergamo l’artista Paolo Ghilardi, una voce davvero significativa e originale nell’ambito del Novecento bergamasco e lombardo.

Nato a Bagnatica nel 1930, risiedeva a Stezzano con la moglie Rina ed era da tempo malato. Artista ben noto e stimato a Bergamo sia per la personale indagine espressiva sia per la funzione civile dei suoi interventi e delle consulenze per la città e la provincia, il suo impegno nell’arte e per l’arte era cominciato presto con partecipazioni ad alcune tra le manifestazioni lombarde di maggiore rilievo del dopoguerra, il Premio Dalmine e il Premio San Fedele di Milano.

Il suo esordio figurativo fu fin da subito sperimentale, con accenti e sconfinamenti nel geometrismo e nell’astrattismo e con un’attenzione speciale per l’uso del colore come energia dinamica e vibrazione ottica. Una ricerca precocemente coraggiosa, in un contesto, quello bergamasco, non predisposto a riconoscere e valorizzare, già dagli anni Sessanta, un tipo di indagine lontano dai tradizionali canoni della visione.

A contatto fin da quell’epoca con l’ambiente internazionale che gravitava intorno alla Galleria milanese "Il Milione" di Ghiringhelli , Ghilardi sviluppò dapprima le serie dei quadrati monocromi o in scala policroma, a piani multipli o in rotazione, recuperando e affinando l’esperienza della tradizione geometrica europea. L’acrilico gli consentì poi di allargare le potenzialità progettuali ed espressive, esplorando gli effetti di un una traiettoria spezzata nello spazio non solo su tela ma anche a parete, a soffitto, a pavimento su nastri di alluminio verniciati e applicati alle superfici: il primo intervento di "environment", ossia di ambiente totale, fu organizzato alla Galleria Lorenzelli negli anni Settanta e si trattò della prima di molteplici esperienze in questa direzione che l’artista avrebbe condotto in gallerie italiane ed estere.

Nel ’77 iniziò la docenza di Teoria del colore e pittura all’Accademia Carrara e nell’82 fu chiamato dall’allora assessore all’urbanistica Franco Cortesi come consulente per il colore del centro storico, ruolo che svolse con passione e determinazione fino al 2005. In quella veste selezionò con sensibilità e competenza i colori delle facciate dei palazzi dei borghi storici effettuando anche notevoli recuperi di decori e affreschi antichi. Più recenti sviluppi della sua indagine espressiva lo hanno portato a creare strutture in vetro, in plexiglass, in ferro, in tessuto, con esiti formali assai interessanti e anticonvenzionali. In queste realizzazioni, spesso di ampia metratura, le diagonali e le rette nel gioco dei riflessi acquistano volume e policromia con interessanti effetti percettivi e di risonanza spaziale.

D’altra parte colore e spazio sono rimasti il punto di forza, il centro d’interesse della sua ricerca decennale, mai banale e sempre interdisciplinare, tra pittura, musica, scultura, architettura, urbanistica. Negli ultimi anni le istituzioni artistiche bergamasche hanno omaggiato la sua ricerca con rassegne antologiche di rilievo come quelle del 2007 in Gamec e nella ex Chiesa di San Pietro a Stezzano e quella del 2010 a Bergamo Arte Fiera.

Mentre tra le ultime occasioni espositive allestite in spazi privati, non va dimenticata la mostra "Cromodinamiche" voluta dall’amico Massimo Colleoni nel novembre 2011 presso lo showroom Colleoni di via Borgo Palazzo.

Artista apprezzato e amato non solo per l’estro e la magistrale abilità creativa ma anche per le spiccate doti di simpatia e umanità, Paolo Ghilardi in oltre sessant’anni di sperimentazioni dentro e oltre il quadro ha tracciato un segno indelebile nella storia dell’arte del secondo Novecento, contribuendo ad allargare la nostra sensibilità e il nostro sguardo verso nuovi e possibili assetti visivi e orizzonti espressivi. I funerali si svolgeranno a Stezzano lunedì 20 con partenza alle ore 15 dall’abitazione dell’artista in via Santuario 13.

Stefania Burnelli

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