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Riorganizzazione Ubi Banca Fiba: “Piano penalizza territori e lavoratori”

La Fiba Cisl giudica negativamente il piano “Tensioni occupazionali” presentato dal Gruppo Ubi: “Riteniamo inadeguata una politica aziendale volta solo al contenimento del costo del lavoro che chiede continuamente sacrifici ai lavoratori”.

Dopo l’annuncio della ridefinizione della rete distributiva del gruppo Ubi, che determinerà la chiusura di 114 punti operativi, con 1.277 esuberi di cui 500 entro quest’anno e un centinaio in Bergamasca, arriva la replica della Fiba Cisl che giudica negativamente un piano che penalizza i lavoratori e i territori: 

Il gruppo UBI, con informativa sindacale del 14 ottobre, ha avviato una procedura di riorganizzazione denominata “Tensioni occupazionali”, in un’ottica di “miglioramento del livello di competitività”, per “uno sviluppo organico del Gruppo in un’auspicabile prospettiva di ripresa reddituale, produttiva e commerciale”.

Le motivazioni con cui il Gruppo giustifica l’intervento sono di contesto (crisi economica e finanziaria, prospettive negative, erosione della marginalità del settore, innovazioni tecnologiche). Tra le leve d’intervento che il Gruppo intende adottare è prevista una razionalizzazione della rete di filali con la chiusura di 55 filiali e 59 minisportelli e la riqualificazione di 54 filiali in minisportello, alcuni interventi sul modello di filiale (con relative ricadute sugli inquadramenti e sui percorsi professionali), 500 esuberi di personale da gestire entro il 31 dicembre 2014 e ulteriori 777 esuberi (per un totale di 1.277 unità full time equivalent), il ricorso al distacco infragruppo, l’adozione di misure di mobilità territoriale, il “riposizionamento professionale” (demansionamento?!).

Siamo consapevoli che lo scenario attuale e le prospettive richiedano alle aziende di credito di adeguare il proprio modello organizzativo e di business alle mutate esigenze dei mercati di riferimento. Tuttavia riteniamo assolutamente inadeguata una politica aziendale volta esclusivamente al contenimento del costo del lavoro, che chiede continuamente sacrifici ai lavoratori (economici ed organizzativi, a causa della carenza d’organico), che abbandona alcuni territori presidiati storicamente dalle aziende del Gruppo, e che non investe nell’offerta di quei servizi innovativi proposti proprio nella piattaforma di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro dalla Fiba e dalle altre organizzazioni sindacali per il rilancio del settore.

Per questi motivi valutiamo negativamente il piano presentato, che sarà discusso nell’ambito della procedura sindacale che partirà a breve.

Commenti

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  1. Scritto da zorro

    Qiesti sono i risultati di tanti anni, troppi, di servilismo!!

  2. Scritto da Slap

    bravi cisl ecc. avete ben slurpato fino ad ottenere posti auto al coperto, agevolazioni per le famiglie, benefit di tutti i tipi svendendo i vostri colleghi che credevano in voi e vi hanno seguito votando male. E questo il risultato!!!!!!

  3. Scritto da Mitici

    Ma voi in occasione dell’assemblea del 20 aprile 2013 non siete quelli che hanno fatto accordo con questi signori? Abbiate almeno il buon senso di tacere!!!