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Natura.com di Bolgare Il dramma di 64 lavoratori in mobilità da dicembre

Sono 64 i lavoratori della Natura.com di Bolgare, società del gruppo bresciano La Linea Verde, per i quali, dopo un anno di cassa straordinaria, dal 9 dicembre scatterà la procedura di mobilità: monta la rabbia e la preoccupazione dei dipendenti.

Da dicembre scatta la procedura di mobilità per tutti i 64 dipendenti della Natura.com di Bolgare, società del gruppo bresciano La Linea Verde che si occupa di produzione e commercializzazione di prodotti orticoli di quarta gamma: il provvedimento era stato comunicato il 24 settembre scorso e, a meno di clamorosi stravolgimenti, entrerà in vigore il 9 dicembre, quando scadrà l’anno di cassa integrazione straordinaria.

Una notizia che ha mandato nello sconforto i lavoratori, quasi tutti di nazionalità indiana: 35 di loro sono rappresentati dallo Slai Cobas che mercoledì 15 ottobre ha deciso di non partecipare all’incontro in Apindustria Bergamo tra proprietà e sindacati dopo il rifiuto di far accedere anche i delegati.

“Dopo un anno di cassa integrazione e le iniziali promesse di non chiudere l’azienda – commenta il coordinatore Slai Cobas Sebastiano Lamera – siamo vicini alla mobilità per tutti i dipendenti. La motivazione data dall’azienda è quella di una generale contrazione del mercato, di necessità economiche e finanziarie e del fallimento di alcune importanti commesse con la Russia dovuto alla situazione Ucraina. Di pari passo, però, a Manerbio continuano investimenti e, a quanto ci risulta, anche assunzioni. Vorremmo anche capire qual è la situazione degli impianti di Bolgare, non vorremmo tra poco assistere alla riapertura, magari con lavoratori delle cooperative. Noi pensiamo che ci siano strade alternative alla mobilità: chiediamo, in alternativa, la cassa in deroga per attendere anche possibili evoluzioni dal mercato”.

Dal canto proprio i dipendenti vedono nell’imminente mobilità un motivo di rabbia e preoccupazione al tempo stesso: alcuni di loro lavorano nello stabilimento di Bolgare da tempo, da quando sono in Italia, e il licenziamento li getterebbe nello sconforto.

Da parte di tutti c’è la disponibilità a un trasferimento a Manerbio perchè, spiegano, l’unico obiettivo è quello di mantenere un’occupazione e garantire un futuro alle proprie famiglie: “Ci opponiamo alla mobilità, le promesse quando è partito il periodo di cassa integrazione non erano queste”.

Commenti

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  1. Scritto da zak

    https://www.youtube.com/watch?v=7GPgN_bRFTY#t=21

  2. Scritto da Magda

    prima ci fate venire in Italia poi ci licenziate ?

  3. Scritto da Rota Bruno

    cari lavoratori trasformatevi in imprenditori !Unitevi in coop chiedete in affitto un terreno al comune e con la vostra esperienze fate concorrenza al vostro datore di lavoro !

    1. Scritto da alberto

      Ah ecco, in coop, perché altrimenti tentare un’impresa normale qui in Italia è un suicidio! Mentre tutti praticoni di circolari e decreti al potere fanno mucchi di soldi devastando il tessuto sociale e lavorativo dell’Italia, per poter campare i lavoratori devono unirsi in coop, unico modo di fare impresa adesso… Che soddisfazione!