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Dal 15 ottobre si può accendere il riscaldamento Nuovo libretto obbligatorio

Da mercoledì 15 ottobre possono iniziare ad accendere i riscaldamenti gli abitanti di tutti i Comuni situati nelle zone climatiche contraddistinte dalla lettera "E".

“Da mercoledì 15 ottobre possono iniziare ad accendere i riscaldamenti gli abitanti di tutti i Comuni situati nelle zone climatiche contraddistinte dalla lettera "E". I Comuni siti nelle zone climatiche "F" invece, non hanno limitazioni temporali (potendo in qualsiasi momento accendere i riscaldamenti). 

E’ sempre opportuno informarsi anche presso il proprio municipio in quanto, in alcuni Comuni, possono essere adottati specifici provvedimenti in materia quali, per esempio, anticipazioni di accensione degli impianti rispetto al periodo previsto dalla legge. Lo segnala Appe-Confedilizia Bergamo, di cui è direttore Antonello Pagani, che coglie l’occasione per ricordare che mercoledì 15 ottobre è il giorno ultimo entro il quale tutti gli impianti termici e di climatizzazione (sia vecchi che nuovi) debbono essere dotati del nuovo libretto previsto dal decreto ministeriale 10.2.2014.

Come ha sottolineato il Ministero dello sviluppo economico nel comunicare la proroga (il termine inizialmente previsto per il primo giusgno scorso), il predetto adempimento “può avvenire in occasione e con la gradualità dei controlli periodici di efficienza energetica previsti dal d.p.r. 74/2013 o di interventi su chiamata per guasti o malfunzionamenti”.

Ovviamente ogni singolo condominio (o unità immobiliare se dotati di riscaldamento autonomo singolo o per gruppi) possono deliberare (o decidere) minori ore di accensione per adeguarsi alle condizioni climatiche o a specifiche esigenze. I Sindaci dei Comuni possono ampliare o ridurre, a fronte di comprovate esigenze, i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di accensione dei riscaldamenti nonché stabilire riduzioni di temperatura massima consentita sia nei centri abitati sia nei singoli immobili, dandone immediata notizia alla popolazione. Al di fuori di tali periodi, gli impianti termici possono essere attivati solo in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio e, comunque, con durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita in via ordinaria. E’, inoltre, consentito il frazionamento dell’orario giornaliero in due o più sezioni, con attivazione dell’impianto compresa tra le ore 5 e le ore 23.

Gli impianti termici destinati alla climatizzazione degli ambienti invernali devono essere condotti in modo tale da non superare i valori massimi di temperatura fissati dal D.P.R. n. 74/’13: – 18°C + 2°C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriale, artigianale e assimilabili; – 20°C + 2°C di tolleranza per gli altri edifici (fatte salve le eccezioni previste dalla legge). Il proprietario o il conduttore dell’unità immobiliare, l’amministratore del condominio o l’eventuale terzo che se ne è assunto la responsabilità, che non "mantiene in esercizio gli impianti" e non "provvede affinché siano eseguite le operazioni di controllo e di manutenzione secondo le prescrizioni delle normative vigenti" è punito con una sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3.000.”

Commenti

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  1. Scritto da MAURIZIO

    Nella legge che impiegato ci nomina dopo sette otto telefonate e 40 minuti persi, non c’è ovviamente scritto che “chi non paga un bollino di 8 euro è punito con una multa da 300 a 1500 euro”, ma cita la documentazione carente. La truffa linguistica “bollino -documentazione mancante” l’ha fatta la canaglia. E’ entusiasmante pagare 500 euro di avvocato per cercare di non farsene estorcere 8 euro dal ladro che si nasconde dentro la legge. 8 euro per 500mila impianti fa 4milioni di euro.

  2. Scritto da MAURIZIO

    I partigiani un tempo chiamavano il sistema mussoliniano la canaglia fascista. Oggi abbiamo la canaglia statalista, pubblica. Per dominare la gente non usa l’olio di ricino, ma le leggi truffaldine. La canaglia pubblica italiana mette una tassa di 8 euro sulla fattura relativa alla manutenzione della caldaia, ma la chiama “bollino”. Se non mettiamo il “bollino” una leggina perversa ci dà una multa da 300 a 1500 euro. Ma come? Evado 8 euro e mi multano per 1000? Magari fosse cosi semplice.

  3. Scritto da Carlos

    e chi li fa rispettare questi orari imposti? solo per il risparmio forse si rispettano altrimenti non è stato mai noto una sanzione amministrativa per aver superato questi limiti Carlos