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Buona scuola, il tour del Ministero Istruzione fa tappa a Bergamo

Patrizia Graziani, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, saluta l’arrivo in città, lunedì 20 ottobre, dalle 15 alle 17, all’Istituto Superiore “Giulio Natta” in via Europa 15, di Francesco Luccisano, Capo della Segreteria tecnica del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, per illustrare i punti chiave della proposta di riforma.

“Il Ministero dell’Istruzione ha scelto Bergamo fra le città dove ospitare concretamente il dibattito sulla “Buona scuola”, a ulteriore conferma che è conosciuta a livello nazionale l’eccellenza delle scuole bergamasche: i nostri istituti sono invitati a rispondere alla consultazione anche mettendo maggiormente in evidenza i loro progetti innovativi e le buone pratiche realizzate”.

Con grande soddisfazione Patrizia Graziani, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, saluta l’arrivo in città, lunedì 20 ottobre, dalle 15 alle 17, all’Istituto Superiore “Giulio Natta” in via Europa 15, di Francesco Luccisano, Capo della Segreteria tecnica del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, per illustrare i punti chiave della proposta di riforma.

A seguire sono previsti gli interventi di Patrizia Graziani e Mario Maviglia, dirigenti rispettivamente degli Uffici Scolastici Territoriali di Bergamo e di Brescia. All’incontro, organizzato come dibattito aperto, hanno già confermato la partecipazione esponenti del mondo scolastico, universitario, del settore produttivo e sociale, dell’associazionismo, genitori e studenti.

“La Buona Scuola” si propone come un’ampia consultazione popolare, finalizzata a raccogliere pareri e consigli in vista dell’avvio della riforma scolastica. E’ gradita e auspicata la rappresentanza di tutto l’associazionismo dei genitori, del mondo produttivo e del terzo settore, dei rappresentanti delle amministrazioni comunali. La scuola bergamasca possiede numeri imponenti per un’offerta formativa di qualità.

Quest’anno conta 171.854 studenti in 141 istituzioni scolastiche statali (98 istituti comprensivi, 41 istituti superiori e 2 centri provinciali per l’istruzione degli adulti) e, per le paritarie, in 242 scuole dell’infanzia, 33 primarie, 25 medie, 14 istituti superiori. “E’ importante che davvero tutti, dirigenti, docenti, genitori, studenti, gli amministratori, l’intera società, partecipino alla consultazione sulla Buona Scuola – prosegue Patrizia Graziani – perché la Scuola va vista con fiducia, messa al centro e considerata da tutti come un valore non negoziabile, costituendo una grande opportunità di futuro per tanti bambini e ragazzi”. Gli istituti scolastici bergamaschi sono invitati a inserire nei propri siti internet il link al portale “La Buona Scuola” (www.labuonascuola.gov.it).

Siti di riferimento: www.labuonascuola.gov.it

Commenti

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  1. Scritto da paola

    # Alberto concordo e aggiungo che sarebbe ora di considerare la scuola oltre che opportunità di futuro per i singoli anche risorsa e opportunità di crescita e sviluppo per il Paese. per questo il dibattito deve interessare anche i cittadini che nn hanno figli frequentanti la scuola. la scuola è motore formativo dei valori e dello sviluppo di un Paese. se gli studenti/individui saranno poi cittadini del mondo qs stessi valori viaggeranno con loro.

    1. Scritto da Alberto

      Infatti: la Professoressa Graziani non deve dirlo a noi come dovrebbe essere la scuola. Lo sappiamo benissimo che dovrebbe essere il primo e più importante motore per lo sviluppo e la crescita del Paese (passando da essa tutti i giovani in formazione che saranno gli adulti di domani). E’ al suo interno e tra i suoi membri, che spesso la scuola ha fatto da parcheggio per docenti e alunni….. Ma almeno gli alunni non prendono stipendi pubblici.

  2. Scritto da alberto

    Prosegue Patrizia Graziani – “perché la Scuola va vista con fiducia, messa al centro e considerata da tutti come un valore non negoziabile, costituendo una grande opportunità di futuro per tanti bambini e ragazzi”. Certo che la scuola va vista con fiducia, ci mancherebbe, non abbiamo alternative, dal momento che da lì dipende in bene o in male il futuro di un popolo. Vediamo se la scuola sarà capace di far “la scuola” e non soltanto lo stipendificio pubblico comodo a molti addetti!