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Galizzi: “L’orgoglio, la fiducia e la vergogna della fiscalità perversa”

Ercole Galizzi, presidente di Confindustria Bergamo, nel suo discorso all'Assemblea degli industriali, non ha mancato di rivendicare l'orgoglio degli imprenditori, la fiducia nel futuro, anche se ha sottolineato al Presidente del Consiglio Matteo Renzi "la spesa pubblica ha generato anche una fiscalità creativa, direi perversa: una vergogna".

È presidente di Confindustria Bergamo, ma non è uomo da casta, da privilegi, da diritti acquisiti. Ercole Galizzi è così: diretto, concreto e – soprattutto – odia i tempi morti.

Un imprenditore capace di prendere il tram delle Valli per raggiungere Nembro dove si svolge l’assise degli industriali e cogliere l’occasione nel tragitto di parlare con gli studenti sul loro futuro.

Un capitano d’impresa capace di leggere, tutto d’un fiato, le ventidue pagine su carta riciclata al 100% del suo discorso all’assemblea degli industriali. Nessuna pausa. Nessuna posa.

Forse anche per questo i quattrocento studenti presenti lunedì 13 ottobre alla Persico di Nembro hanno atteso ad applaudirlo. Ma quando lo hanno fatto, hanno riconosciuto la sua concretezza, la schiettezza del leader, la visione di un progetto da costruire insieme.

Galizzi afferma: “Il tema principale oggi è la capacità di mettere in atto il cambiamento richiesto dal mercato globale, con grandi di complessità e di velocità incredibili”. E ancora: “Agli imprenditori bergamaschi le sfide non fanno paura. Le nostre imprese hanno da tempo scelto di cambiare. E lo stanno facendo”.

Il presidente di Confindustria ricorda le sfide ambientali a cui erano chiamati negli anni Ottanta gli imprenditori che seppero creare, di fronte alle battaglie ideologiche, le green economy. E l’information technology che ha trasformato “il modo di produrre e l’organizzazione d’impresa”.

Ma chi forse si aspetta un messaggio ossequioso da Galizzi, visti gli illustri ospiti – per la prima volta all’assemblea di Confindustria erano presenti il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e la presidente di Expo 2015 Diana Bracco – ha dovuto ricredersi in pieno.

“Capisco che le limitate risorse, purtroppo, tolgono gradi di libertà al Governo Italiano – afferma Galizzi davanti a Renzi – però le politiche per l’attrattiva sono una priorità assoluta. Si tratta di adattare il metodo e di aumentare la velocità. Una scelta ardua se il Sistema Paese non fa prioritariamente la scelta di crescere. Confidiamo in lei, caro Presidente, per questo scatto d’orgoglio e di iniziativa. I tempi sono stretti, certe sue accelerazioni che sorprendono e generano scompiglio, lo capisco bene, sono il segnale di voler recuperare tempo prezioso. Si tratta di riportare fiducia nelle persone, fiducia nel nostro domani, fiducia nei nostri giovani”.

Dopo lo scatto d’orgoglio e la fiducia, Galizzi non manca di riflettere sulla “fiscalità perversa”.

“Come si fa ad investire quando imposte, tasse e accise si appropriano dei due terzi del valore prodotto con un differenziale rispetto ai Paesi sviluppati di quasi 25 punti percentuali?” chiede Galizzi. E ancora: “La recessione ha moltiplicato la crisi del debito pubblico e si è così scatenata la fiscalità locale – prosegue il presidente degli industriali –. Quest’anno le industrie bergamasche verseranno oltre 150 milioni di euro perché posseggono un immobile strumentale. Qualora si consideri anche il settore dei servizi, sono 300 i milioni di euro da pagare per la fiscalità locale, un carico che è aumentato in tre anni di quasi il 90%”.

E appunta: “L’accatastamento degli impianti è, a mio modesto parere, un vero e proprio accanimento contro gli investimenti: è una vergogna”. Senza remore Galizzi ripercorre tutti i punti critici che affrontano ogni giorno gli imprenditori, e davanti alle riforme annunciate da Renzi per i prossimi mille giorni il presidente di Confindustria Bergamo tende la mano: “con la politica saremo non amici tolleranti, ma partner”. Infine, una parentesi di tutto rispetto la dedica ai giovani: “Il nostro obiettivo è semplice: favorire l’occupazione dei giovani e implementare la competitività delle imprese. Lo strumento? L’alternanza scuola-lavoro”.

Commenti

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  1. Scritto da Paolo

    Il problema è che la semplificazione della burocrazia è stata affidata a chi di burocrazia campa vessando e tartassando gli altri. Volete che la cancellino? Avete visto ancora un tacchino incamminarsi volontariamente verso il forno? Da 50 anni sento dire che si vuole semplificare la burocrazia; Calderoli era il ministro per la semplificazione, eppure il lavoro va sempre peggio strangolato dal fisco e dai legacci burocratici. E per pagare i burocrati, il fisco deve tartassare!!! Che botép!