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Cantamessa, libro-ricordo con dedica del Papa: “La samaritana moderna”

L’8 settembre 2013 Eleonora Cantamessa, dottoressa ginecologa di Trescore Balneario, viene uccisa dopo essersi fermata a soccorrere un uomo ferito per strada. Dalla sua storia ne è nato un libro, con la dedica di Papa Francesco: "Ha concluso la sua vita compiendo il gesto del buon samaritano"

L’8 settembre 2013 Eleonora Cantamessa, dottoressa ginecologa di Trescore Balneario, viene uccisa dopo essersi fermata a soccorrere un uomo ferito per strada. Qualche giorno dopo la signora Mariella, mamma di Eleonora, con una lettera racconta il gesto d’amore di sua figlia.

L’Italia intera si commuove e per tutti Eleonora diventa la dottoressa angelo, la samaritana moderna, come l’ha definita papa Francesco scrivendo ai genitori.

Da quel racconto ne è nato un libro sulla sua vita, che sarà presentato sabato 8 novembre a Trescore, alla presenza dei genitori. Un libro sulla carità, sul perdono. L’esempio di una famiglia.

Eleonora, il fratello Luigi, papà Mino, mamma Mariella. Eleonora è morta servendo la carità, i suoi genitori hanno parlato di perdono, di pace, di riconciliazione.

Gesti che sono sembrati a molti rivoluzionari, straordinari. Uomini e donne capaci di Vangelo.

La storia vera di una donna come tante, di un medico capace, di un cuore generoso, ma sempre operante nella quotidianità. Perché i santi sono fra noi.

“Questo libro – dice mamma Mariella – è lo specchio dell’animo della nostra Eleonora; un libro che toccherà sicuramente il cuore di molte persone. Insegnerà ad amare il prossimo incondizionatamente, ad essere fedeli a un giuramento, a compiere il proprio dovere fino in fondo, a confidare nell’aiuto di Gesù”.

“Eleonora – continua mamma Mariella – ha dimostrato piena disponibilità personale nel portare aiuto, soccorso, medicamento a chiunque ne avesse bisogno: fosse questa la persona benestante, quella del tutto indigente, quella che giaceva esamine e languente per terra in attesa del buon samaritano. Ed è proprio la persona nella sua irripetibile umanità ed unicità ciò che Eleonora riusciva a vedere e con cui si confrontava: una lezione anche per noi”.

È l’Italia migliore quella che emerge da queste pagine, avvincenti ed emozionanti; una storia che è un intreccio di tragedia e umanità, un libro per tutti, di agile lettura, di grande impatto emotivo e molto significativo.

Mamma Mariella nella lettera il “Messaggio d’amore di mia figlia”, scritta qualche giorno dopo la tragedia e pubblicata nel libro integralmente, così conclude con parole di speranza e dà al gesto di Eleonora una missione, quella di far riflettere tutti noi sul significato vero della vita e sul suo senso ultimo: “Io ho perso mia figlia e mi fa paura il pensiero della sera, di quando arriverà l’ora di cena e lei non tornerà, di quello studio vuoto, di quell’ecografo spento.

Mi consola un po’ la speranza che l’insegnamento del suo sacrificio non vada perduto, che il suo coraggio e il suo amore, la sua sensibilità possano contribuire a migliorare questo mondo inaridito dalle logiche dell’egoismo, del profitto e della discriminazione. Grazie Eleonora. Casualmente, avevo scelto per te quel nome. Poi il ginecologo che ti ha aiutato a venire al mondo e aveva lavorato in Medio Oriente mi ha spiegato il suo significato. Deriva dall’ebraico el nur. Luce di Dio”.

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