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La battaglia delle startup Europa e America entrano in competizione

Le Startup sono un fenomeno sempre più diffuso: sebbene l'Europa possieda le caratteristiche giuste per creare colossi di successo, sembra arrancare nel concretizzare tali progetti sul proprio territorio. Nasce qui la sfida più grande con gli Stati Uniti.

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Le Startup sono un fenomeno sempre più diffuso, che negli ultimi 3 anni ha spinto l’Europa a incrementare i propri sforzi, allo scopo di portare le proprie potenzialità nei mercati esteri. Come evidenziato da Neelie Kroes, vice-presidente della Commissione Europea, esse sono un nuovo modo di creare e innovare il lavoro.

Tuttavia, sebbene l’Europa possieda le caratteristiche giuste, per creare colossi di successo, sembra arrancare nel concretizzare tali realtà sul proprio territorio, costringendole a spostare le proprie basi operative all’estero.

E’ il caso dell’italiana Funambol, azienda creatrice di un software per il personal cloud, nata a Pavia, ma trasferitasi a Foster City, San Francisco.

Per fronteggiare il problema l’Unione Europea ha fondato il SEP, Startup Europe Partnership, con il quale mira, entro il 2020, a raggiungere e superare il suo maggior competitor, l’America, investendo nel settore dell’innovazione tecnologica.

A tal scopo colossi dell’informatica e importanti compagnie di telecomunicazioni hanno creato un piano di investimenti e acquisizioni, permettendo alle idee e alle potenzialità delle startup europee di evolversi in realtà economiche di successo.

E’ il caso di GoEuro, startup tedesca del campo dei trasporti, che ha ricevuto un investimento in gennaio di milioni di dollari da Lakestar, l’azienda d’investimenti. Ma quella di Lakestar non è l’unica dimostrazione di fiducia nei confronti di GoEuro, infatti Forest Baskett general partner di NEA, ha deciso di investire in essa, unendosi ad altri volti noti del settore viaggi quali, Dave Bagget, co-fondatore di Ita Software e John Owen, membro di JetBlue Airways. La notizia ha permesso alla startup tedesca di puntare i riflettori su di sè, attirando l’attenzione delle più grandi compagnie d’informazione digitale, TechCrunch e Tnooz, oltre alla CNN. Lo stesso Ceo Naran Shaam ha affermato che con tutte queste nuove risorse GoEuro riuscirà ad espandersi e affermarsi in altri sette mercati entro il 2014 diventando leader del settore nel mercato europeo.

La londinese Seedcamp ha stanziato un fondo di circa 30 milioni di euro per i settori Fintech, Internet of things e Marketplace, applicando il suo sistema di Network, Learning e Capital. Ma non sono solo le nostre compagnie a credere nelle startup europee, infatti molti sono gli investitori provenienti da paesi quali Cina, Russia e dalla stessa America.

La società americana Google ha stanziato un fondo, proveniente da Google Ventures, di 100 milioni di dollari, per le startup del settore Hi-tech. E’ la stessa società a trovare le startup da finanziare basandosi sui loro posizionanti online (profili Facebook, Twitter, Google+, Linkedln).

E’ fondamentale quindi rendersi visibili, utilizzando il passaparola online, partecipare agli eventi google e abbandonare la prima fase di creazione di idee, ricercando investimenti.

La fiducia di Google verso il nostro continente è alta, ma non è per tutti. Le capitali più interessanti sembrano essere infatti Londra, Berlino e Stoccolma.

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