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Italia, fine del sogno Ma dal Mondiale di volley una lezione di sport

Le azzurre, sconfitte in semifinale dalle fortissime cinesi, si sono arrese dopo un cammino esemplare che ha unito e appassionato il Paese, dando una vera e propria lezione di sport.

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Una lezione di sport vera e propria. E’ quella che le azzurre del volley hanno regalato all’Italia intera, a tutto quel Paese che per un mese (soprattutto negli ultimi giorni) si è appassionato come difficilmente riesce a fare.

Mentre negli studi televisivi opinionisti ed esperti di calcio si chiedevano se il fallo di mano di Maicon fosse in area o fuori, se il gol di Bonucci fosse regolare o viziato dal fuorigioco, se la moviola nei campi di calcio fosse giusta o sbagliata, se il Milan di Inzaghi fosse in ripresa o meno, nei palazzetti d’Italia il volley si è messo in mostra in tutto il suo splendore, fatto di fatica, battaglie, sfide all’ultimo punto. E di sportività.

Le azzurre non sono partite coi favori del pronostico, con Brasile, Stati Uniti, Russia e Cina una spanna davanti a tutti. Ma l’entusiasmo, il gruppo (ritrovato, dopo qualche problema degli anni scorsi), la spinta di un pubblico che è sempre stato incredibile, da Roma a Verona a Milano, hanno trascinato Piccinini e compagne in un sogno vero e proprio, sfumato solo nella semifinale con le cinesi che, dopo aver fatto tesoro del ko rimediato con l’Italia nella seconda fase, hanno giocato la partita perfetta, lasciando alle avversarie solo lo briciole di un terzo set che è servito solo a illudere gli italiani.

In questo mese di grande pallavolo il volley italiano ha dato una lezione di sport a una nazione che troppo spesso rimane fossilizzata su un solo sport, il calcio, che negli ultimi anni si è macchiato di colpe gravissime: dallo scandalo del calcioscommesse agli scontri tra ultrà (ultimo, vergognoso episodio l’uccisione di un tifoso del Napoli prima della finale di Coppa Italia, a Roma), dalle risse in campo a quelle dei salotti televisivi. Il tutto condito dalla pessima figura della Nazionale in Brasile, seguita dall’elezione a presidente della Figc di Carlo Tavecchio (già condannato dalla Uefa per frasi razziste) che ha messo in risalto l’imbarazzante stato di salute del calcio nostrano. Che dal volley dovrebbe prendere esempio, una volta tanto.

Nei palazzetti d’Italia – a Milano, Roma, Verona, Trieste, Bari e Modena – si sono giocate più di cento partite e le città non sono state bloccate da quella stupida guerriglia che da troppe parti, Bergamo in primis, siamo costretti a vedere prima e dopo molti match di calcio, che si tratti di Champions League come di Serie A. Più di cento partite che hanno messo in palio la medaglia d’oro mondiale del volley femminile, e sul campo non si sono visti scazzottate, litigi per ogni fallo, arbitri aggrediti, giocatrici che mandavano "a quel paese" il coach, tifosi che cercavano di fare irruzione in campo.

Alla fine l’Italia non è arrivata in finale e non ha conquistato la medaglia più ambita, ma può certamente sorridere perché il suo Mondiale, quello dell’organizzazione e della passione, l’ha vinto. Anzi, stra vinto.

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Commenti

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  1. Scritto da Raffaele

    spettacolo veramente piacevole, condivido tutti i commenti fatti finora. ho guardato le ultime partite con vero piacere. Unico dispiacere: i risultati negativi per l’italia, ma li accettiamo volentieri, è lo sport e vuol dire che sono state più brave le altre, le nostre ci riproveranno, e comunque bravissime e molto belle. Ciao a tutti.

  2. Scritto da massimo

    Una grande emozione vissuta ad ogni partita. Da parte delle giocatrici di tutte le nazionali partecipanti un entusiasmo, un coinvolgimento emotivo, una passione autentica, una sportività inaudita. Un pubblico favoloso (anche se non mi sono piaciuti i fischi alle battitrici avversarie). Che altro aggiungere se non “BASTA CON IL CALCIO!!!”.

  3. Scritto da altro mondo

    Spettacolo puro, emozioni a pioggia. Un altro mondo rispetto a quello del calcio sempre più noioso e militarizzato. La Foppa merita molta più visibilità, un sacco di gente si avvicinerebbe a questo sport

  4. Scritto da Carlo Pezzotta

    E’ proprio vero: una lezione di sport , soprattutto x il calcio, che è da anni esempio di violenza e ignoranza, non solo da parte dei trogloditi tifosi, ma anche x le grandi responsabilità delle società che approfittano e difendono questi trogloditi x fare il pieno sugli spalti.