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Pillole di Grande Guerra 28 Conflitto in mare: partita a scacchi determinante fotogallery

Al termine di un intensissimo mese di agosto 1914, la guerra navale fece la sua prima apparizione sul palcoscenico del conflitto mondiale con la battaglia della baia di Heligoland, primo scontro tra navi corazzate moderne nei mari d'Europa.

di Marco Cimmino 

Alla fine di questo fondamentale mese di agosto del 1914, anche la guerra navale fece la sua prima apparizione sul palcoscenico della guerra, con la battaglia della baia di Heligoland, che rappresentò il primo scontro tra navi corazzate moderne nei mari d’Europa.

Prima, però, di raccontare questo breve episodio, è opportuno fare il punto della situazione, almeno a grandi linee, sullo stato dell’arte in materia di guerra sul mare, all’alba della prima guerra mondiale: per questo motivo, dedicheremo questo capitolo delle nostre pillole ad una svelta disamina delle forze in campo, per poi entrare nel vivo dell’azione con la prossima puntata della nostra rubrica.

Com’è noto, le prime navi corazzate apparvero nel corso della guerra civile americana, sia dalla parte confederata che da quella unionista: si trattava di scafi in legno ricoperti da pesanti casematte metalliche il cui aspetto era lontanissimo da quello delle loro dirette discendenti del 1914. Le vere progenitrici delle navi che si diedero battaglia il 28 agosto del 1914 ad Heligoland furono, però, le cosiddette “Pre-Dreadnought”, ossia le navi corazzate pluricalibro varate tra il 1890 ed il 1908: si trattava di unità armate poderosamente, divise in due grandi classi, in base all’armamento principale (pezzi da 11 a 12 pollici vale a dire 280 /305 mm, per la prima classe, da dieci pollici, ossia 254 mm, per la seconda).

Queste, a loro volta, si differenziavano dalle corazzate delle generazioni precedenti per la presenza delle torri corazzate, che, dopo il 1890, sostituirono i pezzi in barbetta, cioè protetti da una sorta di parapetto. Queste grosse navi da guerra montavano, in realtà, una vasta gamma di pezzi d’artiglieria di vario calibro, il che ne limitava decisamente l’utilizzo negli scontri a grande distanza, che divennero la pratica comune della strategia navale, quando lo sviluppo dei siluri rese estremamente rischioso lo scontro a distanza ravvicinata per questi vulnerabili giganti.

La rivoluzione nel campo della guerra navale venne con il varo, nel 1906, della corazzata britannica HMS Dreadnought, che, d’un colpo, rese obsolete tutte le altre corazzate in servizio, tanto che il termine “Pre-Dreadnought” venne utilizzato per indicare anche le navi varate dopo il 1906, ma con caratteristiche antiquate. La Dreadnought introdusse il concetto di corazzata monocalibro, che puntava tutta la sua capacità offensiva sulle poderose torri principali, armate di ben dieci pezzi da dodici pollici (contro i quattro delle più potenti rivali): essa, possedeva, inoltre, cinque tubi lanciasiluri sommersi.

La Dreadnought fu anche la prima nave di linea ad introdurre i motori a turbina a vapore, che le diedero un indiscutibile vantaggio anche in termini di propulsione. In conclusione, la Dreadnought era più potente, più veloce e meglio difesa di qualunque altra corazzata al mondo e, improvvisamente, costrinse tutte le marine militari del pianeta ad adeguarsi ai nuovi standard da lei imposti. Di qui ebbe origine una frenetica corsa delle grandi potenze agli armamenti navali, che, se diede certamente un forte impulso all’industria pesante, altrettanto certamente fu uno dei motivi di tensione che favorirono lo scoppio delle ostilità nel 1914. La Germania guglielmina, in particolare, si dedicò tenacemente alla creazione di una propria flotta da battaglia (Hochseeflotte), in grado di competere con la Grand Fleet britannica, da sempre ritenuta la più potente del mondo: fu l’ammiraglio Von Tirpitz che ne divenne l’anima.

In brevissimo tempo, paradossalmente, la Dreadnought fu largamente superata dalla concorrenza: le corazzate della prima guerra mondiale, come, ad esempio, le navi di classe Iron Duke inglesi o le Friederich der Grosse germaniche, montavano le proprie torri in linea, avevano una velocità di crociera molto superiore ed avevano eliminato tutti gli inconvenienti che erano emersi nel prototipo: ormai, Gran Bretagna e Germania si trovavano quasi su di un piede di parità e potevano schierare decine e decine di possenti navi da battaglia di moderna concezione. Ora si sarebbe trattato soltanto di avere un’occasione perché questi colossi d’acciaio si misurassero tra loro: e l’occasione si stava avvicinando.

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