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Ottobre, la festa di tre Papi santi: Giovanni, Wojtyla e Paolo VI

Sabato 11 ottobre è la festa di San Papa Giovanni XXIII, la prima che si celebra dopo che è stato proclamato santo, insieme a San Papa Giovanni Paolo II, da Papa Francesco il 27 aprile. Anzi, per una straordinaria e provvidenziale coincidenza, questo ottobre è il mese dei Papi santi.

di Pier Giuseppe Accornero

Sabato 11 ottobre è la festa di San Papa Giovanni XXIII, la prima che si celebra dopo che è stato proclamato santo, insieme a San Papa Giovanni Paolo II, da Papa Francesco il 27 aprile.

Anzi, per una straordinaria e provvidenziale coincidenza, questo ottobre è il mese dei Papi santi.

La prima festa liturgica di Papa Roncalli e di Papa Wojtyla cade, rispettivamente, l’11 e il 22 ottobre. E Papa Paolo VI sarà beatificato da Francesco domenica 19 ottobre al termine del Sinodo straordinario sulla famiglia, che si sta svolgendo in Vaticano, e nella 88ª Giornata Missionaria mondiale.

Tre Papi collegati dal Concilio Vaticano II (1962-1965): Papa Giovanni ne ha avuto «l’ispirazione dall’Alto» e lo ha iniziato; Papa Paolo lo ha guidato alla conclusione e ne ha avviato le riforme; Papa Giovanni Paolo ne ha fatto l’ispirazione del suo pontificato.

Ma i santi non vengono festeggiati il giorno della loro morte che, nella tradizione cristiana, che è considerato il «dies natalis», cioè il giorno della loro nascita al Cielo?

Certamente sì.

Ma per questi due Papi sono state scelte date diverse.

11 OTTOBRE – Festa di Angelo Giuseppe Roncalli (1881-1963)-Giovanni XXIII (1958-1963).

La fama come uomo santo, giusto e pietoso fece il giro della terra a cominciare dalla sua santa morte all’imbrunire del 3 giugno 1963.

Il 28 ottobre 1963, nel quinto anniversario dell’ele­zione, il cardinale belga Léo Joseph Suenens, arcivescovo di Bruxelles e uno dei quattro moderatori del Concilio, alla presenza di Paolo VI e dei padri conciliari, tiene un me­morabile discorso sul Papa scomparso: «Mai il mondo intero ha preso parte più da vicino alle fasi strazianti di un’agonia. Mai come ora si è manifestata una simile unanimità di sentimenti».

Cita la Sacra Scrittura: «La morte dei santi è preziosa agli occhi di Dio». Aggiunge: «La morte di Giovan­ni XXIII fu preziosa anche agli occhi del mondo».

Diversi padri conciliari ne propongono l’immediata canonizzazione, tra essi il cardinale Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna e anche lui moderatore del Concilio, e mons. Luigi Bettazzi vescovo di Ivrea.

Ma il prudentissimo Paolo VI preferisce la via ordinaria. Così Roncalli è beatificato il 3 settembre 2000 e canonizzato il 27 aprile 2014.

Per la festa è stato scelto un anniversario ormai storico per la Chiesa: l’11 ottobre perché in quella data nel 1962 Papa Giovanni inaugurava il Concilio Vaticano II con il fortissimo discorso «Gaudet Mater Ecclesia» che tacitava i «profeti di sventura».

Il giovanissimo chierico Angelo Giuseppe Roncalli il 22 agosto 1900, ad appena 19 anni, sul «Giornale dell’anima» scrive: «Rinnovo il mio proponimento di volermi fare santo davvero, e pro­testo un’altra volta, o Gesù, di volerti amare come tu desideri. Anzitutto, spirito di unione con Gesù dal primo svegliarsi al mattino al chiudere gli occhi la sera e, se fosse possibile, anche nel sonno notturno. Poi non dimenticarsi mai di essere sempre in tutte le mie azioni presente. In terzo luogo, modestia la più scrupolo­sa negli sguardi e nelle parole. Da ultimo, tran­quillità, quiete, giovialità, buone maniere, mai una parola risentita con nessuno, mai scaldarsi ragionando; ma semplicità, cordialità, franchezza, e non codardia, non cose fiacche. O Gesù, tu vedi il desiderio vivo che nutro in cuore di amarti, di rendermi tuo vero ministro; concedimi la grazia di far ve­ramente qualche po’ di bene».

22 OTTOBRE – Festa di Karol Wojtyla (1920-2005)-Giovanni Paolo II (1978-2005).

Benedetto XVI, quando ha beatificato il suo predecessore il 1° maggio 2011, ha scelto non una data anagrafica (nascita o morte), non la data dell’elezione (16 ottobre 1978), ma quella dell’inizio del pontificato (22 ottobre) quando gridò al mondo: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!». Grido che fu alla base di tutto il suo lunghissimo pontificato.

In occasione della canonizzazione il «Bollettino della Consolata» di Torino ha pubblicato un’autentica perla sulla santità di Wojtyla, raccontata da don Ferruccio Gambaletta, un prete residente in santuario: «Durante il Giubileo del 2000 Papa Wojtyla era solito invitare a pranzo alcuni vescovi. Uno di questi, salendo da lui, vede nel Colonnato del Bernini un uomo malvestito e sciupato che chiede la carità. Si guardano, si riconoscono, si abbracciano. Erano compagni di Seminario, ordinati insieme. Poi uno dei due abbandonò il sacerdozio, ed ec­colo, spretato e barbone. L’altro, una brillante carriera, ora rasato e trafelato si reca dal Papa. Si può immaginare la sua agitazione: il Papa lo aspetta a pranzo, si vergogna però di dire all’amico che ha fretta. Ma come può andare dal Papa e lasciar andare un amico in disgrazia? Gli dice: “Senti, devo salire dal Papa. Però tu aspettami. Non ti muovere, ci vediamo dopo e mi racconti tutto”.

Ansimante il vescovo arriva all’appartamento del Papa che gli fa una bat­tuta scherzosa sul ritardo. Allora il vescovo gli racconta l’incontro con l’ex prete barbone. “Cosa dovevo dirgli, Santità?”. Il Papa lo guarda: “Ma lei lo ha lasciato solo?”. “Beh, sì, mi sta aspettando sotto, ci vediamo dopo”. Il Papa: “Scenda subito e gli dica che il Papa lo invita a tavola”. Il vescovo scende di corsa. Il suo amico è ancora lì. Gli racconta e salgono. Siedono vicini, im­barazzati.

Il Papa guarda con tenerezza quel po­vero prete e, dopo il pranzo con dolcezza infinita, gli si avvicina: “Vorrebbe gentilmente confessarmi?”. Congeda i vescovi: “Credo che ci siamo detto tutto”».

19 OTTOBRE – Giovanni Battista Montini (1897-1978)-Paolo VI (1963-1978).

Completa l’icona di santità dei Papi contemporanei. È l’uomo della più assidua e penetrante ricerca di dialogo tra Cristo e l’uomo moderno, tra la Chiesa e la società. Eletto Papa dopo Roncalli per continuare e concludere il Con­cilio e varare le sue riforme, Montini deve confrontarsi con i conservatori che lo attaccano, con la Curia Romana che lo frena, con i progressisti che lo spingono a fare sempre più fretta.

Un Papa sostanzialmente solo in un’epoca turbolenta come quella della contestazione, negli anni Sessanta e Settanta del XX secolo, che investe in pieno la Chiesa e il papato.

Nonostante la drammatica solitudine, guida il Concilio e la Chiesa con mano ferma, con autorità e perseveranza. Non è assolutamente «un uomo mesto» come si pretendeva, e si pretende, di descriverlo. In un appunto Montini scrive: «La santità non va commi­surata sulla grandezza eroica, drammatica dei personaggi celebri; è invece un continuo duplice atto di umil­tà e di fiducia per disporre l’anima a compiere gli altri atti di fede, di speranza, di amore e quelli dell’azione buona e forte este­riore». I cardini della sua spiritualità sono la fede e l’umil­tà, la carità e la speranza.

Professa una fede «piena, libera, certa, forte, gioiosa, operosa, umile» come dice nel suo straordinario «Credo del po­polo di Dio». Nei terribili momenti di prova confessa: «Non la nostra mano debole e inesperta è al timone della barca di Pietro, sì bene quella invisibile, ma forte e amorosa, del Signore Gesù». La Chiesa «da amare, da servire, da sopportare, da edificare, con tutto il talento, con tut­ta la dedizione, con inesauribile pa­zienza e umiltà. Ecco ciò che resta sempre da fare, cominciando, rico­minciando, finché tutto sia consuma­to».

Roncalli e Montini, due Papi lombardi, educati secondo i rigidi canoni della riforma tridentina e nutriti dalla solida «pietas» lombardo-veneta, sono stati collaboratori e amici per tutta la vita, pur con personalità e stili diversi.

Probabilmente alla cerimonia per il Beato Paolo VI il 19 ottobre, celebrata da Papa Francesco, sarà presente anche il Papa emerito Benedetto XVI, come è successo il 27 aprile scorso per San Giovanni XXIII e San Giovanni Paolo II.

Commenti

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  1. Scritto da Vito

    Che fine hanno fatto i Santi scovati fra le persone umili ? I Papi Santi non sono già’ favoriti per tale titolo ?

  2. Scritto da mario59

    Ma nel frattempo il dio che rappresentano, praticamente viene messo in terza fila…l’esatto contrario di quello che vanno predicando.

    1. Scritto da falso

      affermazione falsa

      1. Scritto da mario59

        Come no…quanto affermo è sotto gli occhi di tutti…il loro dio è solo lo strumento di cui si servono per proclamarsi beati e poi santi…. poi tra un po’ di anni quando arriverà la sua ora, accadrà la stessa cosa nei confronti del papa attuale…e ci sarà qualcun’altro che lo proclamerà santo…nel frattempo il loro dio continuerà a rimanere in terza fila.

      2. Scritto da marilena

        affermazione verissima, dio è nell’ultima fila!