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Auto rubate ai pendolari vendute a pezzi: 4 arresti Il video del deposito

Una complessa operazione denominata "Demolition" e condotta dalla polizia stradale di Bergamo, ha portato all'arresto di quattro persone con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di veicoli.

 Auto rubate ai pendolari e rivendute poi a pezzi. Una complessa operazione denominata "Demolition" e condotta dalla polizia stradale di Bergamo, ha portato all’arresto di quattro persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di veicoli.

Si tratta di tre uomini: Luigi Colleoni, 63enne di Bonate Sopra, pluripregiudicato per reati di questo tipo e considerato il capo della banda, Walter Calopresti, 57enne di Carvico anch’esso con precedenti e identificato come colui che conduceva le auto rubate al deposito, Franco Beretta, 71enne di Carvico considerato il manovale che sezionava le auto, e una donna rumena di 26 anni, Daniela Georghica, compagna di Colleoni e intestatria delle fatture di vendita dei pezzi.

 

Le indagini erano partite all’inizio del 2013, dopo una lunga serie di denunce per furti di auto nelle province di Bergamo, Brescia, Como e Milano. A essere presi di mira soprattutto i pendolari, che lasciavano le proprie vetture parcheggiate per diverse ore nei posteggi delle stazioni per recarsi al lavoro in treno.

Dopo una serie di appostamenti, gli agenti di Bergamo guidati dal comandante Mirella Pontiggia, hanno scoperto un capannone di seicento metri quadrati situato in via Stezzano a Zanica, dove erano depositati una grossa quantità di parti di auto, come sedili, portiere, motori. Dalle verifiche è emerso che appartenevano a circa 200 auto rubate, di svariate marche e modelli, anche se in prevalenza utilitarie. 

I pezzi venivano rivenduti a clienti provenienti da tutta la Lombardia, che per entrare dovevano prima farsi identificare all’ingresso. Gli acquirenti, che ora rischiano una denuncia per ricettazione, avevano un risparmio del 50% rispetto agli stessi pezzi originali. Il giro di affari per la banda è stato stimato in circa 2 milioni di euro all’anno. 

Commenti

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  1. Scritto da indignato

    Il problema non è lo straniero: è un sistema giudiziario calibrato sul nostro stile di vita che favorisce la delinquenza proprio per l’incertezza della pena, peraltro ridicola. Un sistema di questo tipo attrae sicuramente delinquenza da qualunque parte; ed è su questo che bisogna intervenire, non su demagogiche affermazioni xenofobe. Rispetto delle regole, severità e certezza della pena, non xenofobia: l’amalgamazione delle culture contribuisce allo sviluppo umano.

  2. Scritto da Mister Bean

    A parte che i bergamaschi sarebbero due, ma faccio notare che fanno notizie appunto perchè bergamaschi. Non suona strano? Sembra persino che se ci fossero qui solo bergamaschi la criminalità sarebbe quasi azzerata.

  3. Scritto da oscar

    proprio perchè sono bergamaschi, quindi ci bastano i nostri delinquenti e non abbiamo bisogno che se ne aggiungano altri, sbarcando da clandestini

  4. Scritto da indignato

    È ora di finirla con questi extracomunitari che vengono a bergamo a fare i delinquenti!!! Ehmmm…hops…sono bergamaschi. Scusate. E comunque non sono autoctoni, ecco!!

    1. Scritto da Luigi

      E sti delinquenti immigrati li rivendevano nei loro paesi come la… Lombardia! Basta!11!11! Salvini pensaci tu!11!1

      1. Scritto da il polemico

        che commento assurdo,quindi il succo quale sarebbe?importiamo manodopera dall’estero perchè tanto l’abbiamo pure in casa?solo che quella importata la dobbiamo mantenere,ed è quello che gira tanto ad una parte di italiani,perchè è scopntato che chi vota un certo partito è contento di dare a loro togliendo ai disoccupai italiani…in conclusione immagino che se tu a casa tua appoggi i piedi sul tuo tavolo dove mangi,lo lasci fare pure ai tuoi ospiti…..mahhh

        1. Scritto da Luigi

          Il succo è che i delinquenti sono ovunque. Italiani e No. Immigrato non vuol dire ladro ne italiano vuol dire persona per bene.

        2. Scritto da indignato

          Caro polemico, se a casa tua appoggi i piedi sul tavolo ed il tuo ospite copia da te, vuol dire che quell’ospite avrà copiato delle cattive abitudini e sarà certo che nessuno lo punirà, anzi sarà indirettamente incentivato. Ma se tu cominciassi a dare il buon esempio avendo rispetto per la tua casa e rispettando le regole, anche l’ospite si allineerebbe a te. Hai centrato! Non è difficile, vero?

          1. Scritto da il polemico

            se uno non è libero di fare in casa sua quello che più gli aggrada,perchè ha paura che poi l’ospite lo copia,vuol dire che allora non ha senso avere una casa propria…..chi entra in casa mia non si deve comportare come faccio io,ma come dico io..se non accetta,la porta è quella e che chiuda bene quando esce

          2. Scritto da indignato

            Bravo, vedo che, oltre a non aver recepito adeguatamente la metafora, hai spiegato ottimamente il motivo per cui la nostra italia sta andando a rotoli. E in un regime democratico, il tuo “ospite” non sarà mai trattato diversamente da te. In bocca al lupo.

          3. Scritto da il polemico

            la nostra italia va male perchè lo straniero che arriva pretende di avere i diritti,ma non i doveri,è cè qualcuno che li asseconda pure nelle loro idee….saluti