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“La scuola non si vende” Studenti in corteo contro il piano di Renzi fotogallery

Sono un centinaio gli studenti scesi in piazza a Bergamo per protestare contro piano Renzi-Giannini. “Armati” di megafoni e vuvuzela i ragazzi delle scuole superiori hanno sfilato in corteo lungo viale Papa Giovanni, via Angelo Maj, via Taramelli, via Camozzi, Porta Nuova e ancora viale Papa Giovanni. La pioggia non ha certo aiutato la mobilitazione, ormai un classico delle prime settimane di ottobre. Conseguenze contenute al traffico del centro, deviato dalla Polizia locale verso le vie circostanti.

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Sono un centinaio gli studenti scesi in piazza a Bergamo per protestare contro piano Renzi-Giannini. “Armati” di megafoni e vuvuzela i ragazzi delle scuole superiori hanno sfilato in corteo lungo viale Papa Giovanni, via Angelo Maj, via Taramelli, via Camozzi, Porta Nuova e ancora viale Papa Giovanni. La pioggia non ha certo aiutato la mobilitazione, ormai un classico delle prime settimane di ottobre. Conseguenze contenute al traffico del centro, deviato dalla Polizia locale verso le vie circostanti.

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IL VOLANTINO – “Non rimarremo spettatori passivi mentre si riforma la scuola e il mercato del lavoro contro i nostri bisogni e i nostri desideri – si legge nella comunicazione della protesta -. La Buona Scuola di Renzi è una scuola che apre le porte agli interessi delle imprese, che da più poteri ai presidi, che valuta e punisce docenti, studenti e scuole, che assume la competizione e le classifiche come unico fine, che si appiattisce alle esigenze di un mercato del lavoro che ha bisogno di manodopera a basso prezzo, precaria e senza diritti invece che vedere nei saperi un investimento per ribaltare l’attuale modello di sviluppo ormai sempre più insostenibile. Una “buona scuola” della precarietà, condizione che attanaglia le nostre generazioni e che ci impedisce di immaginare il nostro futuro. Siamo stanchi di promesse e di interventi minimi che non cambiano le condizioni materiali degli studenti che devono far fronte a costi sempre più esosi per poter studiare.

Le altissime percentuali di dispersione scolastica, i costi sempre più alti per studiare, dai trasporti fino ai libri di testo, delineano un Paese che non crede più nel valore sociale dell’istruzione, che espelle tanti giovani da scuole e università privilegiando un modello sociale ed economico fondato sulla precarietà, sulle basse competenze e sui salari da fame. Questa assurda tendenza viene confermata dal Jobs Act, che continua a inseguire il mito fallace della precarietà come risoluzione della crisi. Ma questa non è il nostro modello di istruzione, di lavoro e di società.

Vogliamo un’istruzione gratuita e di qualità per tutte e tutti, un reddito di formazione per poter studiare quello che vogliamo indipendentemente dal contesto famigliare, spazi all’interno e fuori dalle scuole per organizzare attività e dare spazio alla nostra creatività, un nuovo modello di didattica per non ridurci ad essere dei contenitori di nozioni sterili, una valutazione che non faccia rima con punizione, stages di qualità che non si riducano a lavoro non pagato e senza alcuna valenza formativa, nuovi programmi aperti alle differenze culturali, sessuali e religiose. Vogliamo tanto altro, ma tocca a noi immaginare l’alternativa e farci sentire in tutto il Paese, scuola dopo scuola, piazza dopo piazza: lo faremo il 10 ottobre e torneremo a farlo tutti assieme il 14 novembre, giornata di sciopero sociale da nord a sud dell’Italia.

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Commenti

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  1. Scritto da Pecio1

    ogni manifestazione è legittima se ha fondati argomenti…
    questa sembra fatta contro la nebbia di paradigmi antichi e illusorio futuro…
    e adesso non vorrei che un centinaio di ragazzi (ho visto il video) si permettano di okkupare le scuole per impedire a chi ha voglia davvero di imparare a conoscere qualcosa che serva per la vita

    1. Scritto da polini

      La massa è sempre “pro”. Abbiamo bisogno di persone “contro”, per progredire…. Sennò ci addormentiamo nell’attesa (senza obblighi alcuni di aggiornamento) dell’età pensionabile dei docenti….

  2. Scritto da La verità fa male

    Sono curioso di vedere qualche commento dei salottieri piddini radical chic e politically correct… quelli che esaltavano “i nostri ragazzi” quando protestavano contro le famigerate riforme Gelmini e che adesso che il “riformatore” è il parolaio di Firenze magari saranno i primi a scrivere che questi studenti che protestano sono lazzaroni, devono studiare ecc…

  3. Scritto da Marco Cimmino

    In effetti, da quasi cinquant’anni a questa parte, la scuola non si vende: si regala…Il bel risultato di questo regalare la scuola a tutti, esperti, sindacalisti, pedagogisti, praticoni e politicanti, fuorchè alla trasmissione della cultura, è che uno studente di quinta superiore oggi ne sa meno di uno di quinta elementare del 1964. E adesso che sono anche finiti i dindi, ci facciamo due risate: poveri ragazzi, davvero non li invidio…

    1. Scritto da semper crescit

      premio oscar del predicatore

    2. Scritto da Mario

      Concordo!

      1. Scritto da ATTILIO41

        E se invece cari studenti pensaste anche a studiare???????????