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Cisl, Petteni va a Roma Duci e Piccinini in corsa per la Lombardia

Con Gigi Petteni pronto per un incarico a livello nazionale, alla Cisl regionale si è aperta la corsa alla sua successione: tra i papabili anche due bergamaschi, Ugo Duci, già segretario regionale, e Ferdinando Piccinini, segretario generale a Bergamo.

Sistemata la questione “nazionale”, con l’elezione a segretario generale di Annamaria Furlan al posto del dimissionario Raffele Bonanni, ora la Cisl cerca di riorganizzarsi, a pioggia, anche a livello locale partendo dalle Regioni per poi passare ai singoli territori.

In Lombardia è ormai certa l’uscita dalla segreteria regionale di Gigi Petteni, già proiettato verso Roma dove dovrebbe ricevere una delega importante nella nuova segreteria che andrà a comporsi, che dovrebbe aprire due nuovi scenari, se non addirittura tre. 

Il primo prevede che nella segreteria di via Gerolamo Vida a Milano le poltrone rimangano invariate così come sono, senza nessun sostituto che riporti a cinque il numero dei segretari: se così fosse, il nuovo segretario regionale sarebbe uno tra Osvaldo Domaneschi, Roberto Benaglia (bergamasco d’adozione), il bergamasco Ugo Duci e Paola Gilardoni.

Il secondo, invece, vede l’ingresso di un nuovo membro: qui la rosa dei candidati è molto più ampia ma sembra che il cerchio si stia stringendo attorno a tre nomi, quello del segretario organizzativo della Cisl Milano Gilberto Mangone, del segretario generale della Cisl di Pavia Carlo Gerla e del segretario generale della Cisl di Bergamo Ferdinando Piccinini.

Un’ultima opzione rientrerebbe invece nel progetto di spending review avviato da tempo all’interno del sindacato: la riduzione dei costi, che passa anche dalla riduzione del numero dei dirigenti, potrebbe portare a tre il numero dei membri in segreteria. 

Se ne saprà probabilmente di più al termine dell’esecutivo regionale lombardo di martedì 14 ottobre.

La prossima settimana la segreteria dovrebbe iniziare le consultazioni nei territori e poi farà le sue proposte all’esecutivo, al quale partecipano tutti i segretari generali provinciali, i segretari regionali di categoria e, anche se hanno solo diritto di parola ma non di voto, i responsabili degli enti: toccherà a loro, al termine delle votazioni, scegliere il nome definitivo da sottoporre al consiglio generale regionale.

Commenti

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  1. Scritto da Ivan

    I criticoni di sinistra del sindacato, dovrebbero sapere che lo stesso vive con le quote dei propri iscritti (se non disdettano) o per i servizi che da e che lo stato non è in grado di ofrire!!!
    Mentre i politici di destare è sinistra vivono con i soldi delle tasse di tutti, che non possono essere disdettate!!!

    1. Scritto da Domenico Mugnano

      La solita frase i politici rappresentano noi e li eleggiamo. Bisogna partecipare. IlSindacato ha smesso di lottare x i lavoratori e spesso è’ una macchina simile ai partiti. Spesso e’ peggio. Cambiamo con democrazia la politica e chiediamo ai Sindacati di rappresentare il Mondo dei lavoratori. Ora spesso fanno business , anche se pulito.

  2. Scritto da Vikingo62

    A livello nazionale i sindacalisti contano “zero” tanto più ora che Renzi, che a sua volta conta “zero” in Europa, si è messo di buzzo buono a svolgere i compiti assegnati dalla Germania anche se ogni tanto finge di alzare la voce. A questo punto: che senso ha pagare una tessera a chi di fatto non può più tutelarti ???

  3. Scritto da TT

    Un altro bergamask ai piani alti del”sindacato”renzi stai sereno!

  4. Scritto da roberta

    Sindacato giallo.

  5. Scritto da benito

    il solito passaggio delle poltrone per magna magna

  6. Scritto da Beppe

    Bravo Sandro!
    Loro progrediscono tanto più quanto i lavoratori (Che dicono di difendere) regrediscono.
    I soldi li prendono anche dalle tessere (Ma perchè continuate a pagarle?) ma anche da “infiniti” finanziamenti statali!
    Tesserati, ma proprio non capite?
    E adesso mi rivolgo a TUTTI i sindacalisti CISL, cosa avete da dire in proposito a questo mio commento? Cosa avete da dire in proposito al Jobs Act? Davvero lo considerate “giusto” o “necessario” ma soprattutto “UTILE”?
    Che vergogna!

  7. Scritto da Sandro

    Ma se non c’è più lavoro da tutelare, come mai questi continuano a progredire di carriera infischiandosene della fame che patiscono i lavoratori? Da dove prendono i soldi per i loro stipendi?

    1. Scritto da Mefistofele

      Perché ormai i sindacati tutelano solo ed esclusivamente loro stessi, la loro posizione di rendita. Con stipendi e pensioni d’oro! Alle spalle dei poveri lavoratori precari, pensionati ed extracomunitari, che pigliano tutti la tessera.
      Se avessero poi almeno tuttitoli di studio, competenze per parlare di lavoro… La maggior parte di loro non ha mai lavorato e nemmeno studiato.
      Un carrozzone inutile e un’ottima rampa di lancio per persone mediocri